I Piemonte Food Awards celebrano nel 2026 la loro quinta edizione con un’ambizione dichiarata: non essere un premio, ma un’infrastruttura di crescita per le imprese del territorio.
Un premio che non si vende
Nel mercato ormai saturo dei riconoscimenti agroalimentari, la promessa dei Piemonte Food Awards è quasi controintuitiva: partecipare non garantisce nulla.
La quota di iscrizione — 200 euro IVA inclusa, unica indipendentemente dal numero di prodotti candidati — è un diritto di segreteria, non un biglietto d’ingresso al podio.
Il verdetto arriva solo dopo la valutazione delle Giurie settoriali, ciascuna guidata da un Presidente di Categoria, attraverso vere e proprie sessioni di degustazione che si concludono entro 12 giorni lavorativi.
È una distinzione che l’organizzazione rivendica esplicitamente, in un settore dove — dicono — “sono nate numerose iniziative che richiedono alle aziende importi elevati per ottenere un premio o utilizzare un bollino”.
Qui la logica è ribaltata: prima la selezione, poi, solo per chi supera la prova del palato, il Bollino ufficiale e l’attestato di riconoscimento.
I numeri che raccontano l’ecosistema
Dietro la retorica del “sano, corretto, onesto” ci sono cifre concrete che il progetto porta come prova di solidità.
Il network Italy Food Awards, di cui i Piemonte Food Awards fanno parte, ha chiuso il 2025 con il primo posizionamento digitale tra i riconoscimenti agroalimentari sui principali motori di ricerca, 1,2 milioni di utenti raggiunti sui canali social e 430.000 interazioni generate.
Numeri da media company, non da semplice cerimonia di premiazione.
E la community cresciuta in quattro edizioni non è piccola: oltre 380 aziende premiate, un bacino che il sito definisce esplicitamente come una “community sana” che continua a condividere, incontrarsi e generare collaborazioni impreviste tra produttori di categorie diverse.
Al Golf Club Cherasco il 17 novembre
La giornata clou dell’edizione 2026 è fissata per il 17 novembre, al Golf Club Cherasco, con un format che unisce premiazione e business networking.
Non è un caso che il sito parli di “Piemonte Food Awards Day” come occasione di incontro diretto tra i buyer di CRAI Piemonte, main sponsor dell’edizione, e le aziende premiate.
Per chi produce eccellenza ma fatica ad arrivare sugli scaffali della Grande Distribuzione Organizzata territoriale, è potenzialmente il momento più concreto dell’intero percorso.
Il meccanismo di partecipazione, descritto passo per passo sul sito, segue una sequenza lineare: compilazione del form di iscrizione, presa in carico da parte della segreteria, invio dei campioni secondo le modalità comunicate per categoria, degustazione delle Giurie e comunicazione dell’esito.
Solo le aziende che superano la selezione settoriale vengono coinvolte nell’evento di gala.
La vera novità: dal riconoscimento all’esperienza
Se le edizioni precedenti si fermavano al bollino e alla narrazione mediatica, il 2026 introduce un salto di paradigma con il lancio di Italy Food Awards Experience, un progetto gemello pensato per trasformare il riconoscimento in leva di business reale attraverso il turismo enogastronomico, italiano ma soprattutto estero.
È il passaggio che l’organizzazione sintetizza con uno slogan quasi manifesto: “dal riconoscimento all’opportunità”.
L’idea è che le eccellenze premiate non debbano solo essere raccontate, ma “conosciute, visitate, acquistate e vissute” da un pubblico internazionale.
Per un settore come quello piemontese — fatto in larga parte di piccole e medie imprese con capacità di export limitata — è la componente più interessante dell’intera operazione: un ponte, ancora da testare, tra la nocciola delle Langhe e il turista che arriva da fuori per assaggiarla sul posto.
Chi può partecipare (e come)
L’iscrizione è aziendale, non di singolo prodotto: ogni impresa può candidarsi in più categorie e con il numero di referenze che desidera, sempre con la stessa quota.
Le iscrizioni restano aperte fino al raggiungimento del numero massimo previsto per ciascuna categoria, quindi chi è interessato — dalle cantine ai birrifici artigianali, dalle gelaterie ai piccoli caseifici di montagna — ha una finestra temporale definita e non infinita per candidarsi sul sito.
La comunicazione e il marketing del progetto sono affidati a Bottega per Comunicare, mentre l’organizzazione insiste su un punto: il percorso non si esaurisce alla serata di gala, ma continua per tutto l’anno attraverso attività di comunicazione, sponsor e partner coinvolti nella rete.
Per il Piemonte gastronomico, spesso schiacciato nella narrazione nazionale tra Langhe da cartolina e Torino da aperitivo, i Food Awards 2026 propongono una domanda scomoda ma utile: quanto valgono davvero i riconoscimenti, se non si traducono in scaffali, contratti e visite reali?
La risposta, quest’anno, passa dal Golf Club Cherasco — e da un form da compilare prima che si chiudano le categorie.




