Economia e analisi

Esselunga e Bernardo Caprotti: battute finali?

Esselunga in vendita. Bernardo Caprotti vuole una realtà in grado di assicurare uno sviluppo adeguato alla sua creatura.

La Banca d’affari Citigroup affiancherà Supermarkets Italiani (holding di controllo Esselunga) nella valutazione delle proposte giunte dai fondi CVC e Blackstone.

La valutazione dell’impresa sarebbe 6,5 miliardi€, di cui 2 miliardi€ di immobili. Esselunga fattura 7,3 miliardi€ di ricavi e occupa 22.000 persone.

Fonti vicine all’azienda di Caprotti fanno sapere che l’azienda “è lusingata” di essere oggetto dell’interesse dei private equity, specificando che Citigroup avrà solo il compito di “vagliare e valutare le offerte ricevute”.

Fonti finanziarie riferiscono che a fine agosto Blackstone avrebbe fatto pervenire a Caprotti una manifestazione d’interesse per rilevare il 60% di Esselunga, con un’opzione sul restante 40% del gruppo nel caso in cui il fondatore decidesse di cedere tutto, o venisse a mancare la fiducia tra i due contraenti. Stesso discorso per i fondi anglosassoni di CVC, che dopo un’approfondita analisi del gruppo avrebbro messo a punto la loro proposta.

Quale futuro per l’azienda? Sicuramente pensare ad un controllo totalmente italiano è impossibile, data l’avversione di Mister Esselunga per il sistema cooperativo. Via alternativa potrebbe essere la quotazione e la Public Company.

Perchè non far intervenire nella partita Cassa Depositi e Prestiti? Esselunga è un asset fondamentale per il nostro Made in Italy industriale. Il suo futuro è di pubblico interesse.

 

Articolo Corriere della Sera online;

Articolo di Repubblica;

Articolo di Scatti di Gusto.

You Might Also Like

Nessun Commento

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.