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Piemonte Land: bene le richieste ma il digitale?

Dario Ujetto
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Piemonte Land è l’insieme dei 14 consorzi che tutela  i vini Piemontesi e promuove gli oltre 44.000 ettari di vigneto presenti in territorio piemontese.

In seguito alla crisi causata dall’emergenza Covid-19, Piemonte Land fa richiesta di una distillazione d’emergenza, di stoccaggio e di una notevole riduzione delle rese. Ma per quanto riguarda il digitale, non sarebbe il momento di pensare a forme di distribuzione alternative all’Ho.Re.Ca e alla GDO? Forse è ora di lanciare una grande campagna digitale a supporto del vino in Piemonte. L’attuale crisi ha causata la chiusura di mercati nazionali ed esteri e la contrazione violenta dei consumi, nonché la cancellazione di molti ordinativi. Si rischia davvero di mettere in ginocchio il mondo del vino piemontese.

La richiesta di aiuto di Piemonte Land

Per far fronte alla crisi, Piemonte Land ha elaborato una serie di richieste alle istituzioni regionali e a quelle nazionali.Eccole presentate in modo sintetico:

  • La distillazione d’emergenza delle eccedenze vinicole, da avviare eventualmente alla produzione di alcol igienizzante, è la proposta principale. Essa dovrà essere applicata a tutte quelle denominazioni che ne abbiano necessità. La quantità di prodotto da avviare alla distillazione d’emergenza si aggira tra i 250 e i 280.000 ettolitri con un valore stimato attorno ai 43 milioni di euro;
  • Lo stoccaggio entra a buon titolo tra le opzioni per arginare la crisi attuale. I numeri che arrivano dai Consorzi di Tutela, infatti, parlano di una quantità di vini da stoccare che sfiora i 600.000 ettolitri, tra sfuso, imbottigliato e prodotto da avviare alla conservazione refrigerata. Gli aiuti, attraverso l’attivazione di opportuni impianti e disposizioni logistiche, riguardano un volume di prodotto pari a un controvalore di poco superiore ai 21 milioni di euro;

 

  • La riduzione delle rese, sia in vigneto sia in cantina, deve essere considerata come una delle soluzioni che possono limitare i danni della crisi da Covid-19. I rapporti nazionali ed internazionali di scambio avranno una ripresa lenta, lo scopo è quello di diminuire la produzione di uva e di vino in modo da evitare pericolosi surplus che inciderebbero in maniera negativa sui prezzi. Gli ettari interessati, in tutte le aree viticole piemontesi, sono circa 34.000, per un volume attorno ai 731 mila quintali di uva e un valore di 58 milioni di euro.

Gli obbiettivi di Piemonte Land

I Consorzi di Tutela concordano sull’importanza strategica di fare insieme un grande sforzo, finalizzato a riconquistare le quote di mercato perse durante la pandemia. Solo in questo modo si potrà garantire un reddito dignitoso ai viticoltori e a centinaia di famiglie. È indispensabile quindi rivedere i bandi OCM e PSR, consentendo variazioni in materia di investimenti e paesi target.

Vi sono anche altri strumenti che Piemonte Land, d’intesa con i Consorzi di Tutela suoi associati, intende proporre, tra cui:

  • L’incremento della percentuale ammessa al taglio d’annata, attualmente pari al 15%, che offrirebbe un utile strumento per gli anni a venire, rimandando l’immissione sul mercato di importanti quantitativi di prodotto;
  • Il posticipo delle scadenze relative agli impianti, vista la difficoltà a recuperare la manodopera necessaria.

Infine, ecco alcune considerazioni di Filippo Mobrici, presidente di Piemonte Land: “Dobbiamo pianificare una grande azione promozionale per rilanciare i nostri vini da sempre ambasciatori della nostra regione nel mondo. Lancio un appello a tutti gli operatori del territorio, affinché mostrino la solidarietà indispensabile a gettare il seme della ripresa. In questo momento è fondamentale stringersi attorno alle nostre Denominazioni, dalla cui salute passa l’economia e la salvaguardia del nostro territorio”.

Le Donne del Vino

Non sarebbe ora di provvedere ad un e-commerce centralizzato, un sistema di digitalizzazione e un programma di degustazioni digitali? Un esempio arriva dalle Donne del Vino. Ma come si impara a scrivere un comunicato stampa e in che modo si guida una degustazione avvincente? A queste e ad altre domande proveranno a rispondere le Donne del Vino che dedicano il mese di maggio alla formazione online. Durante la reclusione casalinga causata dall’epidemia Covid-19, l’Associazione Nazionale guidata da Donatella Cinelli Colombini reinventa in chiave virtuale il Progetto Future, dedicato alle giovani under 30 che pensano al loro futuro professionale nel vino. È stato chiesto alle associate di mettere a disposizione i propri talenti, sviluppando e illustrando in un video un aspetto della propria professione.

Progetto Future: che cos’è?

Produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier, comunicatrici hanno raccolto l’invito e a partire da oggi martedì 5 maggio è in programma un fitto calendario di video lezioni gratuite su vari argomenti. Al momento i video tutorial sono quattordici, in programmazione fino al 18 giugno. Si parte con i tutorial della presidente Cinelli Colombini su turismo e tipologie di cantine vinicole. I video tutorial saranno pubblicati sul canale You Tube Le Donne del Vino e sui relativi canali social. Saranno messi online con una cadenza di due video alla settimana, il lunedì e il giovedì alle 11,00.

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Dario Ujetto
Dario Ujetto

Da adolescente senza computer a quasi quarantenne googleiano DOC. Ovvero: come passare dalla lettura del giornale cartaceo, alla scrittura di un blog in meno di un nano secondo. Ma mi occupo anche di marketing, cibo, libri e comunicazione.

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