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Boom delle nocciole: Italia secondo produttore dopo Turchia

Anna Decaro
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Boom delle nocciole a livello di produzione. l’Italia è il secondo produttore mondiale dopo la Turchia. Nocciole, mandorle, noci, pinoli e pistacchi sono grandi prodotti dell’agricoltura italiana.

Ma il 2021 dovrà essere l’anno di nuove strategie agronomiche, facendo sistema. Anche tenendo conto della concorrenza sempre più estesa e agguerrita del mercato.

Uno studio elaborato da Besana – gruppo internazionale specializzato in frutta secca – presentato durante il Meeting Ortofrutta Italia-Germania, organizzato da Fruchthandel Magazine.

Durante l’intervento del CEO dell’azienda di commercializzazione, Riccardo Calcagni, sono stati inoltre forniti alcuni dati relativi agli attuali consumi di frutta a guscio.

A livello mondiale, i consumi hanno abbondantemente superato i due milioni di tonnellate, essi sono così suddivisi: Europa (26%), seguita da Nord America (23%) e Asia (20%).

Per quanto riguarda la produzione di nocciole, l’Italia conserva il secondo posto a livello mondiale, con una produzione che nell’ultima annata è quasi raddoppiata rispetto a quella precedente, che oggi si attesta su 165.000 tonnellate.

Primo produttore rimane la Turchia con 710.000 tonnellate, mentre al terzo gradino del podio ci sono gli Stati Uniti (63.800 tonnellate), incalzati dalla Georgia (61.000 tonnellate). 

A livello di ettari coltivati a nocciolo, del resto, attualmente l’Italia è ai massimi storici (fonte: FAO): dai 52.600 ettari di inizio anni ’60, oggi le superfici coltivate contano oltre 79.000 ettari.

All’interno di queste, si annoverano anche tre produzioni di qualità: la Tonda Gentile, che in Piemonte è spesso certificata Nocciola Piemonte IGP, la Tonda di Giffoni IGP e la Tonda Gentile Romana DOP.

Già solo osservando questi dati, come sottolineato da Calcagni, sono evidenti le potenzialità ancora inespresse nell’ambito della frutta a guscio.

Un settore che, dopo un lungo periodo di oscurantismo, offre ancora inediti sviluppi e nuove prospettive. Anche approfittando della riscoperta dei benefici in termini di salute e fonti di energia che proprio il consumo di questi frutti garantisce.

Tuttavia, come ribadito nel corso dell’evento, restano sul tavolo due grandi problemi da risolvere, strettamente correlati tra loro, riguardanti l’ambito produttivo.

Da un lato, infatti, l’Italia spesso paga lo scotto di sistemi di produzione talvolta arretrati, a partire dalle stesse tecnologie impiegate e da una difficoltà a fare investimenti ad hoc.

Boom delle nocciole: tre ostacoli da superare

Dall’altro, sussistono ancora alcuni ostacoli da superare per chi vuole investire nella moderna agricoltura:

  • La ridotta estensione di tanti appezzamenti;
  • Il costo del terreno agricolo;
  • La capacità di cooperare per fare sistema.
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Anna Decaro

Anna, 24 anni, donna e studentessa in Comunicazione. Arrivo a Torino per studio, esploro il mondo del cibo. Origini pugliesi, mi mancano i panzerotti!

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