Manca poco...

Sto cercando...

Le regole di Michele Ferrero manifesto della ripartenza?

Dario Ujetto
Condividi

Non tutti sanno che oltre quarant’anni fa le famose diciassette regole di Michele Ferrero sulla gestione del personale da parte dei responsabili dell’omonima Multinazionale dolciaria forgiarono la cultura aziendale. Ed aprirono la strada ad un successo tutto italiano che non è solo Nutella.

Con l’avvento del 2021 la parola “Recovery Fund” forgia le speranze di una ripartenza dell’ economia italiana.

Non ci addentriamo nel dibattito politico, ma sottolineiamo che senza nuove linee guida sulla gestione delle competenze e delle risorse umane dentro le aziende, capitali a pioggia non possono risolvere il problema endemico della produttività.

Il già affermato imprenditore piemontese vergò un documento indirizzato ai capi e ai responsabili della sua azienda. Un vademecum strategico, una serie di principi comportamentali per creare un clima costruttivo all’interno della Ferrero.

Le regole di Michele Ferrero, lette con la lente della contemporaneità, anticipano molte tendenze dell’attuale teoria della gestione delle Risorse Umane in azienda.

Si possono trovare molti echi di uno dei libri più attesi del 2020“No Rules, Netflix and the Culture of Reinvention” – scritto dal fondatore di Netflix Reed Hastings ed Erin Meyer.

Capacità di delega, rispetto umano, obiettivi SMART, dialogo continuo: principi per rendere più produttiva qualsiasi realtà aziendale, anche alla luce delle nuove sfide e della “new normality”.

Le regole di Michele Ferrero: collaboratori a loro agio

La lettera di Michele Ferrero si apriva con questa massima: “Quando parli con un individuo ricorda: anche lui è importante”.

  1. Nei vostri contatti mettete i vostri collaboratori a loro agio:
    • -Dedicate loro il tempo necessario e non le briciole;
    • -Preoccupatevi di ascoltare ciò che hanno da dirvi;
    • -Non date loro l’impressione che siate sulle spine;
    • -Non fateli mai sentire piccoli;
    • -La sedia più comoda del vostro ufficio sia destinata a loro.

Partecipazione alle decisioni

  1. Prendete decisioni chiare e fatevi aiutare dai vostri collaboratori, essi crederanno nelle scelte a cui hanno concorso;
  2. Rendete partecipi i collaboratori dei cambiamenti e discutetene prima della loro attuazione con gli interessati;
  3. Comunicate gli apprezzamenti favorevoli ai lavoratori, quelli sfavorevoli comunicateli solo quando necessario, in quest’ultimo caso non limitatevi a una critica, ma indicate ciò che dovrà essere fatto nell’avvenire perché serva a imparare;
  4. I vostri interventi siano sempre tempestivi: “Troppo tardi” è pericoloso quanto “Troppo presto”;
  5. Agite sulle cause più che sul comportamento;
  6. Considerate i problemi nel loro aspetto generale e non perdetevi nei dettagli, lasciate ai dipendenti un certo margine di tolleranza.

Obiettivi SMART e autocritica

  1. Siate sempre umani;
  2. Non chiedete cose impossibili;
  3. Ammettete serenamente i vostri errori, vi aiuterà a non ripeterli;
  4. Preoccupatevi di quello che pensano di voi i vostri collaboratori;
  5. Non pretendete di essere tutto per i vostri collaboratori, in questo caso finireste per essere niente;
  6. Diffidate di quelli che vi adulano, a lungo andare sono più controproducenti di quelli che vi contraddicono;
  7. Date sempre quanto dovete e ricordate che spesso non è questione di quanto, ma di come e di quando;
  8. Non prendete mai decisioni sotto l’influsso dell’ira, della premura, della delusione, della preoccupazione, ma demandatele a quando il vostro giudizio potrà essere più sereno.

Le regole di Michele Ferrero: se non credete, rinunciate

  1. Ricordate che un buon capo può far sentire un gigante un uomo normale, ma un capo cattivo può trasformare un gigante in un nano;
  2. Se non credete in questi principi, rinunciate ad essere capi.
Tag:
Dario Ujetto
Dario Ujetto

Da adolescente senza computer a quasi quarantenne googleiano DOC. Ovvero: come passare dalla lettura del giornale cartaceo, alla scrittura di un blog in meno di un nano secondo. Ma mi occupo anche di marketing, cibo, libri e comunicazione.

  • 1

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.