Economia e analisi

Turismo vegano: Torino meglio di Berlino e San Francisco?

Il turismo vegano e l’accoglienza di questa nicchia di turisti è importante per il business.

L’inglese The Independent, all’interno di una sua classifica delle 10 migliori città vegan friendly, indica Torino al primo posto (qui link all’articolo originale).

La città supera Berlino, San Francisco, Tel Aviv e perfino Chennai. Fuori da ogni logica ideologica, possiamo definirlo un successo.

Il quotidiano inglese pubblica anche un link di Turismo Torino con una lista di locali vegan friendly, e censisce in oltre 30 locali il numero di attività vegetariane e vegane presenti sul territorio.

Il turismo vegano, una delle sottosezioni del turismo enogastronomico, è ormai un’interessante voce di ricavo per il settore. E i collegamenti (soprattutto invernali) fra Piemonte ed Inghilterra favoriranno ulteriori arrivi.

Nel nostro post sui consigli enogastronomici, indicavamo 5 indirizzi che, a nostro parere, rappresentavano il meglio su piazza:

ARTICIOCC: gastronomia vegetariana con take-away e piccolo servizio catering;

CHIODI LATINI NEW FOOD: un temporary restaurant posto al piano superiore di Villa Somis. Promosso da Antonio Chiodi Latini è un luogo di ricerca, non certo un locale modaiolo che sfrutta il momento di celebrità del veganesimo (sono in arrivo novità interessanti…);

ORYZA: risotto, risotto e ancora risotto. Se escludiamo la farinata, la pietanza della tradizione per il celiaco é il classico risotto e a Torino pare che ci si dedichi questo locale;

L’ORTO GIA’ SALSAMENTARIO: cucina vegana e crudista, in poco tempo diventato punto di riferimento del genere;

SOUL KITCHEN: per l’originalità e qualità delle materie prime.

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