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Il Manifesto dell’Associazione Produttori del Nizza

Dario Ujetto
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Il Manifesto dell’Associazione Produttori del Nizza è stato reso noto stamattina. Una serie di punti per rendere noto un metodo di lavoro.

L’Associazione si occupa della promozione del Nizza DOCG, denominazione tra le più recenti in Monferrato, nata con la vendemmia 2014 e sul mercato dal 1° di Luglio 2016 (dopo il suo invecchiamento minimo di 18 mesi dal 1° gennaio dell’anno successivo la vendemmia).

Questa denominazione affonda le sue radici nella storia della Barbera, ma può essere prodotta in un territorio circoscritto, ha un disciplinare e caratteristiche ben precise.

In merito alla produzione, l’anno scorso si è attestata a poco più di 600.000 btl con un trend in continua crescita che ha visto un raddoppio nei numeri delle bottiglie negli ultimi 4 anni.

Il Nizza DOCG è prodotto in 18 comuni (Agliano Terme, Belveglio, Bruno, Calamandrana, Castel Boglione, Castel Rocchero, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Cortiglione, Incisa Scapaccino, Moasca, Mombaruzzo, Mombercelli, Nizza Monferrato, Rocchetta Palafea, San Marzano Oliveto, Vaglio Serra, Vinchio) con uve 100% Barbera.

Qui di seguito i punti del Manifesto dell’Associazione Produttori del Nizza.

  • IL NIZZA DOCG È IL RISULTATO DELLA PRESA DI COSCIENZA DEL VALORE DELLE NOSTRE VIGNE E DELLA DETERMINAZIONE DI SVILUPPARE IL LORO POTENZIALE

Crediamo fortemente nella denominazione Nizza DOCG come espressione massima del nostro territorio e frutto di un importante lavoro sui vigneti per accrescerne il valore.

Un vino ottenuto da uve 100% Barbera, la cui unicità si crea in vigna, prosegue in cantina e si completa nel tempo con un periodo di invecchiamento minimo di 18 mesi.

  • PER EVOLVERSI BISOGNA PORSI OBIETTIVI DINAMICI NEL TEMPO

Operiamo da sempre in modo dinamico e proattivo ponendoci scopi precisi e identificando le modalità e gli strumenti per raggiungerli.

L’Associazione Produttori del Nizza nasce nel novembre del 2002 con l’obiettivo di valorizzare e promuovere l’eccellenza del Nizza DOCG a partire dal riconoscimento della nuova denominazione d’origine specifica il ”Nizza”.

Richiesta che viene effettuata tra il 2012 e il 2013 e accettata con la vendemmia del 2014. Oggi come allora ai impegniamo affinché’ la denominazione diventi ambasciatrice di un territorio le cui colline e vigneti sono Patrimonio Mondiale Unesco dal 2014.

  • LA MAPPA DEICRU:IL RISCATTO DEL PATRIMONIOVITIVINICOLO DEL NIZZA DOCG

La Forza di un progetto scaturisce dalla voglia di riscatto e di affermazione del patrimonio vinicolo locale supportata da strumenti concreti che ne esplichino i dettagli.

Per cui nel 2018 abbiamo creato, in collaborazione con Enogea, la mappa del territorio del Nizza. La carta segnala i vigneti esistenti all’interno della denominazione Nizza DOCG delimitando, vigneto per vigneto le zone di produzione.

Presente anche la descrizione delle principali zone di produzione e dei relativi CRU.

  • L’APERTURA AL DIALOGO COME STRUMENTO DI CONDIVISIONE DI UN PROGETTO COMUNE

Per noi è importante ricoprire un ruolo attivo di “attore sociale” la cui responsabilità è quella di collaborare e dialogare con i produttori, gli agricoltori, le istituzioni locali e regionali, il sistema ricettivo e con tutti gli interlocutori che operano sul territorio del Nizza. L’apertura al confronto ha reso il progetto un vero e proprio sistema: il SISTEMA NIZZA.

  • LA CRESCITA IMPLICA IL SAPER METTERSI IN GIOCO

Crediamo che sia fondamentale imparare a mettersi in discussione analizzando i propri punti di forza e di debolezza al fine di perseguire la strada della qualità e della crescita.

A tale scopo adottiamo un metodo di verifica innovativo che si concretizza in degustazioni periodiche “alla cieca” dei vini prodotti e££ettuate direttamente dagli associati.

Tutti i soci hanno l’obbligo di presentare i campioni e possono partecipare alla degustazione. Tale procedura mira ad accertare la qualità dei vini con denominazione DOCG.

  • LE PERSONE DEL NIZZA: L’ESSENZA E L’ANIMA DEL NIZZA DOCG

Siamo fermamente convinti che il fattore umano sia tra i principali elementi che influenzano il successo di vino. Il fascino e l’anima di una denominazione viene conferita dalle persone che lavorano all’unisono per crea il prodotto finale.

Per questo nel nostro quotidiano e in occasioni di eventi e manifestazioni promuoviamo momenti di confronto, dialogo tra vignaioli, addetti ai lavori e il grande pubblico perché solo tramite il racconto di un’esperienza vera e autentica è possibile costruire un circuito di credibilità, conoscenza e fiducia.

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Dario Ujetto
Dario Ujetto

Da adolescente senza computer a quasi quarantenne googleiano DOC. Ovvero: come passare dalla lettura del giornale cartaceo, alla scrittura di un blog in meno di un nano secondo. Ma mi occupo anche di marketing, cibo, libri e comunicazione.

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