DUME Trattoria Imperfetta: ma la perfezione non serve
Il locale di Galleria Umberto I continua a stupire e a crescere (bene).
C’è qualcosa di disarmante nel claim scelto da Edoardo Dumeri per il suo locale nel cuore di Torino: imperfetta.
In una città che porta addosso il peso aristocratico della sua storia sabauda, ammettere l’imperfezione è quasi un atto sovversivo. Eppure, varcata la soglia della Galleria Umberto I, ci si accorge subito che quella “imperfezione” rivendicata è in realtà la forma più onesta di un’ambizione gastronomica autentica.
Un salotto familiare al centro di Torino
Il locale è quello che gli americani chiamerebbero un neighborhood gem.
L’ambiente è descritto dai clienti come caldo, intimo, “soft e rilassato”, con una musica di sottofondo che non disturba la conversazione.
Il verde è ovunque, non come decorazione di tendenza ma come manifesto identitario: ogni elemento del design ricorda che qui si crede profondamente nel legame tra cucina e natura.
Il progetto nasce dall’idea di Edoardo Dumeri, che gestisce il locale insieme al figlio Giacomo e alla compagna Anna: una trattoria di famiglia, nel senso più nobile e strutturato del termine. Non è nostalgia, è continuità.
Jacopo Capelli come scelta strategica
Chi cucina da DUME non è un autodidatta romantico.
Jacopo Capelli, 27 anni, ha costruito la sua formazione tra ristoranti stellati di rango europeo: dall’Atman di Villa Rospigliosi con Igles Corelli (stella Michelin), passando per il Gran Caffè Quadri Alajmo a Venezia (stella Michelin), fino ad Azurmendi nei Paesi Baschi — tre stelle Michelin, uno dei templi della cucina basca contemporanea.
Questo curriculum si legge nel piatto senza ostentazione.
Il menu di primavera è una dichiarazione di principio: i tajarin al ragù e i plin della tradizione convivono con interpretazioni creative che non tradiscono mai il territorio piemontese.
La battuta di Fassona arriva dalla Macelleria Tibaldi di Bra; l’olio è del Frantoio Sant’Agata di Imperia; la pasta è di Alfieri o Peinetti.
La lista dei fornitori, stampata in fondo al menu, è uno dei gesti più trasparenti — e rari — che si possano incontrare in una trattoria italiana di questo livello.
DUME non si limita a dichiarare la propria sensibilità ambientale: la pratica quotidianamente attraverso la spesa al mercato, la riduzione degli sprechi e una filiera di fornitori locali selezionati con cura quasi maniacale.
Più di venti produttori — dalla Val Maira alla Pantelleria, da Mondovì a Novi Ligure — contribuiscono a costruire ogni piatto come una mappa del gusto regionale.
Questa coerenza non è banale. In un momento in cui il termine “sostenibile” è diventato un ornamento di marketing, DUME sembra aver capito che la credibilità si guadagna con i fatti — e con un elenco di fornitori verificabili.
Il consiglio
DUME Trattoria Imperfetta non cerca la perfezione perché ha scelto qualcosa di più difficile: l’autenticità.
È un posto in cui si mangia bene, ci si sente accolti e si esce con la sensazione di aver capito qualcosa in più sul Piemonte.
La lista dei vini è curata e dinamica, con possibilità di acquisto alla bottiglia.
I dessert sono stati segnalati da più clienti come una rivelazione .
In una città come Torino — che sa essere generosa con la sua offerta gastronomica — trovare un posto ancora capace di inserirsi con personalità in un mercato così competitivo nutrire è tutt’altro che scontato.
DUME Trattoria Imperfetta — Galleria Umberto I, Torino — dume.it




