giovedì 23 luglio 2015

LAVAZZA GIOCA LA CARTA NERA PER RIMANERE FRA I GRANDI


Lavazza si conferma un "cavallo di razza" del Made in Italy.
E' su tutti i giornali e i principali magazine online europei la notizia dell'offerta vincolante per l'acquisto del marchio francere Carte Noire.
Carte Noire si traduce nel 20% del mercato francese del caffè (macinato, filtro, capsule) e in un balzo per Lavazza a 1,75miliardi€ di ricavi.
Si apprende che Lavazza investirebbe una cifra intorno agli 800milioni€, pari a 12 volte l'Ebitda di Carte Noire. Prezzo caro ma operazione indispensabile in uno scenario competitivo in piena fase di concentrazione.


Interessante è studiare la direzione che sta imboccando la storica fabbrica torinese. Da sempre il nostro blog è attento alle mosse della storica Torrefazione torinese.

L'obiettivo dei 2 miliardi€ di ricavi annui posti da Antonio Baravalle per sopravvivere alla competizione globale è raggiungibile. 
Quello che appare migliorabile è la ripartizione dei ricavi per area geografica. Il 94% dei ricavi Lavazza è infatti concentrato dell'area EMEA (Europa, Medio Oriente, Africa) e il resto fra Americhe e Sud-Est asiatico
Gli analisti prevedono però che proprio il Sud-Est asiatico (APAC) sarà travolto da un aumento del consumo di caffè. 
E in questo teatro Nestlè e Mondelez-MasterBlenders (leader globali) sono già presenti in forze.

Mentre Lavazza sta completando un piano di investimenti di 180 milioni€ in Italia (produzione) l'obiettivo è fare il 70% del fatturato su mercati esteri.
Appare impossibile realizzare tale obiettivo solo con crescita organica, quindi aspettiamoci altre fusioni, acquisti e mergers

In questa operazione Lavazza si è praticamente autofinanziata, vendendo quote in Keurig Green Mountain (620 milioni€ incasso) e con liquidità propria.

Ma il finanziamento via Borsa Valori, in un settore a così alta competitività, si potrà ancora a lungo evitare?

mercoledì 22 luglio 2015

NEWSFOOD.COM ACQUISITA DA H2BIZ



H2biz ha acquistato NewsFood.com, il portale leader italiano dell'agro-alimentare. 
L'acquisto di NewsFood.com rappresenta per il Gruppo H2biz un investimento industriale in un settore strategico del Made in Italy con un alta propensione all'export. 

NewsFood.com da oltre 15 anni è il punto di riferimento dei settori food e benessere ed è partner delle maggiori fiere settoriali: Marca, SANA, Cibus, Cibus Tour, Cibus Tec, Ipack-Ima, Identità Golose, Vinitaly, BioFach (Norimberga), Anuga (Colonia), Prowein (Dusseldorf), FruitLogistica (Berlino).

I numeri di NewsFood.com sono 370.000 visitatori unici/mese, 3.500 news pubblicate al mese, 190.000 news in archivio, 11.000 interviste realizzate.

Abbiamo parlato con Luigi De Falco, fondatore di H2biz, per capire le prospettive di sviluppo.

Quali mercati andrete a colpire con la nuova linea editoriale?

Soprattutto i mercati esteri, essendo l'agro-alimentare un pilastro del Made in Italy. Il focus è su Latino America, Medio Oriente e Cina.

Quale sarà la funzione dei Consorzi nella nuova politica del Magazine?

Daremo ampio spazio ai consorzi nella nuova linea editoriale, vogliamo coinvolgerli operativamente in alcune iniziative che NewsFood sta pianificando grazie al supporto della rete estera di H2biz.

Quali regioni d'Italia avete identificato come primarie?

Piemente, Lombardia, Liguria, Campania, Umbria, Trentino, Puglia.

martedì 21 luglio 2015

CARMAGNOLA E I PEPERONI - UNA STORIA D'AMORE

Corno di bue, presidio Slow Food

Carmagnola è una città alle porte di Torino, al confine fra due province ricche di cultura enogastronomica come il torinese e il cuneese.
 
