Interviste

Fratelli Aloe: Torino e la nostra Berberè

Fratelli-Aloe

I fratelli Aloe, Matteo e Salvatore, sono diventati anche editori con il magazine interno 24 Hour Pizza People (diretto da Martina Liverani).

Il secondo numero è dedicato a Torino, e sulla loro avventura torinese li abbiamo voluti sentire.

Berberè ha ormai due locali in città.

Qual è stato il vostro primo approccio con Torino?

L’avventura di Berberè a Torino è cominciata con un incontro fortuito, quello con Don Luigi Ciotti, presidente di Libera.

Il passo per aprire un locale in città proprio all’interno di Binaria – il centro commensale del Gruppo Abele – è stato breve, spontaneo.

Un’occasione bellissima a cui non potevamo rinunciare e che abbiamo accolto al volo.

La città ha ripagato il nostro entusiasmo e a giugno di quest’anno abbiamo aperto un secondo locale, più centrale.

Per Berberè l’incontro con Don Ciotti è stata la migliore porta di accesso alla città di Torino, per noi personalmente uno di quegli incontri che ha la forza di cambiarti un pò la vita. 

Possiamo tracciare un bilancio sulla Torino dei fratelli Aloe dopo due locali aperti?

Oggi il nostro primo ristorante torinese è uno dei piu amati tra tutte le nostre pizzerie.

E’ molto divertente quando guardiamo dietro soprattutto ai giorni immediatamente precedenti l’apertura, quando la paura e l’incertezza prendeva il sopravvento.

Diciamo che la location che è splendida, non è proprio da “manuale del retail”.

Eppure i Torinesi hanno imparato a scovarlo, ad apprezzarlo e a viverlo sempre di più ed in tre anni è cresciuto tantissimo.

Ovviamente tutto questo affetto ci sta aiutando nel locale piu piccolo in centro, che è stata una naturale conseguenza e sbocco per noi e soprattutto per il nostro staff che si è formato e ha gettato le basi nel primo ristorante.

Fratelli Aloe

Perché avete scelto Torino come argomento del secondo numero di 24 Hour Pizza People?

Tutto il progetto 24 hour Pizza People è basato essenzialmente sul “mettere su carta” gli incontri e le sensazioni che raccogliamo grazie al nostro mestiere.

Una rivista che vuole essere un po’ magazine e un po’ guida urbana,sia per chi la vive la città sia per chi la vuole esplorare scoprendone aspetti inediti.

A Torino, una delle prime città che abbiamo esplorato con il nostro lavoro, abbiamo avuto modo e tempo di crearne tante di relazioni e soprattutto abbiamo avuto modo di scoprire e di vivere una città che fino al momento, dell’apertura della prima pizzeria, avevamo frequentato poco.

Insomma direi che c’era tanto materiale e tanta voglia di parlare di questa città e dei suoi abitanti.

All’interno del bookmagazine si trovano interviste alle persone che animano Torino (come Roberto Balocco de Lepalle.it o al dj Fabrizio Modenese Palumbo), indirizzi più o meno noti, storie e leggende metropolitane.

E’ uno sguardo inedito sulla città che speriamo incuriosisca. 

Come sarà il 2020 di Berberè?

Nel 2019 abbiamo aperto due nuovi locali, ricevuto diversi importanti premi grazie ad uno staff straordinario su cui investiamo energie e capace di ripagarci con questi successi, inaugurato una rivista cartacea semetrale. 

L’essenza e la sfida di Berberè è il “lavoro” nel senso di “mestiere”, il tramandare una professionalità frutto di esperienza e saperi.

Con queste basi forti puntiamo ad aprire nel nuovo anno altri 2 nuovi locali nel nord Italia e di proseguire il percorso all’estero oltre che a migliorare dove è possibile l’esperienza dei nostri clienti nelle pizzeria, a continuare il lavoro di ricerca sulla materia prima, e speriamo a continuare a divertirci e far divertire i nostri ospiti.

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