A Torino, a pranzo, finalmente
Spirito Osteria ha aperto le sue porte alla pausa di mezzogiorno. Ma la storia comincia molto prima.
C’è un locale in via Corte d’Appello, nel Quadrilatero Romano di Torino, dove il passato non è mai del tutto andato via.
Prima ci fu il Savoia, poi Vinolento con le sue buone vibes.
Poi, dall’estate del 2025, Spirito Osteria: legni chiari, tavoli nudi, luci calibrate.
Chi ha aperto Spirito non è arrivato dalla ristorazione per caso né per moda. Alessandra Pollifroni, Giovanni Naviglia e Federico Crova conducono l’Accademia FoodLab, una scuola di cucina che continua a operare parallelamente.
“Avevamo voglia di affiancare alla scuola, che continua, un locale aperto al pubblico” ha raccontato Alessandra Pollifroni.
Era una scommessa precisa: dimostrare che chi sa insegnare sa anche fare. E la risposta, fin da subito, è stata inequivocabile — il locale si è riempito di coppie, amici, giovani e diversamente giovani, tutti con la stessa aria soddisfatta.
In sala, a guidare l’esperienza, c’è Renato Castagno, maître e sommelier che Luca Iaccarino dalle colonne de Corriere Torino non ha esitato a definire “uno dei migliori professionisti in town”.
Giovanni Naviglia, in cucina, coordina tre cuochi che producono una cucina tecnica, solida e golosa al contempo.
L’identità della tavola
Spirito Osteria ha costruito la propria identità attorno a un’idea deliberatamente semplice: cucina italiana contemporanea, essenziale e riconoscibile, fondata sulla stagionalità e sull’attenzione alla filiera.
Niente sperimentazioni ardite, niente provocazioni fini a sé stesse.
Il menu è — e questa è una scelta, non un limite — di facile comprensione. L’esperienza è articolata in percorsi che portano nomi che sembrano manifesti: Spirito Curioso, per chi vuole esplorare con due piatti; Spirito Libero, per chi si concede tre; Spirito DiVino, per chi aggiunge alla tavola il racconto del vino in abbinamento.
È un modello che parla un linguaggio preciso: quello di chi ha pensato il ristorante come uno spazio relazionale prima ancora che gastronomico.
Al centro, come recita il comunicato dell’osteria stessa “resta il piacere di stare insieme”.
Una frase che potrebbe suonare pubblicitaria, eppure — stando alle testimonianze di chi ci è stato — descrive qualcosa di reale.
Nasce Spirito del giorno
A un anno dall’apertura, Spirito ha deciso di spingersi oltre.
L’11 giugno 2026, il locale ha annunciato l’apertura del servizio del pranzo nei giorni feriali, dal martedì al venerdì. La notizia, di per sé, potrebbe sembrare amministrativa. Non lo è.
Aprire a pranzo significa esporsi a un pubblico diverso, più distratto, con un’ora di tempo e la testa altrove.
Significa accettare la sfida della pausa lavorativa, quella fascia oraria in cui i tavoli si riempiono di persone che vogliono mangiare bene ma in fretta, senza rinunciare a qualcosa che somigli a un piacere.
È la prova del nove per ogni ristorante che si prenda sul serio.
La risposta di Spirito si chiama Spirito del Giorno: un piatto a scelta tra tre proposte che cambiano ogni mattina, seguendo il mercato e la stagione, accompagnato da dolce, acqua, caffè e coperto, a 25 euro.
Non è una formula low-cost. È una dichiarazione di coerenza: la stessa cura della sera, compressa in un format accessibile.
Chi vuole, può ancora scegliere i percorsi classici — Curioso a 37 euro, Libero a 48 euro, DiVino a 75 euro — anche a pranzo.
Ma l’invenzione vera è quella formula da 25 euro, pensata per chi a Torino lavora, vive, o semplicemente passa.
Cosa significa, davvero
Torino è una città in movimento — lento ma costante — verso una propria identità gastronomica adulta.
Non Milano, non Roma: qualcosa di più raccolto, più discreto, più legato alla materia.
Spirito Osteria si inserisce in questa traiettoria senza urlare. Sta nel Quadrilatero, apre a pranzo, cambia il menu ogni giorno seguendo quello che il mercato offre.
È il tipo di posto che, in una città come New York o Parigi, si chiamerebbe neighborhood restaurant — con tutto il rispetto e tutta la serietà che quella definizione porta con sé.
A Torino, si chiama osteria. E forse è la parola giusta.
Spirito Osteria, via Corte d’Appello 13/I, Torino. Aperto dal martedì alla domenica, pranzo 12.30–14.30, cena 19.00–22.30. Prenotazioni su spirito.it/prenotazione.




