mercoledì 22 aprile 2015

I 10 LOCALI DI STREETFOOD A TORINO - TURISTI MANGIATE (BENE)!

La Pocha di Laleo - appena arrivata a Torino

Ostensione della Sindone, Expo 2015, eventi sportivi. Tante sono le occasioni per visitare Torino. 

Ma Torino è anche, soprattutto, una città del "gusto" dove mangiare bene a prezzi accessibili.
Presentiamo 10 alternative "street food" alle catene di junk food presenti nelle strade cittadine.

10 luoghi dove la passione per il cibo servito è reale; 10 luoghi dove mangiare bene, sano e a prezzo giusto.
Non faremo una classifica, ma 10 proposte nate dalla nostra esperienza sul "campo".

Preghiamo i nostri lettori di segnalare ai loro amici forestieri questi locali, perchè è un vero peccato sprecare i propri soldi nei vari McDonald's di turno quando un'intera "città del gusto" è a propria disposizione.

E ricordiamo due vere "chicche" di Torino quali l'iniziativa "Merenda Reale" e il bombastico FOL Popcorn (in zona Museo Egizio).

L'Ancora Store. Il miglior pesce

ACCADEMIA DEL PANINO - via Sant'Ottavio 27/A, zona Palazzo Nuovo, vicino a Mole Antonelliana (Museo del Cinema), piazza Vittorio, via Po (sito web qui).
La passione di Luca Muolo per i panini e il Club Sandwich rende questo locale un "must" da visitare. Si parte con 6€, prezzo giusto e accessibile.
Il menù è amplio, adatto a tutti i palati. Da provare!

ANCORA STORE - via Giolitti 3/B, zona via Lagrange, vicino a Museo Egizio, piazza Carignano, Museo del Risorgimento, Stazione di Porta Nuova.
Il primo negozio di un progetto sulla filiera del pesce mediterraneo, dai mari della Sicilia fino alla tavola dei torinesi. Una pausa pranzo in relax ma con il pesce migliore. Possibilità di sedersi nel locale ma anche asporto. Chi l'ha detto che non si può mangiare pesce ai piedi delle Alpi?

BURGHERIA - più location, qui tutti gli indirizzi.
Rimane un classico della recente storia dell'hamburger torinese. Spazi piccoli ma sapori decisi e grande varietà.

CUCINA POPOLARE - banco 71 della Tettoia dell'Orologio, mercato di Porta Palazzo.
Recentemente celebrata da Luca Iaccarino su La Repubblica, Cucina Popolare è oggi pronta ad una espansione.
Presto vedremo Marco Brusconi inaugurare un negozio in Galleria Umberto I a Torino. Per ora fatevi accompagnare da un amico al mercato di Torino.
Un lampredotto a 2,70€? Orgasmo puro ...

FASSONERIA - piazzetta Emanuele Filiberto 4, zona Quadrilatero, mercato di Porta Palazzo, Duomo di Torino, piazza Castello e Palazzo Reale.
L'unione fra Compral e Fabrizio Bocca ha portato ad un rinnovamento di questa rinomata hamburgheria. Menù più ricco, birra artigianale, tanta cura. Location in una delle piazze più "francesi" di Torino, vicina a tutto. Pura vida.

FOCACCERIA LAGRANGE - via Lagrange 11/F, zona via Roma, piazza Castello, Palazzo Reale, Duomo di Torino (10 minuti a piedi).
La grande intuizione di Salvatore Loporto è stata lanciare la focaccia a 99centesimi di €. Ma il locale è una scoperta continua, ingredienti top e prezzi popolari.
Da non perdere l'aperitivo con prodotti Luiset.

LALEO - corso Verona 38 - zona Campus Einaudi, Campus Robe di Kappa, quartiere Vanchiglia.
L'ultimo arrivato a Torino offre ai suoi clienti la Pocha, la vera novità streetfood di Torino. Lasciatevi consigliare da Eleonora "Laleo" Guerini. Una Pocha a 2,50€ è un vero miracolo.

M**BUN - più location.
Un nome iconico. Simbolo del localismo contro la multinazionale, oggi diventato catena con tre sedi.
Fast Food di qualità ottima, carne piemontese, birra artigianale e Molecola.

MULASSANO - piazza Castello 15, zona Palazzo Reale, Duomo di Torino, Museo del Risorgimento, via Po, Teatro Regio.
Universalmente conosciuto come il luogo dove è nato il tramezzino, è un monumento della ristorazione. E' un pezzo di storia della città e dell'Italia.

