Eventi sul cibo

La Vendemmia a Torino è poco Social

Una Vendemmia a Torino poco “Social”.

Questa è la nostra critica costruttiva ad un evento che ha sicuramente dimostrato di avere del potenziale di crescita importante, ma che ha bisogno (nel 2018) di un deciso cambio di passo nel Digitale e nel Social marketing.

Secondo nostre analisi attraverso il tool Keyhole, gli hashtag ufficiali #vendemmiaTorino e #grapesintown hanno registrato su Twitter ed Instagram 472 post da 222 users, producendo una reach totale (il numero di individui o account unici che hanno avuto la possibilità di vedere un certo oggetto sociale) di 721.084 unità.

Le impressions totali (il numero di volte che un certo oggetto sociale (post, tweet, foto, video) ha avuto la possibilità di essere visto da un certo pubblico. Esprime un valore potenziale, potremmo dire lordo, nel senso che non tiene conto della frequenza del messaggio pubblicato, dei metodi di visualizzazione dello stesso, della duplicazione dell’audience) sono state 2.699.755.

Il giudizio sui numeri? La Digital Agency SocialITA (partner di Eat Piemonte) per il secondo anno consecutivo ha curato la copertura sociale e digitale della manifestazione Di Freisa In Freisa (#difreisainfreisa) e con un budget dedicato ha prodotto (solo su Twitter) oltre 13 milioni di impressions.

Ancora più impietoso il confronto social con la manifestazione Milano Golosa (14-15-16 ottobre) con la sua reach di 856.377 unità ed impressions di 4.084.717 unità.

La nostra non vuole essere una critica distruttiva.

Ma è necessario pensare ad un budget dedicato, anche per supportare enti come Turismo Torino o Piemonte Marketing, realtà che hanno al loro interno risorse preparate per la gestione ed organizzazione di Blog tour soprattutto verso influencer stranieri provenienti da mercati sensibili per le esportazioni di vino piemontese.

Se Vendemmia a Torino non si trasforma (e velocemente) in una manifestazione attrattiva per un target estero di wine-lovers non ha molto senso di esistere.

E lo può diventare velocemente solo attraverso la gestione strategica dei social e del digital marketing, sempre più lontani da essere un giocattolo o una moda.

Ma se si pensa che questa partita la possano gestire solo gli Instagramers (che hanno fatto comunque un ottimo lavoro) forse è necessario un ripasso teorico.

 

 

Vendemmia a Torino: il comunicato

Quasi 14.000 sono stati i passaggi registrati nel weekend della prima edizione dell’evento
Vendemmia a Torino – Grapes in Town, che ha portato il meglio dell’enologia regionale nei palazzi
e residenze storiche, musei e gallerie.

Oltre 3.600 le degustazioni effettuate presso gli stand degli oltre 70 produttori presenti, più di 8.000 gli ingressi di coloro che hanno scelto la proposta culturale e artistica ai Giardini Reali, al MAO, al Museo del Duomo, a Villa della Regina, alle gallerie d’arte – per citare solo alcune delle location.

Anche i convegni e gli incontri che si sono svolti in città hanno riscontrato un buon successo di pubblico, con circa 1.000 partecipanti nei due giorni di evento. Soddisfazione anche per gli appuntamenti di Portici divini – Le eccellenze vitivinicole del torinese.

“I buoni risultati ottenuti confermano la qualità della manifestazione e la capacità di cultura ed
enogastronomia di rappresentare importanti elementi di attrazione – ha commentato Antonella
Parigi, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte – il nostro impegno è ora quello di
far crescere la manifestazione per le prossime edizione, racchiudendo queste due vocazioni di Torino, quella culturale e quella enogastronomica, perché la città sia sempre più alleata degli altri territori, e con l’obiettivo di far diventare il Piemonte un punto di riferimento nazionale”.

 

Vendemmia a Torino: il Bando e il ruolo dei privati

Il Bando di Gara della Regione Piemonte prevedeva una base di partenza di 100.000€ per l’edizione 2017, con assegnazione alla migliore offerta economica sulla base di un impegnativo lavoro progettuale e comunicativo.

La vincitrice Eventum, a nostro parere, ha sicuramente dato il meglio nella gestione delle location (personale gentile e presente) e nella comunicazione istituzionale. Da migliorare la parte di gestione social e di Influencer marketing, sempre più centrale nel mondo del vino e dell’enoturismo.

Un grande plauso, comunque, alla collaborazione fra privati (il Gruppo Damilano e altri negozi su via Gramsci hanno fatto un ottimo lavoro), Associazioni di via (Via Baretti su tutti), Camera di Commercio di Torino e Consorzi che hanno dimostrato come in poco tempo si può dare vita ad una buona manifestazione.

Come detto sopra Vendemmia a Torino deve diventare la sintesi ed il momento di maggiore visibilità per tutta una serie di iniziative territoriali sempre più vive.

Con l’obiettivo di comunicare, però, non al solito cortile di casa ma a chi il vino lo compra e lo ama (soprattutto all’estero).

I benchmark sono Fiera Internazionale del Tartufo bianco d’Alba e Collisioni.

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