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Magorabin lancia GreenTorino: vegetale al centro

Oliviero Alotto
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Magorabin lancia GreenTorino, il menù che mette al centro il vegetale.

Dopo mesi torno al ristorante, e la prima visita è da Magorabin per assaggiare un menù appunto rivoluzionario; il centro di tutte le portate è il vegetale, il nuovo menù si chiama GreenTorino.

Chi ha frequentato con assiduità Marcello Trentini, Chef patron del ristorante, sa bene che negli ultimi anni ha fatto un grande percorso ci cambiamento con sempre più leggerezza nel piatto e sapori decisi ma delicati.

Una cucina da sempre di grande carattere, caratterizzata da sapori forti e grande tecnica, grandi viaggi che hanno contaminato la sua cucina. Questo menù è dunque, a mio parere, un naturale punto di arrivo dopo anni di ricerca di leggerezza.

Magorabin lancia GreenTorino ed è anche il grande segnale che Marcello Trentini consegna alla ristorazione gourmet.

La cucina deve andare nella direzione di leggerezza e sostenibilità, e per fare questo si deve passare dalla riduzione delle proteine animali sempre più inquinanti.

La pandemia ha insegnato a tutti noi che servono stili di vita diversi e che anche dal cibo deve passare questo cambiamento.

Il menù GreenTorino non è solo un esercizio di stile ma un vero viaggio, fatto di sapori forti, di ricordi di viaggi, di tecnica, di ricerca costante del gusto.

Non amo descrivere i piatti, ma ci sono alcuni fili conduttori che uniscono tutto il percorso gastronomico, tra questi sicuramente l’equilibrio di gusto, oltre che un crescere di sapori dall’antipasto alla portata principale.

C’è molto Oriente, ma anche gusti europei; penso al raviolo di pasta matta (quindi senza uova) che guarda ad un gyoza nella forma ma poi finito con una salsa di barbabietola che porta ai brodi polacchi o ucraini.

Ci sono le patate di montagna della Val di Susa, cucinate con le tecniche francesi che vorrebbero il burro. Eppure il burro non c’è ma quella sensazione grassa delicata che solo la tecnica francese ti sa regalare sono presenti al palato.

La main course è un sedano rapa, trattato come un brasato e con una demi-glace vegetale in cui l’umami tipico del fondo bruno ti porta a sperare che il piatto non finisca mai.

Un menù leggero e attento ai valori nutrizionali; quasi nessun carboidrato nei piatti, così da poter godere con piacere del cestino del pane.

Anche il cestino è stato rivoluzionato ed è di alto livello; strepitoso il pane bianco in cui si percepisce un utilizzo del lievito madre trattato alla perfezione, una leggera acidità molto aromatica, perfetta con l’olio taggiasco servito dopo gli appetizer.

Simona Beltrame, da sempre anima della sala Magorabin, mi propone in abbinamento ad ogni piatto thè e tisane.

Anche questo è sintomo di attenzione al gusto del cliente che non vuole bere alcolici. Per chi invece avesse piacere la cantina è ovviamente ricchissima di proposte.

Ho ricordi nitidi della capacità che ha Simona di abbinare piatti e vini tagliando attorno ai gusti del cliente l’abbinamento migliore.

Tra le grandi evoluzioni di Magorabin c’è stata negli ultimi due anni proprio la gestione della sala, che io trovo impeccabile. Ad iniziare dal cocktail di benvenuto preparato dalla barlady Cinzia, che ha avuto la capacità di intuire esattamente i miei gusti al primo tentativo. 

Insomma, mi auguro di cuore che tutto questo sia un ennesima spinta al settore a guardare nella direzione della sostenibilità. 

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Oliviero Alotto
Oliviero Alotto

Nato a Torino; amo viaggiare, assaggiare e scoprire. Divido la mia vita tra l'impegno sociale e la passione per la gastronomia e il vino. Promuovo nel mondo le eccellenze enogastronomiche italiane. Amo le corse di lunga distanza e in particolare i trail running oltre i 100 km.

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