Cà Mariuccia: nuova cantina, nuovo chef e un modello agricolo che guarda alla città
Ad Albugnano, sulle colline dell'Astigiano, la stagione 2026 segna una svolta per uno dei progetti rurali più ambiziosi del Piemonte.
Ci sono luoghi che non si limitano a esistere: producono idee, generano comunità, ridisegnano il rapporto tra chi coltiva e chi mangia.
Cà Mariuccia, nata nel 2016 ad Albugnano — quella che non a caso viene chiamata “il balcone del Monferrato” — è uno di questi luoghi.
Definirla semplicemente ristorante o cascina sarebbe riduttivo: è un ecosistema rurale fondato sull’agricoltura rigenerativa, sulla tutela della biodiversità e su una visione del cibo come atto politico e culturale.
Con la stagione Primavera-Estate 2026, quella visione si concretizza in un salto qualitativo deciso.
La cantina: dove il Nebbiolo trova la sua casa
Il 10 aprile scorso, Cà Mariuccia ha inaugurato ufficialmente la propria Cantina Degustativa, nuovo cuore enologico della cascina.
Non si tratta di un semplice spazio per gli assaggi: la cantina nasce come luogo di incontro tra il vino e la cucina agricola, con al centro la denominazione Albugnano DOC — un Nebbiolo in purezza ancora poco conosciuto al grande pubblico, ma capace di raccontare con straordinaria precisione il paesaggio collinare astigiano.
Cà Mariuccia è protagonista attiva di questa storia enologica sin dal 2017, anno in cui ha fondato e sostenuto il progetto Albugnano 549.
La nuova cantina materializza questo impegno in uno spazio fisico: un tavolo pupitre da 22 posti pensato per degustazioni guidate, serate tematiche e cene a quattro mani con chef nazionali e internazionali.
All’interno verranno affinati formaggi e salumi da fornitori contadini selezionati, disponibili anche per la vendita diretta.
Tra le iniziative in cantiere, un club esclusivo dedicato alla cultura del Nebbiolo, aperto a produttori e appassionati che condividono l’attenzione alle piccole denominazioni come presidio di biodiversità enologica.
Lo spazio sarà aperto il venerdì e il sabato sera, e la domenica pomeriggio.
Stefano Malvardi: una cucina che non mente
La seconda grande novità della stagione ha un nome preciso: Stefano Malvardi, Executive Chef di Cà Mariuccia dall’inizio del 2026.
Il suo curriculum parla di una formazione internazionale con tappe importanti in Francia, affiancata da un solido percorso italiano: socio e chef del ristorante Quanto Basta a Torino, Sous Chef presso Spazio 7 (stellato Michelin), poi quattro anni alla guida de La Valle a Trofarello.
Ma è la filosofia che lo distingue, più che il curriculum. Malvardi costruisce una cucina radicale nel senso più letterale del termine: radicata nel territorio, stagionale per convinzione e non per moda.
Niente pesce di mare, niente importazioni — al loro posto, rane e tinche, erbe spontanee come aglio orsino e luppolo selvatico, tagli animali “non pregiati” valorizzati con rispetto ed etica.
L’obiettivo dichiarato è coprire l’80% del fabbisogno del ristorante attraverso le sei serre attive e i futuri allevamenti interni della cascina, realizzando un vero ciclo chiuso e sostenibile.
Dalla terra alla città: cassette agricole e orti partecipati
La terza novità spinge Cà Mariuccia oltre i confini fisici della cascina. Con il lancio delle Cassette Agricole e del progetto degli Orti Rigenerativi Partecipati, la cascina prova a ridefinire il legame tra campagna e metropoli.
Le cassette — disponibili in quattro formule (Studente, Famiglia, Dispensa, Libera) — portano direttamente in città gli stessi prodotti freschi, formaggi, salumi e trasformati serviti in tavola ad Albugnano, con prezzi tra i 18 e i 35 euro per 5-10 kg di prodotti.
La distribuzione su Torino è già attiva con tre punti di ritiro: Moncalieri (Leroy Merlin), Via Borgo Dora e zona San Paolo.
Il sistema si ispira al modello CSA — Community Supported Agriculture: il consumatore non è un cliente, ma un sostenitore del progetto, con la possibilità di sottoscrivere abbonamenti settimanali, mensili o annuali.
A giugno si aggiunge il capitolo degli Orti Rigenerativi Partecipati: circa 60 famiglie potranno gestire piccoli appezzamenti all’interno della cascina, in collaborazione con la cooperativa Rigeneriamo e con il supporto tecnico di Leroy Merlin.
Un modello replicabile di agricoltura condivisa, dove sostenibilità ambientale e inclusione sociale si incontrano concretamente.
Il calendario della stagione: cosa fare ad Albugnano
Con la nuova stagione riparte anche il menù alla carta, disponibile da mercoledì a sabato, dalle 12:00 alle 14:30.
Una cucina che si autodefinisce Trattoria Contemporanea: la tradizione non come reperto da museo, ma come linguaggio vivo centrato sulla componente vegetale autoprodotta.
Le altre esperienze in calendario:
Brunch Agricolo Domenicale — ogni domenica dalle 12:30, tavolate condivise con antipasti contadini, carni alla fiamma e verdure dell’orto (50€ adulti, 25€ bambini fino a 12 anni, acqua inclusa).
Brace sotto le Stelle — venerdì e sabato sera dalle 19:00 in aia, con carni alla fiamma, interpretazioni creative dell’orto e atmosfera musicale.
Offerta Corporate — sala, aia, orto e laboratori di arte bianca a disposizione delle aziende per team building e meeting esperienziali a contatto con la terra.
Cà Mariuccia (sito), Fraz. San Emiliano, 2 – 14022 Albugnano (AT).
Tel: +39 3357507496, info@camariuccia.it



