Economia e analisi

Olio di Palma: Ferrero contro COOP

Olio di Palma. Il grande accusato, il grande spauracchio, la grande leva di marketing che molte aziende stanno utilizzando per motivare (spaventare?) il consumatore.

Questo blog non ha gli strumenti culturali e scientifici per prendere una posizione netta sulla salubrità dell’Olio di Palma. Ad ogni lettore la libertà di informarsi ed avere un’opinione. Già il 20 giugno 2015, in un post, tentavamo di spiegare alcuni luoghi comuni sull’Olio di Palma non veri, ed iniziare a capire il perchè della campagna di demonizzazione contro la Nutella.

E qui inizia la cronaca dei giorni nostri. Due grandi realtà economiche del grande consumo hanno posizioni opposte sull’argomento. E una delle due sta utilizzando la leva della paura per influenzare i consumatori.

Parliamo di COOP Italia, che sostiene di aver eliminato l’Olio di Palma da tutti i suoi prodotti a marchio (qui il loro sito). Si legge che: “il processo di sostituzione dell’olio di palma ha privilegiato l’impiego di oli monosemi, tra cui anche olio di oliva ed extravergine, che nutrizionalmente sono più equilibrati rispetto al palma (ricco in grassi saturi). Una scelta che si colloca all’interno di una politica sulla corretta alimentazione che Coop ha sempre suggerito, promuovendo la riduzione di tutte quelle sostanze, come i grassi, il sale e gli zuccheri che, se assunte in quantità elevate, possono causare problemi alla salute, e sottolineando l’importanza di fare regolare attività fisica e seguire uno stile di vita sano e una dieta varia ed equilibrata”.

Dalla parte opposta della barricata la Ferrero S.p.a., che con un certo coraggio e coerenza continua a sostenere la scelta di utilizzare Olio di Palma. E che questa scelta non sia dannosa per il consumatore, anzi. L’azienda albese rivendica 70 anni di storia e di ricerca della qualità.

Nei giorni scorsi ha parlato su MarkUp il Presidente di Ferrero Commerciale Italia, Alessandro D’Este. Parole coerenti con il messaggio aziendale, ben visibile anche sul sito e che tenta di mettere in campo la scienza per dimostrare al consumatore la bontà della propria strategia produttiva (qui materiale).

Spulciando nel sito di Ferrero, si può anche leggere il reportage del giornalista Luca Conti sulla filiera dell’Olio di Palma della società albese.

Ferrero guarda sempre con maggiore preoccupazione l’ondata di comunicazione negativa di altre aziende contro l’Olio di Palma.

La questione investe pesantamente il fattore reputazionale dei marchi. Se COOP Italia ci dice che “la Coop siamo noi”, Ferrero mette sul tavolo 70 anni di attività e rapporto con il consumatore.

Al consumatore l’arduo compito di scegliere a chi credere. Mettendo sulla bilancia una vera ricerca delle informazioni (più fonti, ricerca di persone qualificate) e di non farsi prendere dal panico.

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