martedì 27 gennaio 2015

IL BIODINAMICO ALLA CONQUISTA DEL BAROLO?

Una foto della famiglia Rossi-Cairo

Il 2015 ha accellerato la tendenza verso gli investimenti nel settore enogastronomico e ristorativo, ma non si ferma anche la progressiva ed inesorabile concentrazione di aziende.
L'acquisizione da parte di Giorgio Rossi Cairo, fondatore di Value Partners, della Cascina Cucco di Serralunga d'Alba ha portato alla creazione di un gruppo da 400.000 bottiglie/anno entro cinque anni.
Infatti, la famiglia Rossi Cairo è proprietaria anche del brand vinicolo biodinamico La Raia nel Gavi.
La transazione dalla famiglia Stroppiana (creatori del Gruppo Mondo) alla famiglia Rossi Cairo si attesta sui 10mil€ per 12 ettari complessivi (vigne, cantina, immobile).
La famiglia Rossi Cairo è azionista anche di EcorNaturaSì ed è quindi, a buon titolo, una big del settore biologico in Italia.

Approfondimento ilSole24Ore.

venerdì 23 gennaio 2015

FALLIMENTO PLATTI E LA SPERANZA DI UNA RINASCITA



Il Caffè Platti è ufficialmente fallito. In un post precedente riassumevamo la situazione e la storia societaria di questo travagliato periodo. La Repubblica lo fa con un articolo.

Lo storico locale chiude quindi i battenti a seguito di gestioni non proprio oculate e lungimiranti.
Pensiamo che gli organi competetenti possano e debbano fare chiarezza.

La speranza è che altri attori, professionalmente più preparati e finanziariamente solidi, possano rilevare marchio e struttura e rilanciare il locale.
Parrebbe uno spreco, in un momento di forti investimenti nel comparto "cibo", non recuperare una "heritage" come Platti.

Ci auguriamo una soluzione positiva in questi mesi. A Torino e in Piemonte non mancano gli imprenditori bravi e solidi, soprattutto nel settore "caffè" e "gestione locali".
Si spera che il mercato e le Istituzioni possano finalmente fare da filtro contro altri avvoltoi e invece affidare le "chiavi" a nomi preparati.

Sarebbe un bel segnale per Torino.

martedì 20 gennaio 2015

CINEMANGIAMO FONDE CIBO E CULTURA - WHAT ELSE?


Due blogger hanno lanciato un evento che fonde cucina e cinema. In piena armonia con una città che ospita enogastronomia d'eccellenza ed è la culla della settima arte in Italia.

Alessandra Giovanile e Marzia Allietta sono le promotrici della cena che si terrà il 23 gennaio a Torino, già soldout (vedi informazioni ulteriori su Gnammo).


Come nasce l'idea?  
Il progetto nasce a Torino, io e Marzia ci siamo conosciute attraverso la rete delle Bloggalline e abbiamo scoperto di abitare nella stessa città. 
Io ho un blog che spesso lega le ricette alla cultura, alla loro origine storica e all’arte; lei ha discusso una tesi su cibo e cinema. L’idea di tradurre le nostre esperienze in una vera cena è stata una conseguenza naturale: ci piace cucinare e siamo brave a farlo, al tempo stesso siamo blogger e amiamo raccontare delle storie. 
Narrare le storie dei film, abbinando i piatti che in quei film compaiono ci è parso divertente.

Le cene saranno anche un pretesto per coinvolgere produttori e per assaggiare cibi tradizionali, accanto a piatti celebri. 
Il Cinema italiano della prima cena del 23 gennaio è un piccolo inizio, pensiamo già a Hollywood e alla rappresentazione della Cucina francese nel cinema.

Perché abbinare cibo e cinema?  
L’abbinamento di cibo e cinema è antico quanto la settima arte stessa. Nel 1891, Artusi celebrava la Cucina italiana come “arte di mangiar bene” e nel 1895 i fratelli Lumière immortalavano la colazione di un Lumière junior in “Le répas du bebé”.

Il pasto rappresenta un gesto essenziale e quotidiano e, se per i Lumière è realistico, per il cinema di Melies diventa espressione di magia. 
Mentre i pasti dei cowboy davanti al fuoco diventano un classico topos del cinema americano, l’atto o il mancato atto di mangiare assume talvolta un connotato comico. Si pensi alle torte in faccia o agli espedienti per placare la fame, dalla cena a base di scarpone ne La febbre dell’Oro di Charlie Chaplin o ai film italiani dell’immediato dopoguerra, da cui abbiamo preso spunto per la nostra prima cena.

Marzia Allietta: "Rappresentare l'uomo in questo gesto essenziale e quotidiano è una cosa naturale per il cinema e i pasti, la preparazione del cibo o il suo consumo sono dei momenti distensivi all'interno della narrazione. Spesso si svelano i lati più intimi dei personaggi oppure dove le storie decollano, i rapporti tra i personaggi si sviluppano: è un vero e proprio motore dell'azione".