La Sagra del Peperone (dal 28 agosto al 6 settembre 2015) è la manifestazione più importante per la città, evento capace di richiamare ogni anni oltre 250mila persone.
 
Ospiti di Turismo Torino abbiamo passato una giornata alla scoperta del territorio e di alcune attività legate al "cibo".

Vi segnaliamo che la città, che sfiora appena i 30.000 abitanti, ha ben sei "Maestri del Gusto" premiati dalla Camera di Commercio di Torino
Dalla birra artigianale (con Have a Nice Trip) fino al caffè (con Antica Torrefazione del Centro) questa città contribuisce al patrimonio piemontese.
 
Ma è il "peperone"  il prodotto iconico di Carmagnola. Coltivato in 26 comuni (fra Città Metropolitana di Torino e Provincia di Cuneo) è in attesa del riconoscimento IGP.

Quattro sono le tipologie di peperone coltivati, tutti dai nomi suggestivi: "quadrato", "trottola", "tomaticot", "corno di bue", anche chiamato lungo. 
 
Quest’ultimo è protetto dal Presidio Slow Food, nato con l’intento di promuovere e sostenere un prodotto dalle indiscusse qualità organolettiche, adatto a molteplici preparazioni gastronomiche soprattutto nella cucina piemontese. 
Per la coltivazione si sfrutta l’introduzione preventiva d’insetti predatori dei parassiti nocivi alle piante per contrastarne l’attacco con metodi naturali, senza fare ricorso all’uso di sostanze chimiche.
 
Fra aziende agricole, allevamenti di bufale, Scuole di cucina meravigliore (C'era una volta una ricetta) visitate Carmagnola per la Sagra.
 



giovedì 16 luglio 2015

TEMPORARY MURAZZI - SPIEGHIAMO LE ORIGINI DEL PROGETTO


E' ormai una presenza della Torino estiva 2015. Un progetto di cibo e divertimento aperto a tutti fino all'11 agosto.
Stiamo parlando del progetto Temporary Murazzi di Slow Food con partner come M**Bun, Alberto Marchetti, Enoteca Botz, Birrificio BrewUP e Officine Corsare.
 
Un gruppo di eccellenza per promuovere un cartellone di incontri e presentazioni, libri, Maestri del Gusto e cibo.
Abbiamo parlato con Slow Food per farci raccontare nel dettaglio il progetto.
Come nasce l'idea di Temporary Murazzi 2015?
Si rifletteva da lungo tempo sui Murazzi, area della città nella quale tutti abbiamo passato parte della nostra vita serale. L'incontro con Giorgio Emprin (già ideatore di un progetto lo scorso anno, ndr), amministratore di una serie di arcate, ha fatto scoccare la scintilla. Abbiamo condiviso le idee sul tipo di sperimentazione e del percorso che insieme si sarebbe desiderato percorrere. Uno spazio per tutti, dai bambini agli adolescenti, studenti e tutte ma proprio tutte le fasce d'età. Giorgio ha immediatamente messo a disposizione le arcate di cui dispone innescando quella spirale virtuosa  in cui tutti ci siamo lanciati senza pensarci a lungo.
Come avete selezionato i brand presenti?
Considerato i tempi molto rapidi nei quali abbiamo organizzato Murazzi Temporary, ci siamo rivolti a brand con i quali avevamo già condiviso esperienze, idee e che hanno accettato in pochi giorni e con una stretta di mano. E' chiaro che gli amici dispongono anche di qualità e professionalità tale da assovere al meglio il lavoro e l'offerta del proprio spazio. Marchetti, M**Bun, Officine Botz e Brew Up, organizzati dal team di Officine Corsare, stanno dando il meglio della loro produzione e intanto stanno facendo un test significativo per le proprie realtà aziendali.
Quali sono gli obiettivi di Temporary Murazzi 2015 e quante persone attendete?
Non ci siamo proposti obiettivi specifici nel momento dell'apertura. L'idea è ridare vita ad un area storica e tradizionale della città, attraverso un percorso del buono. pulito e giusto. In termini di presenze  ed economie naturalmente vorremo arrivare al pareggio e quindi avere una rotazione di almeno 600/800 persone al giorno. Parliamo di piccoli numeri rispetti all'idea abituale dei Murazzi, perchè ci è chiaro che un discorso di qualità non può certo ottenere i risultati "pop" del periodo dei Murazzi = movida.
Ci possiamo aspettare anche una "versione" invernale?
Per ora l'intenzione è quella di fare una piccola pausa nella parte centrale di agosto e poi ripartire fino ad arrivare verso fine settembre. E' difficile pensare ad una versione invernale in quanto oggi navighiamo veramente vicino alla costa, anzi all'argine! Non abbiamo ragionato sugli sviluppi futuri, e molto dipende anche da quello che succederà con i bandi di assegnazione e che logica avranno i Murazzi tutti insieme.
Cosa significa per Slow Food riappropriarsi di uno spazio urbano? E come si inserisce l'iniziativa nella strategia generale dell'Associazione?
Più che riappropiarsi direi "presentarsi". Da lungo tempo si ragionava sull'opportunità di avere uno spazio di contatto pubblico tra l'associazione e gli associati o anche semplicemente i potenziali associandi. Slow Food è una realà complessa da comunicare, con centinaia di iniziative durante l'anno di cui non sempre si riesce a far parteci tutti gli interessati. Concentrare parte delle energie e delle proposte sta aiutando anche i più distratti a a conoscere meglio l'associazione e a dare un volto a tutti. La strategia di Slow Food prevede sempre più presenza territoriale e quindi l'esperienza dei Murazzi Temporary è per tutti molto importante.