TAGLIO - PIZZA PERFETTA - via IV Marzo 17, zona Duomo di Torino, Quadrilatero, via Palazzo di Città, Mercato di Porta Palazzo.
"Gigio" Ferraris è il "deus ex machina" della migliore pizza al taglio di Torino. Ingredienti curati, difficili da trovare in tipologie simili di locale.
Alessandro Verri ora sperimenta anche la produzione di pane con farina artigianale.

Il Normabuger by La Fassoneria

giovedì 16 aprile 2015

BORSINO DEL CIBO. PLATTI RIAPRE E IL 30% DI DOMORI E' SUL MERCATO


Partiamo dalle belle notizie.
Platti riaprirà e lo farà sotto le insegne di Antica Zecca S.r.l. (Sant'Andrea S.r.l.) società che gestisce l'omonimo ristorante e l'Albergo/Residence Jet Hotel a Caselle Torinese.
L'asta ha aggiudicato gli asset della vecchia Platti per 220.000€ (unico concorrente proprio l'Antica Zecca) e Andrea Long (l'amministratore) ha assicurato la riassunzione di 13 risorse (erano 28).
Il locale dovrebbe riaprire a luglio, partendo dal servizio bar per poi riattivare gli altri settori (ristorante, pasticceria, gelateria).


Arriva invece da Trieste il rumors che vedrebbe la famiglia Illy aver messo sul mercato il 30% del marchio Domori.
Banca Imi, come advisor, starebbe discutendo con alcuni soggetti industriali e finanziari. A contendersi la quota ci sarebbero un gruppo attivo nel settore retail e due fondi di private equity.

A che pro? Non è un mistero che il segmento del finefood è sempre più competitivo e globale. E non è un mistero che Domori produce ottimo cioccolato ma anche perdite economiche.
Probabilmente la famiglia Illy è alla ricerca (non solo per Domori ma anche per Agrimontana) di un appoggio finanziario o di un nuovo acquirente in toto.
Lo troveranno?

lunedì 13 aprile 2015

LALEO - DAL GIORNALISMO ALLO STREET FOOD

Zuppa di stagione
 
E' bellissimo raccontare la storia di nuove aperture.
Eleonora Guerini, ovvero la Lady Wine del Gambero Rosso, ha deciso di investire nella ristorazione e di farlo nella sua città d'elezione, Torino.
Nasce così Laleo, un concept dedicato allo streetfood di ricerca e qualità. 
Zuppe, risotti da passeggio e soprattutto la Pocha. Il tutto a pochi passi dal nuovo Campus Einaudi, in corso Verona 38bis.
La grande festa di apertura è fissata per mercoledì 15 aprile.
Noi abbiamo incontrato Eleonora per farci raccontare la storia di Laleo.
 
La Pocha, con vari condimenti di stagione

Come nasce Laleo. Perché Torino e perché un locale di streetfood?  
 
Laleo nasce dalla voglia, dopo tanti anni passati a fare la critica di professione, di mettermi alla prova passando dall'altra parte del bancone. 
Una sfida nuova in un settore che vivo da quasi vent'anni. Un locale che offrisse prodotti molto gustosi, appetitosi, golosi e fruibili, in termini economici e di immediatezza. Nella mia testa c'era un locale contemporaneo, che si spostasse dall'idea che la qualità debba passare per forza da una certa ristorazione, dal canonico primo, secondo e dolce. 
Una cucina che possa rispondere all'esigenza di poter consumare un pasto informale ma di qualità anche fuori casa. Per strada. 
Torino perché è la mia città d'elezione. Sono arrivata qui vent'anni fa per caso e ho voluto tornarci, fortemente, cinque anni fa dopo una parentesi romana. Ha qualcosa in cui mi riconosco. Molti torinesi si lamentano ma io che ho vissuto in diverse città e viaggiato molto la ritengo, in Italia, una città stimolante e vitale. Certo tutto nella vita ha sempre ampi margini di miglioramento ma per quanto mi riguarda già il fatto che in questa città ci sia il Torino Film Festival.
 
Porterà la sua esperienza di giornalista e blogger nella gestione di Laleo? In che modo?
 
In realtà è già accaduto nel senso che Laleo nasce proprio dalla mia esperienza di giornalista enogastronomica. 
Un lavoro che amo profondamente e che ha appagato in questi anni, e continuerà a farlo, il mio lato più curioso. 
Ho viaggiato molto, ho mangiato e bevuto moltissimo, ho conosciuto persone e realtà affascinanti. 
Da tutto questo è nata Laleo. Un locale aperto, accogliente, che respiri l'aria della Dora. 
Una volta la Dora era il confine tra la città e la periferia industriale. 
La civiltà sembrava doversi fermare sull'altra sponda. Questo ha consentito di preservare un quartiere magico, dai viali alberati di tigli, dall'omologazione. Penso a Brooklyn oppure all'East London. 
Quartieri impensabili fino a pochi anni fa che invece ora rappresentano la nuova città: meticcia, accogliente, autentica.