Oggi il food film è diventato un genere ben definito e non si contano più le pellicole che hanno come protagonisti chef, ristoranti o addirittura Food blogger.


Pensate di replicare l'evento?  
La cena del 23 gennaio è andata, a sorpresa, soldout una settimana prima della scadenza. Abbiamo già fissato una replica de “Il gusto vintage del cinema italiano” per la metà di febbraio, sempre nella sede della Scuola di Cucina Il Melograno, in piazza Vittorio 9 a Torino
Creeremo a breve l’evento su Gnammo e saremo supportate dagli stessi partner della prima cena: il produttore dell’azienda agricola Ivaldi Dario di Nizza Monferrato e Molecola.  
CineMangiamo è anche una pagina Facebook.

giovedì 15 gennaio 2015

FERRERO INTERNATIONAL VOLA E DISTRIBUISCE 800 MIL€ AI SOCI



La notizia dell'utile record di FERRERO International (holding lussemburghese del Gruppo Ferrero e braccio per le operazioni estere) è già di agosto 2014 (827 mil€) ma ilSole24Ore fornisce dettagli interessanti.

Le 34 società estere controllate da FERRERO International hanno prodotto 924 mil€ di utili contro i 428,5 mil€ del 2013. Un balzo dovuto alla poderosa avanzata dell'Europa Centrale e dell'Est.
Inoltre nel 2014 è nata la Ferrero Food per presidiare il mercato cinese (73,4mil€ di investimento).
Una montagna di soldi e di asset (5,12 miliardi€) che permetteranno al Gruppo di investire ulteriormente sul prodotto senza la quotazione in Borsa o il ricorso massivo al credito bancario.

Anche grazie ai soldi incassati dall'estero, Ferrero S.p.a. ha potuto rinnovare il contratto di lavoro sul mercato italiano inserendo un premio di produzione di 6.075€ (variabile e su base triennale) e maggiori permessi retribuiti.

Investire all'estero e presidiare i mercati sembra essere la specialità della multinazionale italiana, una storia di successo che non conosce le luci della ribalta ma che è un vanto del "Made in Italy".

Peccato per un unico neo che si chiama "Olio di Palma" ...  


ARTICOLO de ilSole24Ore.

martedì 13 gennaio 2015

ANCHE A TORINO ARRIVA LA NUOVA CAMPAGNA McDONALD'S



Non siamo mai stati teneri con il colosso statunitense McDonald's e la sua sbobba.

Però oggi ci tocca lodare la sua campagna di comunicazione, sbarcata in Italia dopo il successo in Francia.
La filiale del colosso pubblicitario francese TBWA, ispirandosi liberamente al designer minimalista americano Paul Rand, ha disegnato una campagna dove il prodotto è in primo piano elegantemente presentato con colori tenui e minimalisti.
Il logo è volutamente invisibile, giocando sul "top of mind" sprigionato dall'immagine (nel mainstream se si parla di patatine e hamburger si pensa a Mc, pazienza se una nicchia pensa a M**Bun).

Perchè questa scelta? Prima di tutto perchè il management di Mc è preparato ed intelligente. Hanno capito da tempo che il gusto del consumatore europeo e, di conseguenza, la sua sensibilità è differente rispetto al resto del mondo. L'europeo medio è ormai bombardato da un'immagine del cibo delicato, la cucina molecolare e la nouvelle cuisine sono diventate pop.
Il Fast Food e il junk food rimarranno popolari ma stanno perdendo velocemente fascino ed empatia. Allora perchè non presentarlo con immagini delicate ed artistiche?

L'articolo de LINKIESTA.

lunedì 12 gennaio 2015

UN CAPODANNO OSPITI DI ALESSANDRO PIPERO



Capodanno. Una serie di cenoni cari e di basso livello. Poi ti rechi a Roma e su Facebook chiedi consiglio ai tuoi amici. 
E Giuseppe Palmieri consiglia Pipero al Rex.
Manco sapesse quanto adori i ristoranti piccoli e la cura del dettaglio, proprio tu che non curi un dettaglio manco a morire.
E ovviamente il tuo solito Capodanno subisce una svolta.
Telefoni da Torino e prenoti parlando direttamente con Alessandro Pipero, il boss del locale.

Arrivi a Roma, e in via Torino varchi la soglia dell'Hotel Rex dove il ristorante ha sede.
Fra albergo e ristorante il salto quantico è notevole. 
Passi da una hall semplice e scarna ad un ingresso curato e suggestivo.
Sulla porta ti aspettano Alessandro Pipero e il suo staff, sorridenti anche se hanno davanti una serata impegnativa.
Ti accolgono e rompono il ghiaccio, ti accompagnano ad un tavolo curato. E ha inizio l'esperienza culinaria.
Luci soffuse, poco rumore di fondo (clienti tutti stranieri, quindi poco abituati a parlare ad alta voce) e personale di sala impeccabile.



