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Leggere Alessandro Manzoni nel lockdown bis

Nicolò Pistone
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Dalla cosiddetta “prima ondata” della pandemia da SARS-COV 2, diversi sono stati i tentativi di accostare la situazione odierna ad un’altra analoga (un bell’esempio lo si trova qui), avvenuta però quattro secoli fa e narrata da uno dei padri della nostra lingua: Alessandro Manzoni.

Si fa certamente riferimento all’opera simbolo di questo autore, i Promessi Sposi, in cui vengono raccontati i tumulti che scombussolarono Milano a seguito di una pesante carestia, accompagnata da una devastante epidemia di peste.

Leggere Alessandro Manzoni è quindi operazione interessante.

Leggere Alessandro Manzoni: la “rivolta del pane” dal ‘600 ad oggi

Milano, l’11 novembre del 1628, è afflitta dal tumulto di San Martino, una sommossa popolare nota anche – e ciò è molto interessante – come “rivolta del pane”.

Lorenzo Tramaglino, il protagonista del racconto manzoniano, si ritrova accidentalmente nel mezzo di alcuni disordini sociali frutto di un evento di grande portata storica: la carestia.

Lo scarso raccolto del 1628, assieme allo spreco delle risorse agricole per via della guerra del Monferrato, fecero scaturire un clima teso di cui il rincaro dei prezzi non fu altro che l’ultima goccia. Ed è proprio a questo punto che nell’opera manzoniana prende forma un personaggio multiforme, indistinto e complesso: la massa.

Qui si trova un cruciale elemento di sovrapposizione fra le due storie, dato che il comportamento della folla inferocita che assalta i fornai trova la sua speculare controparte negli avvenimenti di oggi.

Lo si vedeva a Marzo (ma anche, in misura minore, nei giorni scorsi) con le razzie dei supermercati, e lo si vede oggi con le proteste che troppo facilmente scivolano nel vandalismo e nella guerriglia urbana.

A Napoli, città apripista delle proteste che hanno attraversato lo stivale, si leggevano striscioni emblematici quali «Non vogliamo morire né di fame né di Covid»,oppure «‘A salute è ‘a primma cosa, ma senza sorde nun se cantano messe».

La paura generalizzata, instillata dai media e alimentata dall’incertezza economica, produce irrazionalità. Ad alimentare questo meccanismo – come approfonditamente trattato da MicroMega – uno sconsiderato ricorso al lessico bellico (nemico da sconfiggere, prima linea, misure di contenimento, eroismo, coprifuoco, ristori ecc.) che ci accompagna fin dall’inizio della crisi.

Esterno/interno: vita pubblica e vita privata

Renzo, dopo aver preso attivamente parte alle proteste divulgando il suo «debol parere» va alla ricerca di un luogo in cui rifocillarsi.

Lo trova, manco a dirlo, nella Locanda della Luna Piena, un luogo chiuso e privato.

Il topos dell’osteria non fatica a richiamare le mura domestiche, il focolaio familiare che abbiamo – volenti o nolenti – riscoperto nell’ultimo periodo.

È un luogo dove regnano i bisogni primari, uno spazio protetto in cui riecheggiano da lontano i rumori del mondo esterno e dove Renzo, come noi tutti, si dà all’autocoscienza e alla riflessione, ripercorrendo la memoria del passato.

Ed ecco un nuovo intreccio narrativo: tutti ricorderemo la riscoperta della vita familiare vissuta durante il lockdown primaverile, con i suoi impasti e col timore di non riuscire a trovare il lievito al supermercato.

Altri, però, sono i punti di contatto fra le tue vicende. Basti pensare alle strategie di contenimento dell’epidemia.

Nella Milano secentesca, si assiste a un’iniziale indifferenza e minimizzazione del problema, dovuto alla «comune miscredenza» di popolo e istituzioni.

Ciò si traduce in un’incapacità di gestire strategicamente la situazione d’emergenza per via dell’«imperfezion degli editti», correlata a una «trascuranza nell’eseguirli».

Il Manzoni parla di «un profondo sonno» dei Magistrati, che cercheranno inutilmente di rendere operative le proposte del Tribunale della Sanità, quali sequestri e quarantene che, però, non sortiranno quasi nessun effetto.

Anche nella reazione al primo diffondersi del nuovo Coronavirus c’è stato un generale diniego e diverse esitazioni nell’elaborazione dei provvedimenti, scarsa collaborazione fra Governo, Regioni e Comuni ed episodi d’incurante scelleratezza (quali gli assalti ai treni, affollamenti delle piste da sci e assembramenti estivi nelle zone turistiche).

Nel lockdown bis, leggete Alessandro Manzoni!

Tante altre sarebbero le analogie fra i due fenomeni – quali, ad esempio, le strategie economiche adottate o gli aiuti dispensati al popolo – come tante, certamente, sono le differenze.

Resta, comunque, interessante evidenziare l’incredibile attualità di un grande autore quale fu Alessandro Manzoni e, perché no, instillare la curiosità e il desiderio di riprendere in mano uno dei più importanti testi della letteratura italiana di cui, per lo più, conserviamo uno sbiadito ricordo adolescenziale.

Quindi che fare in questo nuovo lockdown (“soft” per alcuni, “hard” per altri)? Leggere i Promessi Sposi di Manzoni!

Articolo in collaborazione con la startup torinese RestWorld, conosciuta all’interno della prima Torino Taste Week. Qui il primo articolo della collaborazione.

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Nicolò Pistone
Nicolò Pistone

Giovane filosofo interessato ai temi del gusto e del cibo. Collaboro alla comunicazione di RestWorld - startup che si occupa di recruiting per la ristorazione - per cui curo anche un blog tematico, "The Dark Side of the Food", dove si parla di cibo e cultura in quanto l'uomo è l'unico animale che cucina.

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