Guida ai Caffè Storici di Torino
Tredici locali superano i settanta anni di storia.
Torino detiene un primato unico in Italia: la più alta concentrazione di Caffè Storici ancora in attività, con ben dodici locali che superano i settanta anni di storia concentrati nel centro cittadino.
Questi luoghi non sono semplici esercizi commerciali, ma veri e propri musei diffusi dove ogni tavolino, ogni specchio, ogni boiserie racconta secoli di politica, cultura, gastronomia e tradizione sabauda.
Cos’è un Caffè storico: definizione ufficiale
Per essere riconosciuto come “caffè storico” un locale deve soddisfare requisiti precisi codificati dall’Associazione Caffè Storici di Torino e del Piemonte.
Fondata nel 2023 come evoluzione dell’Associazione Caffè Salotti Sabaudi del 2018, l’ente riunisce ventuno realtà piemontesi (dodici a Torino) con l’obiettivo di ottenere il riconoscimento UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale.
I criteri sono rigorosi:
Almeno 70 anni di attività ininterrotta.
Conservazione della maggior parte degli arredi originali.
Impegno a mantenere un’atmosfera coerente con la storia del locale.
Questi salotti storici rappresentano un “museo diffuso senza eguali in Italia”, dove stucchi, boiserie, specchi dorati e arredi in legno risalenti alla fine dell’Ottocento creano un’atmosfera inconfondibile.
Non sono semplici luoghi di consumo, ma custodi della memoria gastronomica e culturale del Piemonte.
I Caffè Storici nella storia di Torino
Dalla Capitale Sabauda al Risorgimento
Quando Emanuele Filiberto di Savoia trasferì la capitale da Chambéry a Torino nel 1563, la città divenne uno dei centri nevralgici dell’aristocrazia europea.
I Caffè non erano semplici botteghe, ma veri e propri “salotti” dove si scriveva la storia della politica e poi dell’Unità d’Italia.
Figure chiave del Risorgimento e della politica nazionale come Cavour, D’Azeglio, Balbo e Giolitti si riunivano abitualmente in questi locali.
Il Caffè Fiorio, aperto nel 1780, era il ritrovo della nobiltà conservatrice - tanto da essere soprannominato “Caffè dei codini” o “dei Machiavelli”.
Al contrario, il Caffè San Carlo (1822) e il Caffè Al Bicerin (1763) erano frequentati da intellettuali e patrioti progressisti, tanto che il San Carlo fu chiuso più volte per “sospetta attività sovversiva”.
Invenzioni e tradizioni che nascono tra i tavoli
Questi locali non hanno solo ospitato la politica, ma hanno generato innovazioni gastronomiche di portata nazionale:
Il Bicerin (caffè, cioccolato e crema montata) nacque come versione semplificata della bavareisa proprio al Caffè Al Bicerin.
Il tramezzino fu inventato nel 1925 al Caffè Mulassano da Angela Demichelis Nebiolo, appena rientrata dagli Stati Uniti, e battezzato da Gabriele D’Annunzio.
Il cremino (pralina a tre strati con gianduja e crema alla nocciola) fu creato da Ferdinando Baratti nel 1858.
Il Pinguino, primo gelato su stecco ricoperto di cioccolato al mondo, fu brevettato dalla Gelateria Pepino nel 1938.
Il cono gelato da passeggio nacque al Caffè Fiorio negli anni Trenta.
L’elite culturale internazionale
Le pareti doranti di questi caffè hanno visto passare intellettuali, artisti e politici: Alexandre Dumas, Friedrich Nietzsche, Giacomo Puccini, Guido Gozzano, Cesare Pavese, Luigi Einaudi, Primo Levi, Indro Montanelli, Norberto Bobbio.
Non solo italiani: Ava Gardner e Brigitte Bardot erano clienti abituali del Caffè Torino.
Caffè storici di Torino: guida pratica
Il Caffè Al Bicerin (1763) è il più antico e il più iconico, fondato da Giuseppe Dentis, ed è simbolo intramontabile della cultura (ma non fa parte dell’associazione).
Caffè Baratti & Milano (1875)
L’eleganza liberty e il regale
Ex fornitore della Real Casa, fu fondato da Ferdinando Baratti ed Edoardo Milano. Gli interni in stile Art Nouveau del 1911 sfoggiano marmi intarsiati verde e giallo, lampadari scintillanti, lambris in mogano e tendaggi giallo senape.
Guido Gozzano ne “Le Golose” descriveva la sua abitudine di spiare le clienti da qui.
Curiosità: Baratti creò il cremino nel 1858. Il locale ricevette il titolo di “Provveditori di Sua Maestà il Re d’Italia e dei Reali Principi” nel 1874.