martedì 14 luglio 2015

GROM TOGLIE LA DIZIONE ARTIGIANALE DALLA PROPRIA COMUNICAZIONE




AGGIORNAMENTO DEL 16 luglio.
 
A seguito di alcuni articoli pubblicati online, vogliamo precisare che Grom non si fregia affatto della dicitura di gelato artigianale, su cui - purtroppo - non vige alcuna normativa in materia.
Definiamo il nostro gelato, da sempre, con il semplice claim "come una volta", perché esattamente come nei tempi passati è prodotto senza ricorrere all'uso di coloranti, di emulsionanti e di aromi e, per questo, trae il suo gusto e il suo colore solo dalle materie prime impiegate (realizzate anch'esse dai nostri fornitori senza l'impiego di additivi) secondo la stagionalità e disponibilità.
A questi aspetti abbiamo posto attenzione maniacale sin dall'inizio della nostra attività, volendo prediligere una composizione e una modalità di presentazione del proprio prodotto che rispecchiano esattamente le... vecchie maniere.
L'attenzione altissima verso la scelta e la selezione delle materie prime, in parte provenienti dalla nostra azienda agricola bio Mura Mura, così come la cura costante con cui sono seguite le produzioni contadine a noi dedicate, ci rendono orgogliosi del modo in cui facciamo il nostro mestiere, nella speranza di essere, un domani ancor di più, alfieri del gelato italiano nel mondo.

Guido e Federico


La questione "artigianalità" è uno degli argomenti più dibattuti in Italia nel campo alimentare. E come tutte le questioni strategiche siamo privi di una legge e di un quadro normativo condiviso. Insomma, mancano regole condivise e ognuno scrive quel che vuole.

La diffida CODACONS (qui link Adnkronos) ha colpito un big del settore e di tutto il "sistema Piemonte" come GROM, che infatti ha tolto dalla propria comunicazione la dizione "artigianale" per il proprio gelato.

"Non è artigianale per due motivi - spiega all'Adnkronos l'avvocato Enrico Venini, legale del Codacons che ha seguito la vicenda - prima di tutto per le dimensioni dell'azienda, essendo una Spa, non è una ditta artigianale. In secondo luogo, fatto ancora più importante, è la stessa caratteristica del gelato: per essere artigianale dovrebbe essere prodotto in loco e dunque fresco, invece l'azienda prepara le miscele in un unico centro produttivo, in provincia di Torino, e da lì viene smistato ovunque, nei rivenditori italiani e all'estero fino a New York, Tokyo, Parigi, Osaka a Malibu".

