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Le dieci startup da seguire nel 2021 su cibo e foodtech

Dario Ujetto
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Con il nuovo anno ed un mercato del cibo ancora instabile, quali saranno le dieci startup da seguire nel 2021? Parliamo ovviamente di mercato italiano, fra produttori e fornitori di servizi aziendali e digitali (pagamenti elettronici, delivery, software, hardware, consulenza).

Il lockdown e lo spostamenti dei ristoranti e di altri canali di vendita verso il digitale ha spostato la catena di valore.

Dove eravamo rimasti: il quadro 2019

Parlare di quando il mondo era normale pare fuori luogo.

Ma dalla ricerca di ristoranti alla vendita di prodotti locali, passando per le etichette intelligenti, il mercato del food-tech sembra aprire scenari che vanno ben oltre il solo segmento della consegna di cibo a domicilio.

Secondo “The State of European Food Tech 2019”, realizzato da Five Seasons Ventures, nel 2019 gli investimenti nel food-tech europeo si erano attestati a 2,3 miliardi di euro. 

In Italia, le startup più finanziate nel settore Smart Agrifood erano Foorban, piattaforma e-commerce di piatti pronti, XNext, che monitora la qualità del cibo tramite la tecnologia a raggi X, e VINO 75, l’enoteca online che vende vini e distillati italiani e internazionali.

Da non sottovalutare, poi, il comparto dedicato al cibo healthy che offre alternative biologiche, vegane e vegetariane, anche a domicilio. Tra tutte nel 2019 spiccavano CortiliaNutriBees e  FeatFood.

Quali sono le dieci startup da seguire nel 2021?

Non stiliamo una classifica, ma realizziamo una panoramica su dieci società interessanti legate al core-business dell’ecosistema cibo. Ecco le dieci startup da seguire nel 2021 secondo Eat Piemonte:

1. Eatsready

EatsReady è la prima soluzione che connette aziende, ristoranti e persone per la gestione della pausa pranzo. L’obiettivo è semplificare la gestione dei pasti aziendali: il costo degli ordini è deducibile per i datori di lavoro e non tassato per i dipendenti

2. Dishcovery

Dishcovery offre ai ristoranti la possibilità di rendere i propri menù interattivi e digitali, traducendoli in tutte le lingue.

3. Starbox

L’innovazione, però, non basta: la qualità dell’offerta dipende anche dalle condizioni dei lavoratori e dall’affidabilità del sistema agli occhi dei clienti. Su queste premesse si basa Starbox, progetto di delivery socialmente responsabile sviluppato da un gruppo di professionisti in 4 città (Roma, Milano, Bologna Bergamo) con l’obiettivo di conciliare le esigenze di riders e ristoratori. Senza trascurare l’impatto ambientale.

4. Dynamic Food Brands

Una startup innovativa che applica un modello di business testato, dimensionato sulla base delle specificità, delle tradizioni e delle abitudini del mercato europeo per la progettazione di Ghost Kitchen in grado di raggiungere risultati importanti con una EBITDA a doppia cifra positiva sin dal primo anno. 

5. Restworld

La società benefit, con base nella Città Metropolitana di Torino, opera nel campo della gestione e della valorizzazione delle risorse umane nel settore Ho.Re.Ca, impegnandosi nella sua innovazione.

6. Bestbefore

Best Before è un nuovo e-commerce dedicato ai prodotti in scadenza, imperfetti e fine stock ad un prezzo sempre scontato. La missione dell’iniziativa è combattere lo spreco alimentare, dando l’opportunità a tutti di salvare il cibo in modo facile e conveniente.

7. Umami

Umami è una startup di produttori piemontesi specializzati nel recuperare prodotti per l’alta gamma gourmet.

L’aglio nero Umami, per esempio, è un prodotto gourmet derivato dall’aglio bianco polesano DOP. L’azienda utilizza un lungo processo di maturazione e fermentazione naturale attraverso il controllo di temperatura e umidità per circa un mese.

8. Deliveristo

Nel 2020 Deliveristo è sbarcata in Piemonte ed incassato finanziamenti per 4,5 milioni euro. Un ritorno alle origini per la startup del food-tech, nata per mettere in contatto ristoratori e produttori di cibo Made in Italy, oggi attiva a Milano.

I suoi fondatori sono tutti piemontesi, a cominciare da Ivan Aimo: originario di Bra (Cuneo), ex alunno del Politecnico di Torino.

9. SeeYouFood di Rubik

Rubik è una startup innovativa che aiuta aziende e P.A. a risolvere le piccole e grandi problematiche del business digitale. SeeYouFood è un’app personalizzata che digitalizza il food delivery ed il take-away dei locali di ristorazione (ristoranti, pizzerie, bracerie, pub, lidi, pasticcerie, birrerie).

10. Satisfaid

SatisfAid® è un innovativo sistema digitale che consente a locali e punti vendita di raccogliere feedback in tempo reale dai propri clienti direttamente nel locale. E’ possibile tenere sotto controllo e monitora la soddisfazione dei tuoi clienti in diversi settori Retail, Food, Hospitality, Palestre, Servizi.

Foodtech: altri nomi interessanti

Altre interessanti startup sono attualmente incubate presso il programma FoodTech Accelerator di Deloitte. La rivista Wired ne ha stilato il profilo.

E nel mondo? Il magazine The Food Makers ha selezionato 5 startup che si sono mosse nel 2020 con intenti di crescita.

L’innovazione è il cuore della sostenibilità alimentare.

Il foodtech varrà qualcosa come 250 miliardi di dollari entro un paio di anni.

Dalla produzione al confezionamento fino alla distribuzione, passando per la ricerca di base che è l’ambito più stimolante, il settore rimane uno dei più vivaci perché sposa al contempo questioni che toccano appunto la sostenibilità, il cambiamento climatico, un approccio più etico e responsabile alla nutrizione e al consumo (basti pensare allo spreco e al boom di sigle e applicazioni zero waste come TooGoodToGo) e la salute.

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Dario Ujetto
Dario Ujetto

Da adolescente senza computer a quasi quarantenne googleiano DOC. Ovvero: come passare dalla lettura del giornale cartaceo, alla scrittura di un blog in meno di un nano secondo. Ma mi occupo anche di marketing, cibo, libri e comunicazione.

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