La testata Winesurf, a firma Carlo Macchi, aveva riportato voci su una possibile vendita in blocco delle attività di Angelo Gaja e famiglia.
Pretendente, il gruppo del lusso francese LVMH. Nell’articolo è citato anche il prezzo: un miliardo di euro tondi.
Ma da poche ore un’altra testata, Winenews, rilascia la secca smentita della famiglia: “Gaja, non ha prezzo, e non è in vendita”.
La chiusura è netta, e non da spiragli di dubbio.
“La notizia è falsa: è una bufala da Bar Sport. Non è mai esistita trattativa con aspiranti acquirenti. Proposte sì e molte, mai avviato trattative. Gaja non ha un prezzo perché non è in vendita”.
La famiglia Gaja ribadisce “la volontà di proseguire nel percorso di continuità generazionale”.
Questione chiusa per Gaja, ma certamente LVMH guarda sempre più all’enogastronomia di altagamma (che è uno dei suoi assi fondanti) per differenziare un portafoglio che dovrà sempre essere meno esposto alla volatilità dell’alta moda.
Risale al 2024 un suo investimento record sulla Borgogna.
E nel 2025 il gruppo Krause, presente in Italia con vari investimenti fra cui la storica cantina Vietti, aveva a sua volta smentito la vendita ai francesi di Bernard Arnault.
E nel 2022 arrivò l’interesse per un’acqusizione in zona Chianti.
L’unica conferma, mettendo in riga le tre notizie, è che LVMH stia cercando (e non solo in Piemonte) un acquisto clamoroso per entrare nel mondo del vino italiano. Vedremo chi cederà.
Gaja: non solo un marchio
A Barbaresco, nel cuore delle Langhe, nel 1859 muove i primi passi una delle cantine destinate a scrivere pagine importanti dell’enologia italiana.
E proprio al Barbaresco, prodotto con uve Nebbiolo provenienti da 14 vigneti di proprietà, l’azienda ha legato indissolubilmente il suo nome e il suo destino.
Partita dal Piemonte, la cantina fondata da Giovanni Gaja 165 anni fa ha nel tempo ampliato i suoi orizzonti, per approdare in altre regioni italiane.
Negli anni ‘90 Gaja si espande in Toscana, prima con l’acquisizione a Montalcino della tenuta di Pieve di Santa Restituta, quindi con la costruzione di Ca’ Marcanda a Bolgheri, nella Maremma livornese.
Nel 2016 è la volta della Sicilia con la cantina Idda, frutto della joint venture con la famiglia Graci.
Oggi a portare avanti l’azienda c’è Rossana Gaja, che assieme ai fratelli Gaia e Giovanni rappresenta la quinta generazione della famiglia.



