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Moscato Canelli: un successo trainante per il territorio?

Nel nostro informarci su tutto quello che è food&beverage in Piemonte, ci capita sempre più di veder confermata una triangolazione vincente. Dove ci sono persone capaci e motivate, territorio ricettivo, un prodotto da presentare ecco che arriva la crescita e il successo.

Un caso è il Moscato Canelli, giovane sottozona del Moscato d’Asti DOCG che può essere prodotta nelle vigne più vocate di 23 comuni tra il Sud Astigiano e la Langa.

Si è passati da 95.000 bottiglie del 2014 a 220.000. 19 gli ettari del 2015, oggi si toccano i 100. L’imbottigliato del periodo gennaio-giugno 2016 era di 49.616 bottiglie: quest’anno, nello stesso semestre, si contano 183.130 bottiglie. Così le aziende vitivinicole che producono uva e rivendicano la sottozona: 17 nella vendemmia 2015 diventate 30 l’anno successivo.

“In un anno l’incremento di produzione è stato dell’80%: da 124.000 a 220.000 bottiglie – dice Gianmario Cerutti, neo eletto presidente dell’Associazione Produttori Moscato Canelliabbiamo un potenziale di oltre un milione di bottiglie solo con la produzione delle aziende dell’Associazione. Da una quindicina di ettari siamo a quasi a 100 ed è ormai consolidata la posizione che non scende sotto le 200.000 bottiglie quasi raggiunta nei primi 6 mesi dell’anno”.

Sempre più produttori credono in questa piccola, tenace sfida.

“La crescita degli ultimi anni è dovuta alla rivendicazione del Canelli di nuove e importanti aziende e molte non canellesi – spiega Cerutti – nel 2016, sono entrate alcune aziende di Castiglione Tinella, Cà d Gal di Santo Stefano Belbo e Mario Torelli di Bubbio; quest’anno, Scagliola Giacomo di Canelli e Il Falchetto di Santo Stefano Belbo”.

Il Moscato d’Asti Canelli è una denominazione giovane, il primo anno di produzione è la vendemmia 2011, ma i dati dell’export dicono che il 50% viene già consumata sui mercati esteri.

Le uve vengono spesso coltivate in vigneti “surì”, quell’eccellenza piemontese di filari eroici di alta collina ben esposti al sole ma con pendenze tali che richiedono lavorazioni quasi esclusivamente manuali.

MOSCATO CANELLI: LA NOTTE “DOLCE”

A Canelli, torna sabato 8 luglio la lunga notte “dolce”: è la quarta edizione de Il Canelli e i colori del vino, la manifestazione ideata e organizzata dall’Associazione Produttori Moscato Canelli in collaborazione con l’Enoteca Regionale di Canelli e dell’Astesana, il Comune e la Pro loco Antico Borgo Villanuova.

Ristorante ospite del 2017: La Ciau del Tornavento di Treiso, con lo chef stellato Maurilio Garola.

La serata prevede un percorso enogastronomico a “stazioni” lungo la Sternia, il cuore antico della città.

Si comincia alle 19,00. Undici le tappe: in ciascuna si degusta un vino abbinato a un piatto tipico, sempre consigliato e proposto il Moscato Canelli.

Novità dell’edizione 2017: a chi prenota sul sito entro oggi in regalo una degustazione e il braccialetto personalizzato dell’evento.

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