La Torino che non si ferma: mappa dei locali aperti ad agosto
Come ogni anno citiamo la lista di Leo Rieser con le aperture agostane.
Per la prima volta la gelateria Silvano di via Nizza terrà le serrande alzate anche a Ferragosto.
Caso straordinario o il sintomo di una città sta evolvendo?
La voce di chi ha scelto di restare
Alessandra Girardello, titolare da vent’anni della gelateria Silvano (aperta nel 1960), racconta a La Stampa un cambiamento che ha vissuto in prima persona.
Lo scorso anno il locale era rimasto chiuso proprio nella settimana più calda del mese; quest’anno la decisione è opposta, e la ragione è semplice: Torino è diventata una città turistica, e chiudere “sarebbe un delitto”.
Alcuni punti chiave del suo racconto:
I turisti hanno superato numericamente i residenti nei mesi estivi, e arrivano da Paesi sempre più lontani e inattesi (cita una famiglia dell’Honduras servita “per la prima volta”).
La gelateria, pur non essendo nel cuore del centro storico, intercetta il flusso pedonale tra Porta Nuova e il Museo dell’Automobile, complice anche la presenza nelle guide turistiche.
La scelta non è solo economica: per Girardello tenere aperto è un modo per “rendere la città viva e accogliente” per chi arriva da fuori.
L’adesione al piano comunale è passata da Ascom, l’associazione di categoria, che ha fornito la documentazione da inviare al Comune — un iter che l’anno scorso l’attività non aveva completato.
Qualche chiusura sporadica resterà comunque possibile, più per dare respiro al personale (e in base alle scorte di gelato) che per scelta strategica.
Girardello sintetizza bene il cambio di paradigma: da una città che “si svuotava” ad agosto a un tessuto commerciale che inizia a leggere l’estate come opportunità, non come pausa obbligata.
Zone e numeri: una città a due velocità
Un secondo articolo , sempre firmato da Pier Francesco Caracciolo per La Stampa, fotografa il fenomeno su scala cittadina attraverso la determina comunale pubblicata il 30 luglio, che elenca le attività aperte dal 10 al 22 agosto.
I numeri principali:
107 negozi e locali garantiranno il servizio nelle due settimane centrali di agosto, cinque in più rispetto all’anno precedente.
62 sono esercizi di vendita alimentare (panetterie, macellerie, latterie, gastronomie, discount, supermercati).
45 sono esercizi di somministrazione: bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie ed enoteche.
L’adesione al piano è volontaria: chi comunica la disponibilità è poi tenuto a rispettare il turno scelto, e l’elenco viene pubblicato sui canali del Comune per orientare chi resta in città.
Ma il dato più interessante riguarda la distribuzione geografica, che disegna una città spaccata in due:
Centro e Crocetta (Circoscrizione 1) concentrano da sole 22 tra bar, ristoranti e altri locali di somministrazione — il numero più alto in assoluto.
Borgo Po, San Salvario e Vanchiglia offrono anch’esse una scelta ampia, coerente con la loro vocazione di quartieri “vivi” anche fuori stagione.
Periferia Nord (Madonna di Campagna, Vallette) è invece la zona più in difficoltà: qui i negozi alimentari aperti “si contano sulle dita di una mano”, con un’offerta ridotta all’osso rispetto al resto della città.
Il quadro che emerge è quindi quello di una Torino turistica e “vivibile” nel suo cuore storico, ma ancora fragile nelle periferie, dove il servizio minimo (pane, latte, beni di prima necessità) resta un problema logistico più che commerciale.
Leo Rieser: la lista completa dei 161 locali
Come ogni anno il gastronomo e giornalista Leo Rieser ha lavorato al progetto “Aperti per Ferie”: offre una fotografia ancora più granulare, a livello di singola attività, con 161 nomi tra ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie ed enoteche torinesi, ciascuno con le proprie date di apertura o chiusura per agosto 2026.
Incrociando i dati, 77 locali su 161 (quasi 1 su 2) hanno dichiarato di restare aperti tutto il mese, senza soste.
È una percentuale che conferma la tendenza raccontata da Girardello: la chiusura estiva totale non è più la norma per una fetta rilevante della ristorazione torinese.
Tra i nomi spiccano indirizzi storici come Pepino (patria del gelato torinese), Antico Balon, Porto di Savona e Mercato Centrale, insieme a realtà più recenti come Otium Rooftop e i format street-food Berbere’ e Birrificio Piazza, segno che la scelta di restare aperti attraversa trasversalmente tradizione e nuova ristorazione.
Gli altri 84 locali dell’elenco hanno invece indicato finestre di chiusura più o meno ampie — alcune di pochi giorni (come Fratelli La Cozza o Recina, ferme solo il 15 agosto), altre più estese, fino a coprire l’intero mese come nel caso di Al Dente o Bottega Berti, chiusi già a inizio agosto.
Fonti: La Stampa, edizione Torino del 4 agosto 2026; elenco “Aperti per Ferie – Agosto 2026” della Città di Torino di Leo Rieser.