Qual è la filosofia di Laleo? Cosa vuole comunicare al suo cliente?
 
Ci prefiggiamo di offrire la massima qualità associata alla massima fruibilità. I nostri prodotti sono fatti per essere mangiati senza troppi pensieri. 
Né formali né economici. La Pocha si mangia in pochi minuti, seduti o per strada. 
Ma quella pasta lievita 48 ore e i sughi che la riempiono seguono le ricette della tradizione.
Insomma è streetfood, se vogliamo anche fast food ma noi lo facciamo a regola d'arte, senza scorciatoie. 
Perché una pasta ben lievitata è anche digeribile. 
Lo stesso vale per le zuppe, invernali o estive, seguono le stagioni e i loro prodotti.

Come sceglie i fornitori? Quali caratteristiche deve avere un'azienda partner? 
 
Ai miei fornitori chiedo affidabilità e serietà. Insomma concretezza. 
Viviamo in un momento di forte ideologizzazione del mondo enogastronomico. 
Qualcosa in cui non mi sono mai riconosciuta. L'ideologia ha il grande limite di far sposare le cause per ragioni di principio. A me invece piace sempre entrare nel merito. E fare i distinguo. 
C'è chi di fronte a un Cabernet Sauvignon italiano fa la smorfia per principio. Io preferisco aspettare di averlo assaggiato.
Per questo le nostre farine provengono dal Mulino Sobrino di La Morra, mentre il riso per le Dorate è il Sant'Andrea di Zaccaria, azienda straordinaria della Baraggia Biellese. Due aziende di fatto, che fanno onore alla tradizione della nostra regione.
 

venerdì 10 aprile 2015

BORGO DI VALCASOTTO - COME IL CIBO CREA TURISMO


Si organizzano molti Convegni che parlano del rapporto fra Turismo ed Enogastronomia. Ma poi è sempre il "campo" a parlare e a sancire vincitori e vinti.

Durante il pranzo di Pasquetta 2015, abbiamo visitato un esempio "vivente" di come un'azienda di successo può rivitalizzare un Borgo incastonato nelle montagne piemontesi.
Stiamo parlando del "Borgo di Valcasotto", intuizione imprenditoriale della Beppino Occelli.

Posto vicino agli impianti di Garessio2000 e facilmente raggiungibile dalla Torino-Savona (uscita di Niella Tanaro) il Borgo è ormai un locale polifunzionale dotato di locanda, ristorante, bottega del formaggio, aule universitarie, mulino funzionante e luogo di stagionatura.


Perchè realizzare tutto questo? Il valore di un'azienda come Beppino Occelli, ormai una realtà a livello internazionale, è il legame con il territorio e la testimonianza di esso. 
Ormai il cliente più esigente deve "toccare con mano" che una realtà industriale non è solo capannone ed impianto ma anche bottega e terra di origine.
I cugini francesi lo hanno capito da tempo ma anche noi, recuperando terreno, stiamo finalmente recuperando strutture e la voglia di comunicare un "savoir faire" unico.

Nel Borgo è stato anche recuperato un Mulino napoleonico del 1802 con tre macine funzionanti
Si ricavano farine dalle castagne "garessine" e la farina da "mais ottofile" per le paste di meliga presidio "Slow Food".
Il Borgo è anche stagionatura di formaggi di Langa e di alpeggio e aula didattica dell'Università del Gusto di Pollenzo.

Abbiamo provato il ristorante, gestito con maestria da Danilo e Alessandra Armano
Cucina con prodotti e materia prima presso a "metro 0", gran uso di farina di grano saraceno e pasta fatta in casa.
Ovviamente non mancano i formaggi.
Sopra il ristorante, la locanda con stanze ristrutturate.
Ideale per un weekend all'insegna del "non fare nulla"

Un bellissimo angolo di Piemonte.

Via S. Libera 13, Valcasotto • Pamparato (CN)
Coordinate GPS: N 44°.24’ E 7°.90’
e-mail: locandadelmulino@valcasotto.it tel. 0174 351007
STAGIONATURE DI VALCASOTTO
Via S. Libera 14, Valcasotto • Pamparato (CN)
e-mail: info@occelli.it

mercoledì 8 aprile 2015

ZICCAT - UNA STORIA DA RACCONTARE


Ziccat è un nome storico della cioccolateria piemontese. Dal 1958 il marchio propone creazioni popolari a prezzi accessibili in linea con la tradizione piemontese.

