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Cioccolati Italiani e BUN: nuove aperture a Torino

Dario Ujetto
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Aprire in zona arancione, Cioccolati Italiani e BUN lo hanno fatto.

Le due catene milanesi, aderenti a UBRI, avevano da tempo messo nel mirino Torino come punto di espansione per le loro attività. Oggi alle ore 12,00, dalla pagina Facebook di Eat Piemonte intervisteremo Vincenzo Ferrieri (CEO di Cioccolati Italiani ed azionista di BUN) per raccontarci gli obiettivi e le caratteristiche dei nuovi locali.

Cioccolati Italiani è il format di gelateria, pasticceria e caffetteria che da Milano ha conquistato il mondo, con importante presenze in Medio Oriente. Vincenzo Ferrieri è stato fra i primi a credere nel “fattore brand” come asset di sviluppo della nuova ristorazione italiana.

Ora apre in zona Palazzo Nuovo, proprio al fianco di Poke House (altro aderente UBRI). A mio parere, proprio nella città del cioccolato e del gelato avrà grande successo.

BUN apre invece in via Amendola, negli spazi lasciati liberi da Grezzo qualche mese fa. Vicina di casa è l’insegna Macha Cafè della nostra amica Tunde Pecsvari, che ha confermato l’apertura del terzo locale torinese.

Cioccolato Italiani e BUN, del resto, sono gli ultimi arrivati della “pattuglia” di imprenditori terribili made in UBRI. Pescaria, Macha Cafè, Poke House hanno già fatto registrare ottimi risultati a Torino, trascinando evidentemente a nuovi investimenti.

BUN, del resto, ad ottobre 2020 ha iniettato 700.000€ nel suo capitale, grazie a soci del brand.

BUN: evoluzione di un brand

Tra i soci si annoverano importanti esponenti del mondo food – provenienti da realtà quali McDonald’s, Kfc, Cioccolati Italiani, Poke House, Dispensa Emilia -, la famiglia Marzotto e lo stesso Danilo Gasparrini, Ceo di BUN.

“Era necessario supportare velocemente l’espansione dei ristoranti, secondo un businessplan che porterà a 4 milioni€ le performance entro il 2021 grazie a opening strategici” – ha commentato Gasparrini.

Nuovo capitolo che intende la ristorazione in chiave ibrida, vale a dire promuovendo, accanto alla formula tradizionale del ristorante, quella del servizio di delivery per assecondare le esigenze del consumatore.

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Dario Ujetto

Da adolescente senza computer a quasi quarantenne googleiano DOC. Ovvero: come passare dalla lettura del giornale cartaceo, alla scrittura di un blog in meno di un nano secondo. Ma mi occupo anche di marketing, cibo, libri e comunicazione.

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