Economia e analisi

Nocciola di Langa ma non delle Langhe

La nocciola è un’icona piemontese. Ingrediente chiave in pasticceria e gastronomia, la nocciola identifica il Piemonte esattamente come il Barolo. E’ un’associazione mentale quasi automatica per i foodies.

E la nocciola piemontese è la Langa. Da Ferrero fino al più bravo artigiano cioccolatiere, impossibile non rifornirsi da noccioleti langaroli (se si vuole lavorare con un prodotto veramente premium).

Ma di fronte al riconoscimento di IGP (indicazione geografica protetta) per la Nocciola Piemonte, i produttori hanno dovuto rinunciare alla dizione “Tonda gentile Langa” e utilizzare quella disciplinare “Tonda gentile trilobata”.

Dal sito del Consorzio: “La varietà di nocciolo coltivata in Piemonte è la Tonda Gentile Trilobata. La cui produzione è concentrata nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria, in un areale compreso tra le colline delle Langhe, del Roero e del Monferrato. La denominazione I.G.P. garantisce agli utilizzatori ed ai consumatori la qualità e l’autenticità del prodotto”.

Il Ministero delle Politiche Agricole ha inserito la dizione contenente “Langa” nel Registro nazionale delle varietà di piante da frutto, permettendo a tutti i produttori sul suolo nazionale di utilizzare appunto Langa (ovviamente su prodotti provenienti da quella varietà vegetale).

In parole povere, tutti gli investimenti fatti sulla percezione mentale di Langhe sul consumatore (marketing territoriale, UNESCO, storia) andranno a beneficio anche di altri produttori italiani. Ma la nocciola proveniente dalle Langhe (la Nocciola Piemonte) non potrà utilizzare la dizione “Langa”.

Alberto Cirio denuncia con forza lo scippo, sottolineando l’illegalità di associare un’area geografica ad una varietà vegetale.  il Vice Ministro Andrea Olivero giustifica la decisione come difesa italiana contro ulteriori scippi ma dall’estero. Qui la sua dichiarazione:

“In tutte le occasioni ho infatti ribadito che il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali avrebbe rinunciato a iscrivere tale denominazione, da sempre utilizzata su tutto il territorio nazionale, solo quando avessimo avuto la certezza che in nessuna parte del mondo potesse essere legalmente adottata. Sarebbe infatti davvero paradossale che olandesi o romeni potessero utilizzarla mentre l’Italia, che possiede questo straordinario territorio di valore, se ne fosse privata di fatto rinunciando alle sue prerogative”.

“Abbiamo individuato, insieme alla Regione Piemonte, soluzioni praticabili per tutelare la nocciola IGP Piemonte e ci stiamo attivando per raggiungere l’obiettivo di veder riconosciuta la sola specie vegetale “Tonda gentile” in tempi molto brevi. L’europarlamentare Cirio ci aiuti a tutelare in sede europea le nostre prerogative e a convincere i Paesi che oggi utilizzano il toponimo Langhe a rinunciarvi piuttosto che fare inutili polemiche dal sapore elettorale che rischiano soltanto di danneggiare questo importante settore produttivo”.

Cosa capirà il consumatore di tutto questo?

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