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Enoturismo: una nuova opportunità per le piccole cantine

Dario Ujetto
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Andiamo con ordine: che cos’è l’enoturismo? L’enoturismo è il turismo tematico che pone al centro dell’attenzione il vino, la sua produzione e la sua degustazione.

Con l’ultima Legge di Bilancio, l’enoturismo è stato regolamentato. Ma chi potrà fare enoturismo? Il testo della legge fa riferimento alle aziende agricole e a quelle di imbottigliamento, esclusivamente in zone di vini Docg, Doc e Igt. Via libera, dunque, anche per i grandi gruppi industriali, purché investano su un territorio vocato alla viticoltura. Rimangono invece esclusi gli imbottigliatori fuori zona.

ESCP Europe – la prima Business School del mondo, attualmente fra le più rinomate a livello internazionale – ha presentato al Festival del Giornalismo Alimentare 2018 un progetto sull’enoturismo e su tutto ciò che vi ruota intorno.Enoturismo – un nuovo modello di business per i piccoli produttori di vino”, questo è il titolo, prende spunto da un progetto di ricerca accademico condotto tra il 2015 e il 2017 nelle Langhe su 28 aziende vitivinicole. La ricerca spiega come e quanto il turismo del vino abbia cambiato il modo di operare in merito a comunicazione, fidelizzazione e promozione.

“Come coltivatore diretto, posso dire che nell’odierno business del vino le cose sono parecchio cambiate”, afferma Luca Aimasso proprietario di Cantine Fratelli Aimasso, “l’evoluzione del produttore vinicolo passa inevitabilmente attraverso i nuovi mezzi di comunicazione, per cui ci vogliono attenzioni molte diverse e subentrano dei nuovi valori aggiunti da andare a ricercare”.

Enoturismo: quali numeri in Italia?

Secondo la ricerca, l’enoturismo in Italia vale 2,5 miliardi di euro e coinvolge 14 milioni di persone. Il modello di business delle cantine che hanno deciso di investire sull’enoturismo si poggia su tre pilastri: comunicazione, promozione e fidelizzazione.

La comunicazione come comunicazione digitale (Facebook e Instagram su tutto) e comunicazione verbale diretta. L’enoturismo vive di rapporti a lungo termine, non certamente di un mordi e fuggi caro a tanta ristorazione italiana.

Enoturismo: B2C o B2B?

Continua Aimasso: “vendere ai turisti si vende a un prezzo sicuramente migliore; perché ai turisti si vende logicamente più caro rispetto a un ristorante o a un’enoteca. Loro pagano al momento della vendita, quindi abbiamo un incasso finanziario immediato”.

Sicuramente le cose si sono trasformate ulteriormente dopo il lockdown e la pandemia Covid-19. Se da una parte l’enoturismo degli stranieri ha subito un forte calo, dall’altra l’impossibilità di spostarsi ha favorito la riscoperta delle cantine grazie al turismo di prossimità. Ci auguriamo che questo trend 2020 si trasformi in un comportamento di consumo diffuso.

 

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Dario Ujetto
Dario Ujetto

Da adolescente senza computer a quasi quarantenne googleiano DOC. Ovvero: come passare dalla lettura del giornale cartaceo, alla scrittura di un blog in meno di un nano secondo. Ma mi occupo anche di marketing, cibo, libri e comunicazione.

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