giovedì 24 luglio 2014

AREA CONTINASSA - UN PROGETTO CONCRETO TARGATO JUVENTUS F.C.


Un progetto concreto porterà a nuova vista un'intera area di 176.000 mq in zona Torino Nord
Parliamo dell'area "Continassa" che attraverso un Piano esecutivo convenzionato (PEC) è stata ceduta per 11,7 mil€ dalla Città di Torino alla Juventus F.C.
In data 22 luglio 2014 la Giunta Comunale ha definitivamente approvato il PEC.

Aldo Mazzia, CEO di Juventus F.C., ha parlato di un investimento complessivo di 92 mil€ per la costruzione di servizi per il team calcistico e strutture per il pubblico.
Posta proprio al fianco dello Juventus Stadium, nella nuova area non sorgerà il cinema Multisala ma spazi "core business" calcistici oltre che spazi food. Si parla di un'area per un retailer del cibo di qualità (Farinetti ne sa qualcosa?).

Rispetto al progetto originale spariscono Multisala ed area residenziale, a favore di area retail, albergo e altri servizi.
Un luogo, fino ad oggi abbandonato, che rappresenta una possibilità di riqualificazione per una parte della città e anche per la promozione delle eccellenze piemontesi.
Termine prevista per i lavori fine 2016/inizio 2017.

mercoledì 23 luglio 2014

CONOGELATO - LA NUOVA GELATERIA DI NERO BARDATA


Seguiti come immagine e promozione dall'agenzia torinese Bellissimo dal 1998, Conogelato è il nuovo marchio di gelateria artigianale.
Materie prime di qualità, posizionamento di prodotto alto, immagine coordinata.

I grandi plus sono l'utilizzo del latte di bufala e della menta di Pancalieri, oltre al "gelato espresso".
Scrivono sul sito:
Perché usiamo il latte di bufala?
Perché esalta il gusto degli altri ingredienti e dà un gelato più dolce e cremoso (e con meno colesterolo). 
Cos’è il Gelato Espresso?
È il gelato mantecato sul momento, grazie a un macchinario che lo lavora mentre viene servito. Così è sempre ideale per morbidezza e gusto.

Una buona gelateria (a vista) in una zona vivace di Torino, a due passi da piazza Bodoni e dalle centrale via Lagrange (sempre più via del Gusto).
L'utilizzo del latte di bufala (la gelateria confina con il negozio del Caseificio Moris)  consegna al gelato quel senso di leggerezza piacevole durante le serate estive. Il fiordilatte (in modalità "gelato espresso") è spettacolare e giustifica il prezzo (2€ cono piccolo).
La granita, consegnata a fine ciclo, è da rivedere (ma è stata comunque scontata).
Nell'insieme Conogelato è un marchio che può convivere con le tante eccellenze gelatiere torinesi.


CONOGELATO
via Mazzini 22, Torino,
T +39 011 88 47 47.

lunedì 21 luglio 2014

MURAZZI, GALLERIA SAN FEDERICO, GALLERIA UMBERTO I

Spiaggia lungo Senna, Parigi

L'estate ci permette di parlare anche dell'evoluzione urbanistica ed entertainment di Torino.
Dopo la polemica "Murazzi" che ha contrapposto il pool di investitori privati e l'Assessore Ilda Curti (QUI nostro post) ecco annunciare in pompa magna la nuova spiaggia e la nuova programmazione culturale estiva. Casualmente gestite da ARCI/AICS, ovvero dalla stessa area politica di provenienza dell'Assessore Curti. Una coincidenza? Sicuramente.

La Stampa, con un reportage di Emanuela Minucci, annuncia invece che i primi 1.000mq della "nuova" Galleria San Federico (proprietà UNIPOL) sono completati.
La vera notizia food è l'apertura di un ristorante dal "nome altisonante" e proveniente dall'estero. 
L'ex galleria del Cinema Lux manterrà quindi uno stile anni '30 con negozi di lusso. 
Tutti contenti i commercianti, peccato che di grandi progetti ne abbiamo visti tanti negli anni.
Ma, ad oggi, pare che la riqualificazione sia in dirittura di arrivo e con garanzie dei vertici bolognesi di UNIPOL.

Per ultimo, la polemica "movida". In preda ad un moralismo degno del miglior Savonarola, il Sindaco Fassino vorrebbe emettere un'ordinanza di chiusura anticipata dei locali notturni. 
Esattamente come farebbe qualsiasi città che vuole definirsi turistica (sic!). 
Ma La Repubblica di oggi ci informa che la sua idea è portare la movida dentro la Galleria Umberto I.
L'ex ospedale seicentesco, trasformato in Galleria commerciale a fine '800 (QUI info) è ad oggi un deserto commerciale.
La proposta di Fulvio Griffa di Confesercenti (area politica del Sindaco) invece di destare perplessità è ritenuta seria e percorribile. La crisi del Quadrilatero la vediamo solo noi?

Galleria Umberto I, Torino

giovedì 17 luglio 2014

LAVAZZA CONTRO VERGNANO - DUE MODI DI VIVERE IL RETAIL


Due modi di vivere la caffetteria come spazio di confronto. 
Lavazza e Vergnano sono protagoniste di due approcci differenti nella gestione, sul suolo italiano, del mondo del bar (a gestione diretta).
Mentre Lavazza si appresta ad aprire il nuovo centro direzionale di largo Brescia con ristorante incorporato, chiude le serrande sui negozio di via Garibaldi e piazza Solferino
E avvia un'indefinita opera di restyling sul San Tommaso 10 (il luogo di nascita dell'azienda).
La gestione dei due negozi non sarà più diretta, ma (forse) affidata a partner terzi.

