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Villa Ottolenghi Wedekind e il Piemonte da costruire

Abbiamo visitato la rinnovata Villa Ottolenghi Wedekind. Alzi la mano chi l’ha visitata o la conosce?

Un altro luogo (dopo le Cattedrali Sotterranee di Canelli) conosciuto da una sparuta nicchia di appassionati, ed in grado di attirare più stranieri che italiani.

La storia della Villa Ottolenghi Wedekind parte nel 1920, quando i Conti Ottolenghi (Arturo e Herta von Wedekind zu Horst) affidarono la progettazione prima a Federico d’Amato e poi al celebre architetto Marcello Piacentini.

Dal 2006 la Villa è azienda vinicola, su impulso degli attuali proprietari, ovvero la famiglia Invernizzi (Lurisia Acque Minerali): da qui escono le etichette “Drago di Monterosso” (spumante brut rosé da uve Nebiolo), la “Forza della Natura” (Monferrato doc da uve Syrah) e il “Giardino di Kiki” (da uve Sauvignon).

Villa Ottolenghi Wedekind domina Acqui Terme, in mezzo ad un territorio dalle grandi potenzialità turistiche ma ancora sottovalutato.

Proprio per essere un primo tassello del riposizionamento turistico dell’area, la dimora è entrata sul portale My Castle, con l’ambizione di diventare sito di ospitalità e punto di riferimento per il turismo alto spendente.

Un passaggio reso indispensabile dalla volontà della proprietà di limitare i costi di gestione ma anche di rappresentare un nuovo punto di riferimento per la valorizzazione del territorio. Operazione agevolata anche dal cambio di gestione (speriamo stabile) delle Regie Terme di Acqui.

Acqui Terme si trova nel Monferrato e in Provincia di Alessandria, vicino a Nizza Monferrato ma anche a Canelli. Una zona votata all’enogastronomia ma che risente ancora della forte concorrenza e del lavoro strategico su Turismo e lifestyle delle Langhe.

L’apertura della villa all’ospitalità di charme è un primo passo verso una nuova direzione per il turismo del territorio.

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