Ma come sempre avviene nella storia delle aziende, anche Ziccat sta vivendo un periodo di enormi cambiamenti.
Da agosto 2014, infatti, l'impresa ha cambiato proprietà.  
Alberto Brustia in cordata con altri 3 soci (di cui fa parte anche il Maestro cioccolatiere già in forza all'azienda nella precedente gestione) ha avviato profondi cambiamenti.

Il punto vendita di via Bardonecchia 185 è stato rinnovato, alcuni prodotti tradizionali sono stati affiancati a nuove rivisitazioni (anche dal punto di vista del packaging) ed è stato lanciato un canale ecommerce (qui link).

Brustia e soci hanno riattivato la leva della comunicazione aziendale, totalmente trascurata in precedenza. La presenza sui social (Facebook e Twitter) nonchè l'inizio delle attività con le scuole punta a dare nuova freschezza al marchio.

Il posizionamento di prezzo rimane POP, non certo in concorrenza con Guido Gobino, Peyrano, Domori.
La missione di Ziccat è assicurare un prodotto qualitativamente alto ma appunto accessibile (al kg il gianduiotto Ziccat esce a 23€).

Profondo è anche il lavoro sui fornitori; per i semilavorati l'azienda si appoggia a ICAM e IRCA mentre ha scelto Agrimontana per le frutte.
Il lavoro sul prodotto sarà ancora lungo, ma i soci puntano a rispettare la naturalità delle creazioni senza l'aggiunta di emulsionanti e conservanti artificiali.

Dal punto di vista del cliente, lo "zoccolo duro" della Ziccat dovrà essere affiancato da una nuova fascia di clientela maggiormente attenta alla qualità e non solo al prezzo.
Brustia si propone  l'apertura di un nuovo "concept store" in una zona centrale della città, a testimonianza del cambio di passo aziendale.

Ziccat, Fabbrica artigiana cioccolato.
Via Bardonecchia 185, 10141 Torino
Tel: 011.779.23.52
E-mail: info@ziccat.it
P.iva 04915950010

Orari punto vendita:

Lunedì-Venerdì: 8.30-18.30
Sabato : 9.00-18.30.
 
Una veduta del laboratorio, capace di lavorare 300kg di prodotto al giorno.

mercoledì 1 aprile 2015

CAPROTTI-FARINETTI. IL FATTO QUOTIDIANO LI METTE CONTRO ...

Fotocreazione di Dissapore

Pur di attaccare Oscar Farinetti ecco il Fatto Quotidiano dare la parola perfino a Bernardo Caprotti.

E' veramente squallida, lasciatelo dire, la campagna d'odio messa in piedi dal quotidiano di Travaglio. Ma si sa, Berlusconi invecchia e la "boita" ha bisogno di nuovi obiettivi per vendere la mercanzia.

Bernardo Caprotti, intervistato da Alessandro Ferrucci, attacca Farinetti e la sua Eataly. E con Eataly anche Expo2015.

E' molto triste vedere un grande imprenditore (come Caprotti) attaccare un altro grande imprenditore come Farinetti
Soprattutto perchè l'intervistatore punta a far uscire i colpi bassi e non ragionamenti di "business".

Esselunga è un grande modello, un'organizzazione da oltre 6 miliardi€ (qui i numeri 2013) contro i 500 milioni€ (aggregati) della galassia Eataly (Eatinvest + altri marchi della famiglia Farinetti). 

Quindi due realtà nemmeno in concorrenza; anche perchè la galassia Eataly è una realtà più piccola ma fortemente internazionalizzata mentre Esselunga è locale (nemmeno nazionale).
Sia Farinetti che Caprotti sanno costruire e gestire grandi spazi di vendita; e che Farinetti arrivi dal commercio dell'elettronica (Unieuro) è del tutto ininfluente. Si può creare valore aggiunto nel cibo anche senza avere generazioni di artigiani o produttori nel proprio D.N.A. e storia familiare.

Il punto è che emerge chiaramente la differente personalità dei due tycoon. Farinetti vive di "business" e grande comunicazione, Caprotti di riservatezza.

