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La startup Beeopak raccoglie fondi attraverso BacktoWork

Dario Ujetto
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La startup Beeopak raccoglie fondi.

La startup nata a Torino nel 2019, produttrice dell’involucro biologico per conservare i cibi, riciclabile ed ecologico.

Una soluzione anti-spreco capace di sostituire un metro quadrato di pellicola di plastica, favorendo la produzione locale e l’agricoltura sostenibile (e riducendo gli sprechi di cibo).

Facilmente lavabile e riutilizzabile per più di un anno, il bees wrap tutto italiano è un modo semplice per risparmiare, non inquinando, nella quotidianità di tutti i giorni.

Pochi giorni fa è terminata la campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma BacktoWorkfinalizzata a sostenere lo sviluppo dell’azienda in italia e all’estero, sia in termini di visibilità che di processi produttivi, pur conservando la propria artigianalità del brand e all’ingegnerizzazione dei processi produttivi conservando la propria artigianalità. 

Per circa un mese è stato possibile investire nel progetto della startup diventandone soci e alla fine della campagna sono stati raccolti circa 150.000€, ben oltre l’obiettivo minimo fissato per il crowdfunding.

In questi primi anni il fatturato della startup è passato da 70.000€, nel 2019, a 350.000€ alla fine del 2020, attraverso l’e-commerce, la presenza nei punti vendita di EatalyNaturasì, Equomercato, la collaborazione con Gruppi di Acquisto Solidale, negozi e botteghe, Cortilia.

Nonostante le notevoli difficoltà dovute all’emergenza sanitaria, il bilancio dell’anno 2020 è stato positivo e le ultime proiezioni prevedono che Beeopak Srl raggiungerà il milione di euro di fatturato entro l’autunno 2022. 

L’obiettivo dell’azienda torinese è consolidarsi nel mercato italiano ed entrare in quello europeo già all’inizio del 2021, affacciandosi in paesi come Belgio, Francia, Germania, Spagna, Olanda, Danimarca, Svezia e Norvegia. 

Il mercato di riferimento è quello del green packaging.

Per questo mercato l’Istituto Italiano Imballaggi prevede una crescita annua del 15% e attende una crescita per il segmento del packaging alimentare in grado di raggiungere un volume d’affari di 38 milioni di tonnellate a livello europeo entro il 2022.

La produzione ecosostenibile in Italia vale già 6,5 miliardi€, prendendo in considerazione tutti i prodotti con una certificazione ambientale o che riportano nella descrizione almeno una voce riferita alla sostenibilità.

Nel 2019 l’azienda ha firmato una collaborazione di ricerca pluriennale con Fontis, Univerisity of Applied Sciences di Eindhoven e nel 2020 con il Politecnico di Torino. 

La startup Beeopak raccoglie fondi: il prodotto

Il packaging, che gode della dichiarazione di conformità MOCA per essere a contatto con gli alimenti, è creato a mano con ingredienti a km 0 del territorio piemontese che godono di certificazione biologica.

Il cotone certificato GOTS, materiale alla base del prodotto, è trattato con tinture a basso impatto ambientale e la cera d’api, che contribuisce a mantenere i cibi freschi più a lungo, grazie alle sue proprietà traspiranti e antibatteriche, è attinta da fornitori piemontesi che rispettano il naturale ciclo di vita degli insetti.

A rendere il prodotto adesivo e facilmente applicabile ai contenitori degli alimenti è la resina di pino che, unita all’olio di nocciole IGP di Alba e Langhe, fa sì che la pellicola sia modellabile e adattabile a tutte le occasioni di wrapping.

Insieme alla resina e all’olio di nocciole, la miscela protegge gli alimenti e rende il tessuto adesivo, lavabile e riutilizzabile.

La ceratura non si lava via con il lavaggio perché Beeopak usa l’esclusivo tessuto filato appositamente per trattenerla al meglio. 

Beeopak è creato in fogli quadrati di diverse dimensioni e fantasie ed è disponibile in sei confezioni, contenenti da uno a cinque imballaggi, e gli sfusi entrambi in quattro fantasie (fiori, vintage, acquerello e snack pak) acquistabili sullo shop online: www.beeopak.com

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Dario Ujetto
Dario Ujetto

Da adolescente senza computer a quasi quarantenne googleiano DOC. Ovvero: come passare dalla lettura del giornale cartaceo, alla scrittura di un blog in meno di un nano secondo. Ma mi occupo anche di marketing, cibo, libri e comunicazione.

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