"Le miscele vengono pastorizzate e congelate - prosegue Venini - ed in seguito, una volta che arrivano nei negozi, si procede al loro scongelamento e alla mantecazione".

L'artigianalità è ormai un concetto dibattuto anche dalle Associazioni di categoria, come la Confartigianato e la Coldiretti. Ma in ultima battuta, come sempre, è dovere del consumatore usare la logica ed informarsi.

"Innanzitutto bisogna diffidare dai gelati con i colori troppo accesi, sicuramente non sono realizzati con materie prime nobili - raccomanda Augusto Cestra, il presidente di Confartigianato Gelatieri - un gusto pistacchio di colore verde smeraldo non sarà realizzato certo con il pistacchio di Bronte, anche il gusto fragola se è rosso brillante avrà sicuramente dei coloranti. Un altro trucco per identificare un gelato artigianale è la cremosità, dunque, se il gelato presenta cristalli di ghiaccio sarà stato scongelato e dunque non artigianale".

La Coldiretti, che stima nell'ultima settimana un aumento del consumo di gelato addirittura del 25%, a causa dell'afa estiva, segnala che sono ormai un centinaio le "agrigelaterie", le fattorie che producono gelato con prodotti a Km0 e lo vendono, per così dire, "dalla stalla alla coppetta" o nei mercati di Campagna Amica, diffusi su tutto il territorio italiano.

"La maggior parte di esse - spiega la Coldiretti - producono "latte di alta qualità" che in parte trasformano in gelato. L’antesignana, nata nel 2001, è l'Agrigelateria San Pé di Poirino, in provincia di Torino e produce gelati freschi da latte di vacche di razze Frisona, Pezzata Rossa e Bruna Alpina. Nelle agrigelaterie è particolarmente curata la selezione degli ingredienti, dal latte alla frutta, ma sul mercato non mancano però le novità come la produzione di gelati a base di latte d'asina particolarmente apprezzato per le sue proprietà".

A nostro parere l'atto di Grom era dovuto, ma questo non deve punire un'azienda che senza ombra di dubbio offre un prodotto eccellente. E non sempre, ricordiamolo, "artigiano" è meglio di "industria".
Ora però, speriamo che la politica e gli operatori lavorino su regole condivise.

venerdì 10 luglio 2015

DA BLOGGER A RISTORATRICE

 
Oggi parliano di Margherita Giampiccolo e del suo salto da blogger (A casa mia blog) a ristoratrice.
 
Très-Circolo Culturale e ricreativo è la sua nuova avventura, e la narra bene in questo post.
 
Noi di Eat Piemonte abbiamo fatto due chiacchere con lei per raccogliere le prime impressioni a poche settimane dall'apertura.
 
Come nasce l'idea del ristorante? In quale preciso istante hai detto "sì lo faccio"?
 
L'idea de ristorante è nata anni fa, durante un viaggio romantico in Provenza: Luca (il marito, ndr) ed io ci siamo trovati in un localino di Arles, semplice, accogliente, dall'atmosfera calda e il cibo sincero, e abbiamo parlato di come sarebbe stato il "nostro" posto per rendere felici le persone. 
Poi è nato il mio blog e la vita ti porta in direzioni diverse. Ho pensato che quello della ristoratrice non fosse il mestiere per me, ma poi arriva un momento in cui bisogna fare delle scelte, investire sui propri talenti ed essere coraggiosi. E quel momento è arrivato!

Oltre ai ritmi diversi e al contatto istantaneo con il pubblico, qual'è la principale differenza nel creare una ricetta per un blog e per un ristorante?
 
Prendo molto spunto dal mio blog, ma la differenza sostanziale sta nel scegliere ricette non banali (ma sempre viva la semplicità !) visivamente belle e che, se da fare "express" non comportino tempi troppo lunghi di preparazione: la sala aspetta!
 
