Il nome cambia, il format resta. Rosalia Imperato, founder della manifestazione, spiega che la scelta nasce da una maturità raggiunta: “Siamo diventati grandi”.
Quando il progetto è partito, dice, Torino non aveva ancora colto la forza degli eventi OFF, capaci di amplificare la visibilità delle grandi manifestazioni cittadine.
Ora OFFissima sceglie di collocarsi in modo stabile nella settimana dell’arte.
L’idea: cucinare un’icona
Ogni locale selezionato prepara un piatto in edizione limitata ispirato ai ritratti di Andy Warhol (il tema dell’edizione 2026, poi si cambierà).
Per Imperato l’obiettivo è dare voce a realtà che lavorano con standard altissimi ma non sempre hanno i canali per raccontarsi.
L’altro è spingerle oltre il loro repertorio abituale. Chef, pizzaioli, panettieri e gelatieri si mettono in gioco, dice, “con passione, estro, creatività, divertimento”.
Le novità dell’ottava edizione
Alle cene a quattro mani in location esclusive si affiancano appuntamenti diffusi: spazi espositivi, cascine in città, botteghe di design, profumerie.
Il calendario è ancora in definizione. Per ora sono in agenda tre date:
3 novembre, ore 18.30: cena a quattro mani alla Falegnameria, con Spunzillo&Lucariello e Papalele.
4 e 7 novembre, ore 19.00: Nose Experience da Spray Parfum. Un percorso tra profumi e sapori con il profumiere Christian Amore, vini, cocktail firmati Flora 1925 e le creazioni di Trigo e Pasticceria Brignone.
8 novembre, ore 20.00: cena a quattro mani da AL, con AL e Razzo.
I piatti, uno per uno
Il pensiero dietro il gesto.
Alberto Fluttero, da AL, parte dal ritratto di Mao. Warhol prende un simbolo della Cina del Novecento e, con la riproduzione seriale, lo trasforma in icona pop: il soggetto non cambia, cambia lo sguardo.
Fluttero fa lo stesso con brodo, brasato, pasta ripiena, maiale e crostacei, affumicatura e oli aromatici.
Sono tecniche che sembrano italiane o asiatiche, ma appartengono a un patrimonio condiviso tra culture.
Il cibo pop.
Da CouCou, Luca Poccantino reinterpreta i corn flakes con latte, amati da Warhol. Il petto di pollo, marinato nel latte, impanato nei fiocchi e fritto, arriva con maionese all’aglio orsino, maionese alla paprika, crema di peperoni e barbabietola.
Da Tratto, Luca Tomaino firma un hamburger destrutturato e gourmet: tartare di manzo, spuma di corn flakes canditi, crema di pop corn e bacon croccante.
Lo accompagna un milkshake alla banana.
Da Scat_to, Christian Costardi mette il ritratto in una lattina. Riprende la zuppa Campbell’s ai fagioli e bacon con la panissa: crema di fagiolo di Saluggia, midolline, lardo fresco e bacon croccante.
Il Piemonte a colori.
Da Dume, una cipolla ripiena con salsiccia di Bra e raschera sta su una vellutata di robiola di Roccaverano.
I colori vengono da rapa rossa, zafferano e spirulina, e l’effetto ondulato richiama L’Urlo di Munch nella versione di Warhol.
Da San Giors, Johnny Mazzarino propone il risotto “Michey Pop”, ispirato al Quadrant Mickey Mouse. È fatto con robiola, riduzione di Carema, polveri colorate e una cialda al carbone vegetale con il profilo del topo.
Da Kadeh Meze Wine Bar, Stefan Kostandof parte dal ritratto di David Bowie: coda di bue cotta 12 ore, pak-choi bruciato, crema di barbabietola, ketchup di pomodori arrostiti e crema di peperoni gialli.
Serialità e giochi di parole.
Al Ristorante Solferino nasce “Johnny Lambs”, omaggio all’Avvocato Agnelli: un solo ingrediente, l’agnello, in tre versioni. Sono tonnato, “albese” con zabaglione salato e cialda di parmigiano, e affumicato con cenere di porri.
L’Ostu del Feramiù traduce le sequenze dei ritratti in una serie di panne cotte salate di bufala, con crumble di baci di dama al parmigiano e barbabietola.
Spirito Osteria, con Giovanni Naviglia, “mercifica” la lumaca: crema parmentier, cavolo nero e lumache.
Camouflage e cavoli. Da Razzo, Andrea Turchi trae spunto dai toni viola, verde e bianco di un camouflage warholiano e arriva al cavolo.
Il piatto ha crema di pane e aringa, cavolfiore cotto in brodo di aringa, polveri di cavolo nero e viola, sferificazione di aringa e timo.
Pizza, gelato e pane.
Spunzillo&Lucariello prendono la Venere di Botticelli ritratta da Warhol e ne fanno una pizza. Ha salsa di datterino giallo, fiordilatte, robiola di capra, salmone Sockeye affumicato, calendula e caviale di limone.
Papalele dedica a Elvis “Viva Las Vegas”, gelato di arachidi e banana con arachidi caramellate alla paprika e caramello salato.
Trigo presenta “Fuori registro”, uno shokupan al cacao nato da un imprevisto di forma. Ispirato al Triple Elvis, gioca sul contrasto tra cacao extra dark, matcha, curcuma e lampone.
AL: Via Valprato 68 - tel: 348 783 7783.
CouCou: Via Carlo Ignazio Giulio 2g - tel: 351 439 9831.
Dume: Galleria Umberto I - tel: 011 1875 3571.
Kadeh Meze Wine Bar: Via della Basilica 1d - tel: 011 569 5305.
Ostu del Feramiù: Via Baretti 20 - tel: 329 175 1392.
Papalele: C.so Marconi 23a; P.zza Emanuele Filiberto 8e - tel: 011 977 6990 - 011 436 0912.
Razzo: Via Andrea Doria 17f - tel: 345 155 5299.
Ristorante Solferino: Piazza Solferino 3b - tel: 011 535851.
San Giors: Via Borgo Dora 3a - tel: 011 521 6357.
Scat_to: Piazza San Carlo 156 - tel: 011 026 7460.
Spirito Osteria: Via Corte d’Appello 13 - tel: 011 414 3523.
Spunzillo&Lucariello: Via Giuseppe Grassi 15 - tel: 351 748 3003.
Tratto: Via Andrea Doria 12 - tel:331 469 4961.
Trigo: Via Giulia di Barolo 25a.














