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Mondo disco torinese: una bella notizia ma non chiamatelo Cacao

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Il Cacao riapre stasera, ma non al Valentino. Quindi può essere chiamato ancora Cacao? Legalmente certamente, ma non sicuramente emozionalmente.

Il marchio occupa gli spazi dello Chez Nous, altro baluardo delle notti torinesi per gli over 40.

“Dopo tutti questi anni di assenza – dichiara alla stampa Claudio Barulli, anima delle notti torinesi – riaprire il Cacao mi fa sentire orgoglioso. Ancora adesso non riesco ad accettare di essere stato sbattuto fuori dal Valentino in quel modo, dopo tutti quegli intrighi”.

Il nuovo Cacao risorge dunque fuori Torino, a Moncalieri, sulle ceneri di un’altra discoteca storica degli Anni ’90: lo Chez Nous.

“Ho rimesso tutto a nuovo: impianti, bar, palco. Ho speso alcune centina di migliaia di euro per recuperare il mio sogno che aveva reso il Valentino un luogo magico, di musica e divertimento, per anni. Certo, questa discoteca all’aperto non sarà più come il mio vecchio Cacao, ma ci provo con tutte le forze. Lo spirito non manca”.

Ma il Cacao è sinonimo di Parco del Valentino, e questa operazione suona molto nostalgica.

La vicenda della chiusura del Cacao originale è nota a tutti i torinesi appassionati di movida e clubbing, ed è stata ricostruita da La Stampa Torino.

Barulli ha segnato la storia di molti locali di grido ma fece un errore: costruire un bagno dove non poteva essere fatto, violando così i vincoli esistenti nell’ area del Valentino, di proprietà comunale. Il Comune dava l’immobile in concessione e incassava i soldi dell’affitto.

Ma quell’abuso, reale, divenne un pretesto criminale per l’ex consigliere comunale Alberto Morano, illustre notaio, noto in quegli anni per i suoi attacchi da giustiziere civico. Ne nacque una guerra legale, che costò al notaio una condanna definitiva a 2 anni e 4 mesi di reclusione, con l’accusa di tentata concussione.

Per far cessare i suoi affondi da consigliere di minoranza, aveva chiesto soldi ai gestori del locale.

Così hanno stabilito i Tribunali. La vicenda si è chiusa definitivamente quando uno degli avvocati di Barulli, Roberto Stroppiana, ha incassato i soldi di un maxi risarcimento per i danni patrimoniale e morali subiti dalla società che gestiva ogni estate la discoteca del Valentino.

Stasera la riapertura dopo due anni di lavoro; una cinquantina di neo-assunti, tre bar e nuovi spazi. Ma non sarà la stessa cosa.



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Dario Ujetto

Da adolescente senza computer a quasi quarantenne googleiano DOC. Ovvero: come passare dalla lettura del giornale cartaceo, alla scrittura di un blog in meno di un nano secondo. Ma mi occupo anche di marketing, cibo, libri e comunicazione.

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