Economia e analisi

Giordano Vini: quando la Langa torna amara

Giordano Vini è (era?) un’azienda con una storia familiare risalente agli anni ’30. Come tante nelle Langhe, passata da realtà contadina a realtà commerciale. Nel 2013 dichiarava più di 100mil€ di fatturato, a fronte di importanti investimenti decisi da Gianni Giordano.

Non conosciamo le ragioni dell’abdicazione della famiglia, ma oggi marchio, strutture, proprietà e dipendenti sono passati sotto le ali di Italian Wine Brands (IWB), realtà quotata all’AIM di Milano.

Poco male, da anni condividiamo la necessità di creare gruppi in grado di creare valore (anche dimensionale) per attrarre investimenti e aumentare la capacità di penetrazione in tanti mercati. A capo di IWB appare Mario Resca, vecchia conoscenza del cibo italiano (ha portato McDonald’s in Italia).

Qual’è la strategia di IWB? Dalla semestrale consolidata al 30 giugno 2015, scopriamo che IWB è stata costituita il 27 novembre 2014. Dichiara Mario Resca, Presidente di IWB: “E’ in atto la valorizzazione del gruppo in tutte le sue aree attraverso la realizzazione di strategie di razionalizzazione che considerano anche la definizione di partnership con “best in class”, finalizzate al perseguimento di obiettivi di ampliamento della marginalità che, presumibilmente, si potranno riscontrare chiaramente in termini consolidati nel corso dei prossimi 18 mesi. Risultati incoraggianti sono già evidenti grazie alla motivazione delle risorse manageriali, potenziate con nuove competenze con particolare riferimento a Giordano Vini, che rappresenta per IWB un’area di grande opportunità. E’ stata definita un’azione pubblicitaria che sarà lanciata nell’ultimo trimestre 2015, finalizzata al posizionamento del brand Giordano e all’ampliamento della clientela del canale vendite dirette con particolare riferimento alla componente e-commerce. Il Gruppo IWB con la sua vocazione di consolidatore di settore sta riscuotendo grande interesse tra gli operatori vinicoli italiani in relazioni alla realizzazione di possibili, ulteriori integrazioni”. (fonte: semestrale IWB 2015).

Giordano-vini

Questa immagine NON è una pubblicità. Immagine esemplificativa dell’offerta Giordano Vini.

Quindi? Quindi male. Dietro le dichiarazioni per le Borse e per i documenti ufficiali, i dipendenti di Giordano Vini sono scesi in sciopero mercoledì 25 novembre. Parliamo di 250 lavoratori dello stabilimento di Valle Talloria.

“Abbiamo chiesto un piano industriale quinquennale in cui l’azienda illustrasse le strategie future”, spiegano i delegati sindacali Fortunato La Spina (Fai-Cisl), Sophia Livingston (Flai-Cgil) e Giuseppe Meineri (Uila-Uil) “Invece di una risposta ci è arrivata la comunicazione, il 19 novembre, della cessione del ramo post vendita di Valle Talloria e del Contact center di Torino per un totale di 82 lavoratori coinvolti”.

La cessione del ramo post vendita doveva avvenire alla palermitana 2B1, 10.000€ di capitale sociale e un dipendente in organico.

La situazione si è evoluta in questi giorni e in queste ore. Il 27 novembre l’azienda comunica la sospensione (congelamento?) della cessione, ed oggi era previsto una discussione sul piano industriale. E’ di poco tempo fa la notizia che permane lo stato di agitazione e il blocco degli straordinari.

La “tregua” di Natale (per Giordano Vini la festività è un picco di fatturato) è stata una scelta del management per non portare pubblicità negativa al marchio e per non intaccare una macchina lanciata. Perchè IWB si vuole allontanare dal territorio piemontese? Perchè non c’è chiarezza sul piano industriale?

Ci pare importante affermare che fare finanza ed organizzazione industriale sia importante (anzi prioritario per il sistema cibo italiano) ma che fare semplici esternalizzazioni (magari sfruttando incentivi una tantum) sia una strategia miope. Pensiamo che una società quotata in Borsa abbia l’onere non solo di trasparenza verso gli azionisti e il mercato, ma anche verso i propri lavoratori/collaboratori.

La cessione, che ha visto l’opposizione anche degli amministratori locali e di molti politici, pare un allontamento senza logica da un territorio che ha visto crescere l’azienda.

Eat Piemonte (forte del suo #WeArePiemonte) esprime piena solidarietà ai lavoratori della Giordano Vini. E ci auguriamo che Mario Resca faccia meglio dell’esperienza McDonald’s Italia. Magari imparando anche a puntare sulla qualità del prodotto.

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