L'aggressività di Vergnano, invece, oltre a portare ad una serie di aperture in città e ad accordi con marchi storici (vedi quello con Gelateria Pepino 1884) vede anche la conquista (in tandem con Eataly) del simbolo torinese per eccellenza.

Ai settanta Coffee Shop 1882 di Vergnano si affiancherà una nuova realtà all'interno del Museo del Cinema di Torino. Il concept sarà lo stesso visitabile nella vicina via Lagrange.

Due attivismi differenti, dunque, che vede la Vergnano occupare spazi in città e la Lavazza concentrarsi soprattutto all'estero.

mercoledì 16 luglio 2014

SALVATE IL "SOLDATO" RISOTTO


Dopo la mobilitazione torinese di piazza Castello (post precedente), la protesta di Roberto Moncalvo e della sua Coldiretti contro il dumping risicolo di Cambogia e Cina si sposta a Roma.
Incassato lo scontato appoggio del Governatore piemontese Chiamparino (qui reportage), l'attenzione si sposta verso il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina.
Ovviamente, grazie allo sfruttamento del suolo e della manodopera, il riso grezzo cambogiano arriva a costare meno di 200€ a tonnellata (circa la metà dell'italiano) mettendo a rischio l'intera produzione nazionale.
La varietà "Indica" (coltivata in Italia) cala a causa delle importazioni dall'Asia, che però vengono spesso sanzionate per presenze di pesticidi non autorizzati.

Mentre un'indagine Intesa-San Paolo registra un miglioramento delle esportazioni (anche per il riso, +0,7% contro il +9.4% del settore vitivinicolo) notiamo che, ancora una volta, il sistema risicolo italiano è sotto scacco sia per colpe esterne sia per colpe interne.
A differenza di vino o moda, il "risotto" non è un brand capace di fare "pressioni" in Europa e in Italia per essere salvaguardato.

Nel solo Piemonte sono 120.000 gli ettari coltivati con 840.000 tonnellate prodotte e 8.000 lavoratori
2.500 le aziende attive.
Numeri da microimprese, che scontano le debolezze di fare sistema tipiche dell'Italia economica.
E l'Expo 2015 alle porte, certo, non aiuterà affatto ...(guardate chi sono gli Stati ospiti e capirete il perchè).

venerdì 11 luglio 2014

RISO TROPPO ASIATICO?


Il riso importato in Italia è sano? E soprattutto, si deve importare riso?
Roberto Moncalvo e la Coldiretti hanno iniziato a protestare in piazza contro le "indiscriminate importazioni dall'estero, in particolare dalla Cambogia, per l'azzeramento dei dazi doganali da parte dell'Unione Europea e delle sperequazioni all'interno della filiera".
Oggi, partendo da piazza Castello a Torino, 1.500 risicoltori piemontesi hanno offerto insalata di riso e informazione ai passanti.
Il sistema piemontese conta 2.500 imprese e un totale di 8.000 addetti.

Altre proteste e assaggi di prodotto sono previste, da lunedì, in altre piazze italiane (QUI notizia di La Repubblica).

Nel primo semestre 2014 sono aumentate le importazioni cambogiane del 360%; e l'uso di pesticidi non autorizzati è all'ordine del giorno.
"In questo primo semestre 2014 — denuncia Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti c’è stata una sanzione alla settimana, sul riso arrivato dalla Cambogia, per presenza di pesticidi non autorizzati o assenza di certificazioni sanitarie. E non si tratta di piccoli quantitativi: nel primo trimestre di quest’anno le importazioni da quel Paese sono aumentate del 360%".

L'accordo "Everything But Arms" (promosso dall'Unione Europea per agevolare Stati sottosviluppati)  ha fatto aumentare del 1.783% le importazioni italiane da Stati terzi. La concorrenza di prezzo rischia, quindi, di danneggiare l'Italia e il sistema risicolo.
Un pericolo in più per la salute del consumatore.

mercoledì 9 luglio 2014

IL MARCHIO ROMANO "GIOVANNI FASSI" PASSA AI COREANI


"Palazzo del Freddo Giovanni Fassi" è un nome noto agli amanti del gelato artigianale romano
Attiva dal 1880 è, con Gelateria Pepino di Torino (attiva dal 1884), la più antica gelateria d'Italia.
Cinque generazioni che, con il Palazzo del Freddo di via Principe Eugenio a Roma, hanno scritto pagine importanti nel mondo del cibo.
Da ieri, i partner coreani dell'azienda hanno acquisito il marchio e le attività (QUI notizia).
Haitai Confectionery and Foods Co, che in Corea del Sud ha già aperto 60 gelaterie a marchio "Giovanni Fassi", ha acquisito la fonte. 
L'obiettivo è spingere l'accelleratore sull'espansione coreana (da 60 a 300 punti vendita) e sul resto del mondo (200 punti vendita). Fatturato target a 100mil€ entro il 2020.

I coreani vogliono entrare nel segmento della gelateria alto di gamma, e lo possono fare solo acquisendo un marchio italiano (questo il riassunto della nota di ieri di Haitai).
L'ennesima lezione ad un sistema Italia incapace di crescere autonomamente, e l'ennesima famiglia che non ha saputo o voluto crescere ed essere globale.
Ancora una volta, a capire il valore del brand italiano e della sua heritage, sono stati gli stranieri.
Quanti marchi storici italiani passeranno ancora la mano?
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