Cosa ordinare: Caffè con cremino, Torta Baratti (pan di spagna al cioccolato con mousse aromatizzata al liquore), le 20 varietà di caramelle classiche.
Dove: Galleria Subalpina, piazza Castello 27.
Caffè Mulassano (1907)
Il più piccolo e l’inventore del tramezzino
Con i suoi 31 mq è uno dei locali più piccoli d’Italia, ma un concentrato di eleganza liberty. Bronzo, legno, ottone e un sapiente gioco di specchi moltiplicano lo spazio. Originariamente bottiglieria, fu rilevato nel 1925 dai coniugi Nebiolo appena rientrati dagli USA.
Curiosità: Qui nacque il tramezzino, battezzato da D’Annunzio. Fino al 1926, dietro spesse tende rosse, prendeva il caffè la Casa Savoia. Uno strano orologio con numeri alla rinfusa sulla parete serve per decidere chi offre: chi fa il numero più alto paga.
Cosa ordinare: Gli iconici tramezzini (aragosta, tartufo, bagna cauda) accompagnati da un Mulassano Spritz o vermouth.
Dove: piazza Castello 15.
Gelateria Pepino (1884)
L’innovazione gelatiera mondiale
Fondata dal napoletano Domenico Pepino, divenne fornitrice della Real Casa con 4 stemmi reali. Nel 1938 brevettò il Pinguino, primo gelato su stecco ricoperto di cioccolato al mondo, che costava 1 lira (con 1 lira si andava al cinema).
Curiosità: Il laboratorio usa ghiaccio secco per l’esportazione sin dagli anni ‘20. Clienti illustri includono Alberto Angela e John Turturro.
Cosa ordinare: Il Pinguino classico (crema ricoperta di cioccolato), la pasticceria fredda, le coppe gelato e la Merenda Reale.
Dove: piazza Carignano 8.
Caffè Platti (1870)
Lo stile Luigi XVI e la nascita della Juventus
Arredi in stile Luigi XVI, banco bar anni Venti, soffitti a stucchi barocchi e colori pastello creano un’atmosfera unica. Fu frequentato da Luigi e Giulio Einaudi, Cesare Pavese, Luigi Lavazza e il senatore Agnelli.
Curiosità: Proprio di fronte al locale, nel 1897, un gruppo di studenti del Liceo D’Azeglio fondò la Juventus. La ricetta della Torta Platti è un segreto gelosamente custodito.
Cosa ordinare: Caffè con cucchiaio di panna montata a parte, la Plattina (versione mini della torta), i tramezzini.
Dove: corso Vittorio Emanuele II 72.
Caffè San Carlo (1822)
Il museo dorato del Risorgimento
Illuminato da un enorme lampadario in vetro di Murano tra i più grandi d’Europa, l’interno sfoggia stucchi dorati, capitelli corinzi, statue e marmi pregiati. Fu il ritrovo di D’Azeglio, Cavour, Lamarmora, Rattazzi, Giolitti e altri patrioti.
Curiosità: Dumas vi gustò il suo primo Bicerin. Il locale assistette alla nascita della spedizione artica del Duca degli Abruzzi. Oggi fa parte del progetto Gallerie d’Italia - Torino e il menu è curato dagli chef stellati Costardi Bros.
Cosa ordinare: Il croissant Carla (impasto al cacao con crema al caffè e caramello), la pasticceria mignon, i cocktail signature.
Dove: piazza San Carlo 156.
Confetteria Stratta (1836)
La dolcezza di Cavour
Situata nei locali del ‘700 di Palazzo Solaro del Borgo, è un’autentica istituzione con arredi in stile carloalbertino. Fornitrice della Real Casa, era la prima tappa mattutina di Camillo Benso Conte di Cavour, che vi degustava cioccolata immersendo una ciotolina di nocciole.
Curiosità: Cavour ordinò 29 kg di marron glacé, 18 di sorbetto e 37 di frutta caramellata per conquistare gli ambasciatori europei. Le “Gioie di Cavour” sono una pralina creata in suo onore.
Cosa ordinare: Marron glacé, gianduiotti, caramelle, Torta Gianduja, la Merenda Reale.
Dove: piazza San Carlo 191.
Pasticceria Abrate (1866)
L’università e la cavalleria
Situata di fronte al Palazzo dell’Università, era fornitore ufficiale delle colazioni per i Principi della Scuola Regia di Cavalleria. Ha conservato arredi e pavimenti originali, adattandosi ai cambiamenti sociali senza perdere il fascino.
Cosa ordinare: Croissant appena sfornati, cioccolata calda, torte.
Dove: via Po 10.
Pasticceria Pfatisch (1915)
Il tempio del cioccolato Art Déco
Fondata dal maestro cioccolatiere bavarese Gustavo Pfatisch, l’interno Liberty progettato da Pietro Fenoglio è un gioiello Art Déco.
