Economia e analisi

Spumante piemontese: la RAI lo dimentica

Spumante piemontese come un nobile decaduto? La trasmissione RAI “Petrolio”, condotta da Duilio Giammaria, parlando del mondo delle bollicine italiano ha citato Prosecco, Trento DOC e Franciacorta. Nulla nè su Canelli, nè sul Moscato d’Asti nè su Alta Langa. La trasmissione è stata mandata in onda a fine dicembre.

Fin qui la cronaca. Le reazioni del Sindaco di Canelli Marco Gabusi sono state pronte, attraverso un invito al giornalista RAI a visitare le terre dello spumante italiano. E’ bene ricordare che le “Cattedrali sotterranee” di Canelli sono patrimonio UNESCO dell’umanità e che questo territorio vide Carlo Gancia intuire le potenzialità dello spumante italiano.

Spumante piemontese: GAP di comunicazione?

Passati i soliti cinque minuti di vittimismo piemontese, di presa d’atto di dimenticanza giornalistica la domanda è una sola. Perchè?

Su La Stampa di ieri, Oscar Bielli spiega che l’indignazione deve fare posto alla riflessione. Forse qualcosa nel processo di marketing e comunicazione non sta funzionando. Le singole aziende, per quanto grandi e prestigiose (Fontanafredda, Cantine Bosca, Coppo, Gancia, Contratto) non possono vincere da sole la lotta all’attenzione del cliente.

E’ necessaria una strategia generale di “sistema” con i Consorzi a fare la parte del leone. Il territorio della Franciacorta sta facendo esattamente questo, basta pensare la visibilità del loro spazio ad Expo 2015.

La guerra dello spumante piemontese non è persa, certo si stanno perdendo molte battaglie. Canelli ha una grande potenzialità turistica incoming (attirare turisti dall’estero), ma per la percezione pubblica solo la Langa è patrimonio UNESCO (e non è così). Anche una DOCG dal potenziale immenso come Alta Langa fatica a tenere il passo con le corazzate Prosecco e Franciacorta.

Soluzioni?

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