Si legge il menù della serata e si capisce che lo chef Luciano Monosilio è in grande forma.

Piatti bilanciati, utilizzo di materia prima di alto livello (due piatti con il nostro amato tartufo bianco), scoperta della patata di Avezzano (il piatto è il TreA con patata, burrata di Andria e tartufo di Alba).
Due squilli di genio con il già citato TreA e l'agnello e Thè nero.
Una scelta dei piatti equilibrata, ottimo mix di eccellenze italiane presentate con cura. Un modo per poter apprezzare il meglio senza appesantirsi. 



Il brindisi di mezzanotte con tutto lo staff del ristorante è  stato un bel momento conviviale, un inizio anno con i fiocchi.
Complimenti alla Sala e alla Cucina, una squadra che lavora bene.

Pipero al Rex, Sapori in Relax
via Torino 149, Roma.
Tel. 06.4815702

giovedì 8 gennaio 2015

LAVAZZA SHOPPING IN FRANCIA


Lavazza, l'azienda torinese leader nel commercio di caffè, aggredisce il mercato francese con due acquisizioni da 600 mil€.
I due marchi l'Or e Grand'Mere sarebbero già nel perimetro di Antonio Baravalle, CEO dell'azienda giunta alla quarta generazione.

Perchè le due aziende francesi sono sul mercato? Mondelez e DE Master Blender 1753 (proprietarie dei due marchi) stanno studiando una fusione da 7miliardi€ di fatturato e da 60% di quota mercato in Francia. Ma devono liberare attività causa Antitrust.
Ed ecco l'azienda torinese tentare di cogliere un'opportunità di mercato, si spera già nel 2015.

600 mil€ offerti da Lavazza di fronte a 300 mil€ di ricavi e 55 mil€ di Ebitda, senza il coinvolgimento dei siti produttivi/industriali delle due aziende.
Lavazza batterebbe così le altre proposte, arrivando ad una valutazione degli asset di oltre 10 volte l'Ebitda.
Insomma, acquisizioni pagate a "caro prezzo" ma che permetterebbero ai torinesi di diversificare sul mercato francese. L'Or produce capsule compatibili con Nespresso mentre Grand'Mere è ben collocato commercialmente nel canale G.D.O.

Antonio Baravalle punta sulla diversificazione di marchio e posizionamento, sia per sopravvivere in un mercato globale sempre più competitivo sia per "stoppare" la crescita di nuovi concorrenti (come l'italiana Segafredo, anche lei interessata ai marchi).

mercoledì 7 gennaio 2015

FOL POPCORN GOURMET - UNA COMMUNITY PER L'IDEA VINCENTE


FOL è un'idea che nasce dalla mente di professionisti motivati. Motivati nel creare un brand di eccellenza in grado di vendere un prodotto cheap come il popcorn.

Cinque soci amministratori e ventitrè soci finanziatori (una vera community imprenditoriale) di otto nazionalità diverse si sono uniti per lanciare l'idea del popcorn gourmet.
Il primo negozio, inaugurato a Torino l'8 novembre 2014, è stato da subito preda della curiosità dei consumatori. 

Qui sono in vendita tre differenti "taglie" ovvero la "Large" (5€), la "Medium" (4€) e il "Cono" (2€). 
Due sono i tipi di semi come due sono le linee di prodotto. La "Gourmet" con chicchi di mais "Mushroom" e la "Popped" con chicchi di mais "Butterfly" (tutti non OGM).
"Rispetto alla produzione standard abbiamo eliminato l'olio di cocco - spiega Fabio, uno dei soci - e utilizziamo un processo di produzione con scoppio esclusivamente ad aria".
I popcorn dolci e salati sono conditi con ingredienti del territorio o di qualità primaria, selezionati attraverso una rete di fornitori.



L'investimento iniziale di 200.000€ è stato utilizzato per il laboratorio centralizzato e per l'apertura del primo negozio

Il laboratorio è in grado di servire fino a quattro negozi, lanciando le basi per un'espansione del marchio.
"Non facciamo speculazioni e non spingiamo per una crescita tout-court - continua Fabio - ma stiamo predisponendo un piano di crescita del marchio attraverso la partecipazione dei nostri numerosi soci".

La comunicazione del marchio non prevede un budget definito e avviene attraverso eventi legati al negozio, la presenza discreta sui social e sul web (blog, Tripadvisor e simili) e il passaparola.

via Maria Vittoria 2, Torino.
Tel.  011 263 9865.


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