Fornitrice della Real Casa, fu frequentata da principi Savoia, Cesare Pavese, Primo Levi, Indro Montanelli, Mario Soldati e Norberto Bobbio.
Curiosità: Il seminterrato ospita l’antico laboratorio di cioccolato con macchinari di fine Ottocento, ora al museo Choco-Story Torino.
Il Festivo è la torta iconica: due dischi di meringata al cacao con crema chantilly al cioccolato.
Cosa ordinare: Gianduiotti pralinati, praline, creme spalmabili, il Festivo.
Dove: via Paolo Sacchi 42.
Caffè Elena (1889)
Il tempio del vermouth
Situato in un palazzo ottocentesco di Giuseppe Frizzi, è il luogo dove Giuseppe Carpano perfezionò tra il 1889 e il 1902 la ricetta del vermouth, creato nel Settecento dal suo antenato Antonio Benedetto.
L’arredamento originale è intatto: tavoli in breccia rossa, boiseries, specchi e dipinti di G.M. Bertagna.
Curiosità: Amato da Cesare Pavese, oggi il capo barman Matias Griffa ha creato il Vermuth Caffè Elena 1889 per il 135° anniversario.
Cosa ordinare: Vermouth, cocktail signature, cioccolata calda, pasticceria.
Dove: piazza Vittorio Veneto.
Caffè Torino (1903)
L’eleganza della Belle Époque sotto i portici “di città”
Il Caffè Torino è uno degli scenari più teatrali di Torino: l’ampia scalinata interna, i soffitti a cassettoni affrescati, le boiserie e i dettagli dorati conservano intatta l’atmosfera della Belle Époque.
È facile immaginare le dita guantate di una diva che sfiorano il corrimano: qui sono passate, tra le altre, Ava Gardner – ai tempi della storia d’amore con Walter Chiari – e Brigitte Bardot, accolte da un ambiente che sembra fatto apposta per il cinema d’autore.
Curiosità: Negli spazi del ristorante “L’Infernot”, il menu è firmato dallo chef Marco Di Martino, allievo di Alain Ducasse e Gennaro Esposito.
Cosa ordinare: Un classico espresso o cappuccino serviti al banco storico, un cocktail in orario aperitivo, oppure – nei periodi di festa – una delle iconiche confezioni di cioccolato o un uovo di Pasqua artistico.
Dove: piazza San Carlo.
Caffè Fiorio
Il Caffè dei Fratelli Fiorio (noto semplicemente come Fiorio) è un caffè storico di Torino, situato nella centrale via Po.
Storicamente era abituale ritrovo dei nobili all'epoca della restaurazione ed in seguito dei maggiori intellettuali e politici del Risorgimento. Ancora oggi è apprezzato ritrovo dei torinesi e dei turisti.
Inaugurato nel 1780 nella Contrada di Po, l'elegante Caffè Fiorio fu inizialmente frequentato da aristocratici e alti ufficiali, in contrapposizione allo scomparso Caffè Calosso di via Dora Grossa, ricettacolo di ferventi rivoluzionari e patrioti.
La frequentazione di una clientela di orientamento conservatore gli valse la definizione di «Caffè dei Machiavelli» o «Caffè dei Codini».
Analogamente a quanto accadde per il vicino Caffè Baratti&Milano, anche il Fiorio fu citato dalla letteratura del tempo.
La fama del Fiorio crebbe costantemente a tal punto da iniziare ad essere frequentato anche dalla borghesia del tempo, ma per l'aristocratica clientela abituale non fu più il Fiorio di un tempo, tant'è che nel 1850 cambiò nome (anche se per poco) in "Caffè della Confederazione Italiana".
Dove: via Po 8.
Gerla 1927
La prima Caffetteria e pasticceria di quello che oggi è un gruppo della ristorazione strutturato e diffuso su Torino.
Dalla rapida colazione al banco del mattino, o nelle tranquille sale al piano terreno o interrato, si passa all'aperitivo serale gustato sotto i portici di fronte al monumento di Re Vittorio Emanuele II.
La caffetteria propone la scelta di tre caffè, frutto di una selezione di 6 monorigini in purezza e di un caffè decaffeinato. Tutti tostati nei nostri laboratori.
Tutti i prodotti presenti all'interno della caffetteria sono frutto del lavoro dei pasticceri e dei cioccolatieri di Gerla 1927.
Rapidi spuntini sono disponibili tutto il giorno in alternativa al menù del nostro ristorante.
Menu aperitivi a tema e una selezione di bollicine di piccoli/medi produttori vinicoli piemontesi rendono l'aperitivo della Caffetteria Gerla 1927 interessante per un target turistico.
Dove: corso Vittorio Emanuele II 88





