Economia e analisi

Salone del Gusto: quali ricadute per Torino e Piemonte?

Salone del Gusto 2016: quali sono state le ricadute per il territorio di Torino?

Oggi Slow Food i partner della manifestazione tenutasi a Torino dal 22 al 26 settembre 2016 (per la prima volta in modalità plen air) hanno “dato i numeri”, svelando le ricadute economiche, sociali ed ambientali per la Città.

Afferma Slow Food: “stando ai dati raccolti tra 448 esercizi commerciali della città, emerge come l’evento abbia portato un incremento del lavoro sul territorio. La maggioranza delle persone si è fermata a Torino più di un giorno, con una spesa media di 38 Euro.

Risultano positivi anche i dati relativi all’utilizzo di bus turistici all’interno della città, metropolitana, taxi e dell’Aeroporto di Torino, che registra una crescita di passeggeri pari al 30% rispetto all’edizione 2014.

Considerando gli afflussi complessivi riportati dalle fonti di stampa (che oscillano tra 750.000 e 1.000.000 di persone) che, avendo valori differenti, generano risultati diversi, si stima che l’impatto economico oscilli tra i 28 e i 38 milioni di Euro sulla città di Torino. In ogni caso è evidente l’aumento della ricaduta economica generata dalle spese del pubblico sul territorio, se confrontata con i 9,2 milioni di Euro stimati per l’edizione 2012″.

Rilevata anche l’attività sui Social. Le discussioni su Twitter hanno dato vita a 23.612 tweet coinvolgendo circa 200 milioni di followers diretti e indiretti da molti Paesi e insieme agli altri social comunemente utilizzati hanno trasformato Torino nei giorni dell’evento in un Hub per la rete sul tema del cibo.

Ancora Slow Food: “durante Terra Madre Salone del Gusto 2016, all’interno di quattro ambiti progettuali, sono state messe in atto 67 azioni in collaborazione con oltre 40 partner. Terra Madre Salone del Gusto, nella nuova formula in città e ad accesso libero, ha condiviso principalmente contenuti, restituendo valore al cibo e a tutti gli attori che contribuiscono alla sua creazione.

Il 52% dei visitatori intervistati ha dichiarato di aver partecipato ad almeno una delle edizioni passate, mentre per il 48% si è trattato della prima volta. I princìpi condivisi sul piano ambientale, sociale e culturale si sono affermati come bene comune da coltivare e condividere insieme”.

Le rilevazioni fanno parte del progetto Systemic Event Design (SEeD), spiegato qui.

Qui il report economico e sociale di Slow Food sul Salone del Gusto 2016.

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