Notte Rossa Barbera giunge alla nona edizione
Dal 19 febbraio al 21 febbraio in 20 piole torinesi.
C’è un modo tutto piemontese di celebrare il vino: farlo tra amici, a tavola, con un concertino che suona a pochi metri dai bicchieri.
Venerdì 20 febbraio 2026 torna la Notte Rossa Barbera, giunta alla nona edizione: 20 piole, 20 musicisti emergenti, 20 produttori di Barbera per una maratona diffusa che attraversa la città e inaugura il Salone del Vino di Torino.
La piola come luogo culturale
La Notte Rossa non è solo una festa enogastronomica. È un progetto culturale che mette al centro la piola, presidio storico della ristorazione sabauda: cucina semplice, gestione familiare, prezzi popolari, convivialità senza formalismi.
Organizzata dall’Associazione F.E.A., la manifestazione entra nel palinsesto OFF del Salone e costruisce un circuito urbano in cui enogastronomia e musica dialogano in modo organico. Non un evento “in un luogo”, ma un evento tra i luoghi.
Il menu Notte Rossa Barbera
Per tre sere consecutive – 19, 20 e 21 febbraio – le piole aderenti proporranno un menù dedicato (le esibizioni live solo venerdì 20):
Menù 25 €
4 assaggi di antipasti + primo
1 calice di Barbera
acqua e caffè
Il format si ispira alla merenda sinoira, antica tradizione contadina piemontese: un pasto pomeridiano così generoso da sostituire la cena, rito conviviale che univa lavoro agricolo, socialità e vino quotidiano.
La Notte Rossa ne propone una rilettura contemporanea, mantenendo l’impianto popolare e accessibile.
Venti piole, una città
Il circuito 2026 coinvolge realtà eterogenee per identità e pubblico, unite dal radicamento territoriale:
Barbagusto, La Cricca, Kontiki, Ratatui, OFF TOPIC, La Piola di Reaglie, Nodo Borgo Dora, Cascina Falchera, Vermoutheria Peliti’s, Osteria Bocciofila, Madonna del Pilone, Via Baltea, Capodoglio Murazzi, Ostu, Qucina San Salvario, Fonderie Ozanam, Circolo Risorgimento, Bocciofila del Meisino, Osterie Torino, Bagni Pubblici di Via Agliè, Osteria Vanchiglia, Il Ramo d’Oro.
Spazi storici, circoli ARCI, hub culturali, bocciofile, ristoranti di quartiere: la mappa racconta una Torino plurale, dove la cucina diventa infrastruttura sociale.
La Barbera: identità liquida del territorio
A “colorare di rosso” la città saranno venti cantine piemontesi selezionate dal Salone del Vino, ognuna abbinata a una piola.
La Barbera – forse il vitigno più rappresentativo della tradizione contadina regionale – diventa il filo conduttore di una narrazione che attraversa Monferrato, Roero e Astigiano.
Le cantine partecipanti:
Sant’Anna dei Bricchetti.
Torchio1953.
La Torre di Castel Rocchero.
Boeri Vini.
Carussin.
Tenuta Il Nespolo.
Casa Pepita.
Vaudano Enrico & Figli.
Dalle cooperative storiche alle aziende familiari, dalle realtà biologiche alle cantine con oltre un secolo di attività, emerge un mosaico produttivo che coniuga artigianalità, terroir e visione contemporanea.
Venti musicisti emergenti
Tra un antipasto e un brindisi, la musica diventa elemento strutturale dell’esperienza. La line-up 2026 valorizza la scena indipendente piemontese, tra cantautorato, indie pop, sperimentazione e ironia.
Tra gli artisti:
Alessio Cappello.
Aurora Motel.
Emash & Francesca.
Matteo Tambussi.
Solidea.
Stefano Casetta.
E ancora: Corrado, Invernice, Madi, Magisteri, Martina Ravetta, Simone Villa, Gemma Grimoldi (stand up) e molti altri talenti della nuova scena locale.
Un’anteprima che è già festa
La Notte Rossa Barbera anticipa il Salone, ma ha un’identità autonoma: è un inno alla rusticità e alla memoria, rilette con eleganza e consapevolezza contemporanea.
È un’occasione per attraversare Torino fuori dai circuiti abituali, scoprire quartieri, sostenere produttori e artisti emergenti, vivere la città in modalità lenta.
Un’esperienza immersiva, accessibile, intergenerazionale.
Prenotazioni
Direttamente presso le piole aderenti (contatti e schede complete su www.notterossabarbera.it).
Date menu: 19, 20, 21 febbraio 2026.
Live music: venerdì 20 febbraio.
Venti tavoli, venti palchi, venti calici.
La Barbera è pronta a raccontare, ancora una volta, la sua Torino.



