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Torrefazioni aperte: un nuovo trend per le aziende

Dario Ujetto
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Le torrefazioni aperte (ultimo esempio è lo stabilimento di Lavazza per la produzione di linee speciali di caffè) sono un modello sempre più diffuso nel settore per far conoscere meglio il prodotto al consumatore.

Il trend “How to make” per conoscere come vengono creati gli oggetti piace al consumatore, come testimonia la popolarità di molte trasmissioni televisive. Quindi anche le aziende assecondano questa curiosità, raccontando non solo il prodotto in sé ma anche tutto il processo produttivo.

Un nuovo marketing o content-marketing che sfocia in uno spot o in contenuti da veicolare sui socialmedia.

Le aziende del caffè, piccole o grandi, si stanno muovendo con varie iniziative, lanciando il concetto di Torrefazioni aperte. 

Costadoro ha aperto in più occasioni le porte dei propri stabilimenti, e ha completamente riconvertito il proprio flagshipstore torinese

Caffè Vergnano in passato ha provato a intercettare un turismo industriale interessato al sito produttivo e organizzato tour per le scolaresche. Ora racconta parte della produzione nella sua accademia, il cui scopo primario resta la formazione professionale. 

Illy, invece, apre le porte dello stabilimento una volta all’anno ed è possibile visitarlo anche se ci si iscrive ai corsi dell’Università del Caffè

Ovviamente impossibile non citare lo sbarco di Starbucks in Italia: la Multinazionale di Seattle ha installato in piazza Cordusio un’enorme tostatrice e ha portato un pezzo di produzione ai clienti.

Torrefazioni aperte: il caso Lavazza

Lavazza ha provato a combinare le due cose. A Settimo Torinese, dove sorge il suo primo stabilimento ha inaugurato un nuovo spazio dove produrrà 7 linee premium (in gergo specialty coffee) con il nome 1895 Coffee Designers.

Questo impianto, progettato da Ralph Appelbaum Associates, sarà aperto al pubblico. Sul sito di 1895 si potrà così prenotare presto – vista la situazione attuale una data precisa non è ancora disponibile – la visita, che sarà a pagamento.

L’idea è di raccontare l’intero processo di coltivazione e trasformazione del caffè. Si parte dalle piantagioni stesse con proiezioni immersive e si prosegue con pannelli, totem e contenuti didattici per apprendere il lessico di base per apprezzare il caffè.

Proprio come nel mondo del vino. Non è un caso se il marchio torinese ha battezzato una nuova figura in azienda, quella del coffelier, un sommelier del caffè insomma, la cui consulenza può essere prenotata. 

La fabbrica di 1895 rappresenta allo stesso tempo un crocevia di ricerca, innovazione, cultura”, spiega Michele Cannone, Lavazza Brand Away from Home Director.

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Dario Ujetto
Dario Ujetto

Da adolescente senza computer a quasi quarantenne googleiano DOC. Ovvero: come passare dalla lettura del giornale cartaceo, alla scrittura di un blog in meno di un nano secondo. Ma mi occupo anche di marketing, cibo, libri e comunicazione.

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