Du Parc bistrot: a Torino è nata una nuova casa
Diego Dequigiovanni ha cambiato indirizzo. Ma ha portato con sé tutto quello che contava davvero.
C’è un momento, nella vita di un locale, in cui smette di essere un posto e diventa un punto di riferimento.
Il DUPARC Bistrot & Cocktail Bar — ospitato all’interno del DUPARC Contemporary Suites di corso Massimo d’Azeglio 21 — è ancora agli inizi, ma già sente il peso di quella responsabilità. E in un certo senso la porta bene.
L’uomo dietro al progetto
Se avete frequentato la scena gastronomica torinese nell’ultimo decennio, il nome Diego Dequigiovanni non ha bisogno di presentazioni.
Prima il Cambio di Matteo Baronetto, poi Luogo Divino — il wine bistrot di via Maria Vittoria aperto nel 2017 che trasformò un angolo di centro in pellegrinaggio obbligatorio per chiunque volesse mangiare bene senza indossare un abito.
Ora, con una squadra raccolta per affinità e per quello che lui stesso chiama, con lucidità quasi disarmante, “fattore C”, Dequigiovanni è approdato in un hotel.
Non è una capitolazione. È un’evoluzione.
Il luogo
L’hotel ha una storia che risale al 1971, quando l’architetto Laura Petrazzini e l’artista Corrado Levi immaginarono uno spazio domestico mascherato da struttura ricettiva.
Dagli anni Novanta delle liste d’attesa per i dirigenti della Torino industriale e gli attori del Regio, fino al restyling contemporaneo curato dallo studio BRH+ con la direzione artistica di Elisa Sighicelli e gli arredi Molteni&C: il Duparc ha cambiato pelle più volte senza perdere l’ossatura.
Il bistrot occupa l’ammezzato con ampie vetrate che portano il verde dentro la sala.
Il soffitto — un’opera geometrica in pannelli teal, azzurro e ocra che rompono la severità del cemento brutalista — è la prima sorpresa di una visita che ne riserva parecchie.
Le luci a sospensione scendono sui tavoli in legno scuro creando quella sensazione di intimità discreta che si cerca e raramente si trova.
Cosa si mangia
Il menu porta la firma dello chef Diego Sala Silva, già con Dequigiovanni ai tempi del Luogo Divino, e racconta una cucina italiana che non si fa problemi ad aprire la finestra sul mondo.
Il biglietto da visita è un cubetto di tapioca servito come benvenuto: piccolo, preciso, capace di dire molto sulla direzione del locale.
A pranzo il formato è democratico: piatto principale più antipasto o dolce a 20,90 euro, tutti e tre i portate a 24,90 euro — e non si tratta di cucina di compromesso.
Si assaggia la salsiccia di Fassona cruda in alga nori croccante, la lattuga romana grigliata con capperi e salsa orientale, gli gnocchi di manioca con ragù, i paccheri con crema di cavolfiore, il diaframma alla piastra. Tecnica d’alta scuola al servizio di un’atmosfera che rifiuta ogni ansia da prestazione.
Da mercoledì 8 aprile il bistrot è aperto anche a cena, con un conto stimato intorno ai 40-50 euro. La cantina, battezzata Memories, conta 150 etichette scelte personalmente da Dequigiovanni: “Tutti i vini hanno una storia da raccontare”.
Il bancone
Se la cucina è il cuore del locale, il cocktail bar è la sua anima sociale.
L’hanno costruito in due: Riccardo Rebesan, con un curriculum internazionale che include Londra e il Mandarin Oriental di Como, e Dario Boglioni, cresciuto tra il Piano 35 e il Bar Cavour. Due scuole diverse, una visione condivisa: l’ospite non è un pubblico, è il protagonista.
La carta celebra i grandi classici attraverso reinterpretazioni stagionali — un Americano all’anguria in estate, un Old Fashioned alle castagne in inverno — con il Vermouth torinese come colonna portante.
“Siamo a casa del Vermouth” ricorda Boglioni, e la cosa si avverte. Al bancone si può anche cenare: hummus di barbabietola, insaccati, chorizo, comté, giardiniera.
Domina la sala un’epigrafe marmorea dell’artista torinese Salvo che recita: “Più tempo in meno spazio.”
È quasi un manifesto. In un’epoca in cui i ristoranti sembrano gareggiarsi in velocità di rotazione dei tavoli, il DUPARC Bistrot sceglie deliberatamente il contrario.
DUPARC Bistrot & Cocktail Bar, Corso Massimo d’Azeglio 21, Torino.
Pranzo: menu da 20,90 / 24,90 euro. Cena: circa 40-50 euro.
Aperto anche per aperitivo e cocktail serali.
Questo articolo fa parte di una rubrica dedicata alla nuova ristorazione piemontese. Se ti ha incuriosito, condividilo con qualcuno che conosce Torino — o con qualcuno che vuole conoscerla.