Cosa hai portato della tua esperienza di blogger nell'esperienza del ristorante?

Con il mio blog ho sempre cercato di comunicare il mio modo di essere con un piatto, di strappare una risata con i miei post e di trovare un punto di contatto reale con le persone che mi seguono. 
Lo stesso cerco di farlo al  Trés uscendo dalla cucina appena posso per fare due parole con i clienti, perché più che comunicare mi piace dialogare.
 
Sei/siete nelle Langhe, una delle culle globali del mondo enogastronomico. La concorrenza è tante ma anche le opportunità. Cosa ha in più Trés rispetto ad altri ristoranti?

Le Langhe sono meravigliose, ci sono tanti ristoranti che lavorano molto bene e in questi anni ho avuto la fortuna di conoscere chef (stellati e non) veramente in gamba. 
Credo che se si lavora bene, ci sia spazio per tutti. Il nostro forte è il rapporto qualità prezzo (il menù degustazione con due antipasti, primo, secondo, dolce e caffè a 25€), un ambiente che va bene per una tavolata tra amici (in estate si mangia sotto gli alberi!), ma anche per una cenetta romantica, l'area bimbi con i giochi (e nei servizi fasciatoio e il necessario per il cambio del bimbo) e poi le varie attività che organizzeremo: musica, presentazioni di libri, lezioni di cucina, degustazioni con sommelier.
Ne abbiamo fatta una la scorsa settimana dedicata ai Riesling!
 
In cosa puoi/potete migliorare?
 
Beh, abbiamo appena aperto! Possiamo (e dobbiamo) migliorare in tutto! Ma l'inizio è stato buono e siamo felici!
 
Trés - Circolo culturale ricreativo a Trezzo Tinella (Alba - CN) a 5 Km da Barbaresco, un luogo dove imparare, stare insieme, mangiare e bere bene!

mercoledì 8 luglio 2015

SAGRA DELLA TOMA DI LANZO AL VIA


Giunge alla diciannovesima edizione la Mostra Regionale della Toma di Lanzo e dei Formaggi d’Alpeggio che, come di consueto, animerà il comune di Usseglio che si trova a 1300 metri di quota e a una sessantina di chilometri da Torino.

Protagoniste della manifestazione, in calendario dal 10 al 12 luglio con replica il 18 e 19 luglio, saranno la Toma di Lanzo, il Blu di Lanzo, la Toma del Lait Brusc, il salame di Turgia (altro vanto gastronomico valligiano) e la migliore selezione di prodotti caseari piemontesi e italiani.

L’evento vedrà radunarsi cento produttori provenienti da diverse regioni della Penisola che animeranno la Mostra Mercato, cuore pulsante della manifestazione, con la consueta vasta gamma di formaggi e prodotti tipici da degustare e acquistare e con l’esposizione di oggetti di artigianato e delle tradizione locali, in linea con quell’attenzione al territorio che è lo spirito dell’iniziativa.
Eat Piemonte sarà lieto di partecipare alla manifestazione, che verrà inaugurata venerdì 10 luglio con il consueto taglio della Toma Dop e con una cena stellata all'Albergo Grand'Usseglio con Mariangela Susigan, chef del Ristorante Gardenia di Caluso.

giovedì 2 luglio 2015

MANGIARE CON ENRICO CRIPPA A 20€?

 

La creatività Enrico Crippa incontra la pizza di Taglio! 

Ogni fine settimana di luglio Taglio (largo IV Marzo 17/C) a Torino propone in edizione super limitata la "Action Pizza", liberamente ispirata ai capolavori di Jackson Pollock, con una ricetta appositamente creata dallo chef di Piazza Duomo

Insieme alla pizza di Crippa sarà possibile degustare un calice di Blangè‬ Langhe doc Arneis di Ceretto.

Il tutto a 20€. Quindi una creazione di uno chef tristellato sarà accessibile in un locale di "streetfood".
Siamo alla contaminazione pura, un ottimo esperimento che rende "popolare" un'assoluta eccellenza piemontese.

Buon appetito!
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