Asti: Remix It! — Quando la bollicina piemontese incontra il dancefloor
Una serata a Castell'Alfero, pizza al padellino, quattro cocktail inediti e una domanda senza precedenti: può l'Asti DOCG scalzare la Coca-Cola dalla tavola dei ventenni?
C’è qualcosa di profondamente piemontese nell’idea di prendere un classico e restituirlo al mondo rinnovato, senza che ci si accorga di aver perso nulla dell’originale.
È quello che i musicisti chiamano remix. Ed è precisamente quello che accadrà martedì 7 luglio nel maniero medievale di Castell’Alfero, sulle colline astigiane, dove il Consorzio dell’Asti DOCG, la pizzeria Fuoritempo di Canale d’Alba e l’agenzia Blulab lanceranno “ASTI: REMIX IT! — Pizza & Asti DOCG”: una cena-evento che è, al tempo stesso, un manifesto generazionale e un esperimento di marketing enologico tra i più audaci degli ultimi anni.
La serata si terrà presso Alea, il ristorante ospitato all’interno del castello, alle 20.00 con DJ set sulla terrazza panoramica e cena a partire dalle 20.30, al costo di 45 euro a persona.
Il problema: chi beve cosa in pizzeria
Prima di capire il progetto, occorre capire i dati che lo hanno generato.
Fuoritempo e Blulab hanno analizzato le abitudini di consumo di circa 30.000 clienti all’anno tra il 2023 e il 2024, stratificandoli per fascia d’età.
Il risultato è una fotografia impietosa: i giovani tra 18 e 25 anni vanno in pizzeria e ordinano bibite. Birra e bibite dominano la scena tra i 26 e i 35 anni. Il vino entra davvero in gioco soltanto oltre i 36 anni.
Il dato non è sorprendente, ma nella sua platitudine nasconde un’opportunità enorme.
Secondo la “Guida HoReCa Italia” di CGA by NIQ del 2024, il 74% degli italiani indica la pizzeria come il proprio luogo di ristorazione preferito, per un fatturato annuo di settore che sfiora i 15 miliardi di euro.
In questo oceano di consumo informale, il vino è quasi assente tra chi ha meno di 35 anni.
Non perché non piaccia — ma perché nessuno lo ha mai proposto in un linguaggio che quella generazione riconosce come suo.
Il Remix come metafora
Il nome del progetto non è casuale, né puramente evocativo.
Fuoritempo e Blulab (l’agenzia creativa dietro al concept) lo hanno scelto con precisione quasi accademica.
Nella cultura della musica elettronica, un remix è l’atto di prendere un classico del passato — un brano con un’identità forte e riconoscibile — e restituirlo al presente attraverso un linguaggio contemporaneo.
Non si tradisce l’originale: si espande il suo pubblico.
L’Asti DOCG ha tutto per funzionare come materia prima di questo remix: è vino dell’anno per la Regione Piemonte, prodotto simbolo di un territorio le cui cantine sotterranee a Canelli sono Patrimonio UNESCO dell’Umanità.
Eppure nella percezione dei giovani adulti è rimasto intrappolato in un’estetica da brindisi di Capodanno, distante anni luce dal tumbler alto e dal DJ set.
Il progetto punta esattamente su quel gap, armandosi di easy mixology, bicchieri highball e payoff in inglese — scelte precise per “spostare il focus dal mondo del vino a quello della mixology” e aprire a uno sviluppo internazionale.
I quattro cocktail
Il cuore tecnico del progetto sono quattro ricette di easy mixology — semplici da realizzare, senza bisogno delle competenze di un bartender professionista — che mantengono l’Asti DOCG come ingrediente principale, alleggerendone il profilo e rendendolo adatto all’abbinamento col cibo.
ASTI BITTER: la proposta più pulita, pensata per l’aperitivo. Abbina la mineralità della tonica alla bollicina aromatica del Moscato, smorzandone la dolcezza residua. In tavola accompagna la pizza Roccaverano e Pesche: Roccaverano DOP, pesche grigliate, nocciole tostate e maggiorana.
ASTI VIBES: è il drink più sofisticato della quaterna, e probabilmente il più simbolico: unisce due denominazioni piemontesi in un solo bicchiere, ed è già stato riconosciuto dalla Regione Piemonte come rappresentativo dell’easy drinking regionale.
L’abbinamento è con la pizza Bagnetto e Lingua — bagnetto giallo, verde e rosso e carpaccio di lingua — un piatto che racconta il Piemonte più autentico attraverso una delle sue salse più antiche.
ASTI PINK: il colore rosato e la vivacità agrumata lo rendono il cocktail più immediatamente fotogenico e accessibile, pensato per un pubblico che arriva dall’universo dei soft drink.
Accompagna la pizza Zucchine e Acciughe: fiordilatte, zucchine, acciughe marinate, maionese di acciughe e tuorlo grattato.
ASTI BEER: il più radicale dei quattro, e forse il più strategico nella sua provocazione: dialoga direttamente con la birra, che è il principale avversario dell’Asti in pizzeria tra i 26-35enni.
Bosio Caratsch non è una scelta qualsiasi: fondato a Torino nel 1845, è il marchio del più antico birrificio d’Italia, riportato in vita nel 2022 dal birrificio Soralamà di Vaie.
In abbinamento, la semplicità assoluta della Regina Margherita: fiordilatte, salsa di pomodori al forno, pomodorini gialli al forno.
Chi c’è in cucina — e sotto la cucina
La serata del 7 luglio vede convergere alcune delle realtà più interessanti dell’enogastronomia piemontese contemporanea.
Gli impasti sono firmati da Davide Di Bilio, fondatore di Fuoritempo: farina evolutiva semintegrale macinata a pietra, 100% biologica da grani antichi, con le lunghe fermentazioni che hanno valso alla pizzeria i Tre Spicchi del Gambero Rosso e la presenza in 50 Top Pizza e Identità Golose.
I topping sono opera degli chef Alessandro Bartoli e Giulio Canavese di Alea, che si sono conosciuti nelle cucine del Disfrutar di Barcellona — uno dei migliori ristoranti al mondo — e hanno scelto di tornare in Piemonte per sviluppare una cucina contemporanea radicata nel territorio.
La location stessa contribuisce alla narrazione: il castello medievale di Castell’Alfero non è uno spazio neutro, ma un atto di posizionamento.
Il progetto vuole essere piemontese fino all’osso, in ogni suo strato.
Per la miscelazione, i partner sono Cocchi — fondata ad Asti nel 1891, oggi riferimento internazionale per il Vermouth di Torino — e J. Gasco, il marchio torinese di premium mixer le cui toniche sono usate da bartender in tutta Italia e all’estero.
Il progetto continua: luglio–settembre a Canale
La cena del 7 luglio è il debutto ufficiale, ma non la fine.
Da metà luglio a fine settembre 2026, i quattro drink saranno disponibili nel menu della pizzeria Fuoritempo di Canale d’Alba, che nei mesi estivi accoglie una significativa presenza di visitatori stranieri — un contesto ideale per raccogliere feedback da un pubblico eterogeneo e per testare la tenuta internazionale del progetto.
L’evento del 7 luglio 2026 si terrà ad Alea Ristorante, Castello di Castell’Alfero, Piazza Castello 2 – Castell’Alfero (AT).
Prenotazioni e informazioni: media@fuoritempo.com
Articolo scritto con il supporto di Claude Sonnet 4.6 Thinking.



