Mercoledì 23 settembre 2026, alle 18:00, in via Mazzini 42/B, apre il secondo punto vendita di Matre, il progetto di panificazione di Massimiliano Prete, il lievitista pugliese che a Torino è già di casa con Sestogusto.
E non è un caso che il nuovo forno sorga di fronte alla pizzeria: da una parte la pizza contemporanea, dall’altra il pane e la viennoiserie, due espressioni diverse dello stesso elemento, l’impasto.
L’apertura sarà l’ennesima perla di una città e una regione che sta rimettendo il pane al centro, attraverso giovani professionisti affermati ma anche storie di piccola imprenditoria (vedi Forno Trigo).
Nato a Saluzzo, cresciuto a Torino
Matre non è un progetto improvvisato.
È nato nel dicembre 2025 a Saluzzo, in via Spielberg 29, come piccolo panificio di appena 35 metri quadrati dedicato al lievito madre, con pani da grani antichi e biologici, focacce e prodotti da forno.
Da lì, in meno di un anno, il progetto ha guadagnato riconoscimenti importanti: i Due Pani nella Guida Panifici d’Italia 2027 del Gambero Rosso.
A Torino l’identità del format resta la stessa, ma con una novità sostanziale: arriva una linea dedicata alla viennoiserie, che nella sede saluzzese non era così sviluppata.
Cornetti, pain au chocolat, pain suisse e veneziana con crema si affiancano a plumcake, cookies, biscotti e torte da forno come sbrisolona, Linzer e torta di nocciole.
Il pane resta il cuore del progetto
Il vero protagonista continua a essere il pane, prodotto esclusivamente con grani biologici.
Prete lavora con le farine del Mulino Sobrino di La Morra, con il miscuglio evolutivo coltivato nei suoi campi tra Savigliano e Saluzzo e con il grano duro del mugnaio siciliano Filippo Drago.
Nell’offerta compaiono pani integrali, tipo 2, multicereali e millesemi, oltre a versioni al cioccolato e a pani realizzati con grani duri autoctoni siciliani come Perciasacchi e Tumminia.
Tra i formati più riconoscibili, il “Santa Cristina”, un pane da tre chili venduto anche a fette.
Sul fronte salato trovano spazio le focacce (con olive, cipolle, pomodori, fino alla versione barese) e la pizza alla pala, disponibile bianca, rossa e margherita.
Come a Saluzzo, sarà una bakery da frequentare tutto il giorno, con apertura quotidiana dalle 7:30 alle 15:30, dalla colazione al pranzo.
Una bottega di eccellenze italiane
Il nuovo Matre non sarà solo un panificio: come già accade negli spazi legati a Sestogusto, ospiterà una piccola bottega con una selezione gastronomica curata.
Tra i prodotti in vendita, la birra BBM e Bevande Magiche di Carrù (nata dal recupero del surplus di focaccia del laboratorio), il pomodoro di collina Lampadina dell’azienda agricola Dama di Castellammare di Stabia, le acciughe del Cantabrico Ortiz, i capperi di Pantelleria de La Nicchia, le olive taggiasche del Frantoio Venturino Bartolomeo, l’olio extravergine Tardo Autunno di Coppini Arte Olearia e diversi tipi di sale, dal Maldon ai fiocchi islandesi Saltverk.
Anche lo spazio torinese porta la firma degli architetti Valentina Pelizzetti e Marco Gini, già autori della sede di Saluzzo.
Focus: cos’è Matre a Saluzzo
Prima di sbarcare a Torino, Matre è nato nel centro storico di Saluzzo, in via Spielberg 29, inaugurato il 12 dicembre 2025.
È uno spazio piccolissimo, appena 35 metri quadri, ma pensato come bottega, laboratorio a vista e vero manifesto di intenti: partire dal lievito madre per raccontare un’idea di panificazione contemporanea, consapevole e legata al territorio.
Il nome stesso, che in latino significa “madre”, richiama l’idea di origine e radice.
Come racconta Prete, “tutto parte dal lievito madre, la nostra creatura più preziosa”.
Il progetto nasce come estensione naturale del lavoro di ricerca svolto nel Prete Lab, il laboratorio creativo dello chef a supporto sia di Matre che di Sestogusto.
Gli interni giocano su legno, arancione e bianco per accogliere pani da grani biologici e antichi, focacce, pizze alla pala e lievitati dolci.
Il locale è aperto tutti i giorni dalle 7:30 alle 15:30, pensato per accompagnare i clienti dalla colazione fino al pranzo.
Un format minimo negli spazi ma ambizioso nella visione, che in meno di un anno è riuscito a conquistare la critica gastronomica nazionale e ora si prepara al salto nel capoluogo piemontese.