Farinetti ha capito, proprio perchè non proviene dal mondo del cibo, quale sarebbe stata la mossa vincente. Creare un format di enogastronomia italiana che avesse radici italiane ma pronto per essere esportato all'estero. Perchè è all'estero che si fanno i fatturati e i margini.
Caprotti, nonostante la formazione anglosassone, ha creato una macchina perfetta ma che non ha mai varcato i confini del Nord Italia.

Perchè metterli in guerra? Eataly ed Esselunga sono, e devono, essere parte dello stessa sistema perchè la distribuzione è il vero punto debole del "cibo" in Italia. 

E quindi all'industria (e agli artigiani evoluti) servono sia Esselunga che Eataly. Anche se non vendono dentro Eataly ed Esselunga. Proprio perchè più il mercato premia la qualità di Eataly e di Esselunga più si educherà il consumatore all'eccellenza.

La guerra dovrebbe essere fatta al modello Lidl ...

Caprotti ne ha anche per Expo2015. La grande manifestazione milanese inizierà fra un mese esatto, e allora finiranno le chiacchere e parleranno i fatti.

martedì 31 marzo 2015

IL NUOVO NEGOZIO DI LUCA SCARCELLA - UN MUST DA VISITARE


Il 5 febbraio del 2014 avevamo conosciuto il panificatore Luca Scarcella. Da allora è passata tanta acqua sotto i ponti.

I progetti di Luca Scarcella per il rinnovamento del suo negozio di via Lurisia 7 a Torino sono diventati realtà e il suo nome circola sempre più nel mercato della panificazione.

Scarcella è un professionista senza sovrastrutture, generoso con i clienti e con il mondo del "pane"
Tanti sono i suoi interventi e i suoi corsi per appassionati e professionisti.

Ma tornando al negozio, il cambiamento è veramente epocale. 
Un bancone di quasi 10 metri lineari ospita tutta la produzione del laboratorio, regalando alle persone una visione completa della produzione.
Una mossa che, dopo i primi timori iniziali, si è dimostrata vincente aumentando la percentuale di vendite "emozionali".
E "aumento" è la parola che brilla negli occhi di Scarcella; aumento delle vendite, aumento dei clienti e aumento anche della squadra (arrivata oggi a 10 persone).

Il negozio è arioso ed organizzato, già pronto per ulteriori miglioramenti; è aumentato lo spazio sia per la vendita sia per il laboratorio. Proprio il laboratorio è visibile dalla zona pubblico mentre i clienti possono muoversi con maggiore tranquillità. Non mancano neanche alcune sedute.

Il cliente può acquistare lievitati ma anche prodotti di eccellenza come l'Arneis di Ansem Vino o
(prossimamente) il riso de Gli Aironi. Non manca neanche la farina, ovviamente Petra a cui Scarcella è da sempre fedele.

Luca Scarcella "il Forno dell'Angolo" sta diventando sempre più un punto di riferimento per il quartiere e non solo. Ormai il nome circola nel circuito dei "foodies" piemontesi grazie anche alle numerose collaborazioni (come quella con Renato Bosco/Figli di Pasta Madre).




Luca Scarcella - il Forno dell'Angolo,
via Lurisia 7, Torino,
tel. 011 5782240. 

martedì 24 marzo 2015

TAGLIO E SEAT PG - UNA PAUSA PRANZO PARTICOLARE


La scorsa settimana abbiamo avuto la possibilità di intervistare l'Amministratore Delegato di SEAT Pg - Vincenzo Santelia - e di assistere ad una pausa pranzo aziendale con ospiti il team di Taglio Pizza Perfetta.

Abbiamo toccato con mano cosa significa l'iniziativa #Seat_Eat pensata da Santelia per migliorare il clima interno e dare alla prima linea di SEAT Pg un momento di svago ma anche di conoscenza delle iniziative "foodie" del territorio.

MOTIVAZIONE
Ospitare uno chef o una realtà alimentare di eccellenza aumenta la motivazione delle persone di SEAT Pg, in un momento sicuramente non facile per l'azienda. 
Del resto la mission del Gruppo è supportare le piccole realtà imprenditoriali a comunicare meglio e più efficacemente.

SCOPERTA DEL TERRITORIO
Santelia ha pensato #Seat_Eat per far conoscere alle persone di SEAT Pg realtà del territorio, come appunto Taglio Pizza Perfetta. Con la possibilità di far crescere il business di questa realtà e aumentare il livello di conoscenza del territorio da parte dei dipendenti. Una modalità win-win.

CASSA DI RISONANZA
Aver coinvolto alcuni blogger dimostra che SEAT Pg sta cercando di innovare e di non aver paura di "aprire" la vita dell'azienda anche ad un pubblico più vasto.  
Chapeau.


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