Tra le colline del Roero a pochi chilometri da Alba, il tempo scorre a ritmo di botte.
Centinaia di fusti di legno — barrique, tonneaux, ex botti di Porto, Madeira, Sherry, Rum, Tennessee Whiskey e Sauternes — riposano in silenzio in due cantine che chi vi entra descrive come una “cattedrale delle botti”.
Da settembre, per tre soli giorni, quel silenzio si aprirà al pubblico.
Somewhere Tours&Events, tour operator torinese specializzato nell’incoming in Piemonte, ha annunciato una collaborazione con l’Antica Distilleria Sibona di Piobesi d’Alba: tre aperture esclusive il 26 settembre, il 17 ottobre e il 14 novembre 2026, con visite guidate in italiano e inglese al mattino e al pomeriggio, chiuse da una degustazione delle “Eccellenze Sibona”, dalle grappe monovitigno e riserva agli amari fino al Vermouth di Torino.
Un territorio raccontato attraverso il fuoco, non solo il vino
La scommessa della partnership è culturale prima che commerciale: raccontare Langhe e Roero — Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2014 — attraverso una chiave di lettura ancora poco esplorata dal turismo, quella della distillazione, arte strettamente legata alla cultura vitivinicola piemontese.
“Il turismo incoming contemporaneo ricerca sempre più esperienze autentiche, capaci di mettere il visitatore in contatto con le persone, le produzioni e i saperi che rendono unico un territorio”, ha dichiarato Laura Audi, CEO e Direttore Tecnico di Somewhere Tours&Events, che è anche Presidente di FIAVET Piemonte, l’associazione dei tour operator della regione.
“La collaborazione con Distilleria Sibona permette di raccontare Langhe e Roero oltre i percorsi più conosciuti, facendo scoprire come la grande cultura del vino piemontese continui anche attraverso l’arte della distillazione”.
Dopo la vendemmia, le bucce d’uva dei vitigni che hanno reso famoso il Piemonte — Nebbiolo, Barbera, Moscato, Arneis, Dolcetto — arrivano in distilleria e vengono distillate fresche, al momento del loro arrivo.
Una locomotiva a vapore e la licenza numero 1
La Sibona è una delle distillerie più antiche e rispettate d’Italia.
La tradizione la colloca agli inizi del Novecento — diverse fonti indicano il 1900 come anno di fondazione, un dato però che l’azienda stessa non conferma ufficialmente — sorta nella stessa area di una vecchia fornace per laterizi a Piobesi d’Alba, nel cuore del Roero.
Il dettaglio più affascinante della sua storia industriale è il macchinario con cui tutto ebbe inizio: la distillazione partì utilizzando una vecchia locomotiva a vapore, che in seguito lasciò spazio agli alambicchi in rame ancora oggi cuore della produzione.
Ma il vero vanto dell’azienda è burocratico prima che simbolico: la Licenza di Distillazione n. 1, la prima mai rilasciata nel Paese dall’U.T.F., l’ufficio tecnico di finanza che sovrintendeva a tutte le operazioni nelle distillerie e che oggi ha eredità nell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).
Un numero — “N. 1”, che campeggia ancora nel logo dell’azienda — che testimonia un secolo di presenza ininterrotta in un settore dove la continuità è la forma più rara di eccellenza.
Tre maestri distillatori e l’arte di scartare
Oggi la Sibona produce con metodo artigianale, guidata da tre enologi-maestri distillatori con decenni di esperienza.
La filosofia è fatta di precisione e scarto: di ogni distillazione vengono eliminati teste e code, e solo il “cuore” del distillato passa all’affinamento in tonneaux e barriques, molte delle quali hanno precedentemente contenuto Porto, Madeira, rum o whisky.
È questa la ricetta delle grappe riserva che hanno portato l’azienda sui palchi internazionali: la Grappa Riserva Botti da Porto ha vinto il “Spirit Gold Outstanding” all’International Wine & Spirit Competition, mentre la Grappa XO — nata da vinacce di Nebbiolo e Barbera e affinata per oltre sei anni in tonneau, secondo l’azienda, e oltre dieci in rovere francese secondo i giudizi della competizione — è considerata tra le espressioni più raffinate della categoria.
La rivista britannica Club Oenologique l’ha inserita tra i top 50 produttori di spiriti al mondo.
Accanto alla tradizione, anche l’innovazione: il Civico 10 Vermouth di Torino Rosso Superiore, realizzato con vigne locali e botanici piemontesi, rappresenta l’evoluzione contemporanea della cultura dell’aperitivo italiano.
Un modello di turismo che guarda oltre la degustazione
L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia di Somewhere Tours&Events: costruire offerte di incoming legate alle eccellenze produttive piemontesi, capaci di allungare la permanenza dei visitatori e valorizzare il rapporto tra paesaggio, cultura materiale e gastronomia, intercettando sia il pubblico italiano sia i turisti internazionali del food and wine tourism.
Le tre giornate — sabato 26 settembre, sabato 17 ottobre e sabato 14 novembre — prevedono il ritrovo presso la distilleria di Piobesi d’Alba, il racconto della storia dell’azienda, la visita agli spazi di affinamento e invecchiamento e la degustazione finale.
Prenotazioni tramite Somewhere Tours&Events (334 6758551 / 011 6680580, booking@somewhere.it).
In un territorio che il mondo conosce soprattutto per Barolo, Barbaresco e tartufi, la scommessa è che anche la grappa — “ogni goccia racconta un territorio e ogni sorso custodisce il tempo” — possa diventare esperienza turistica.



