Economia e analisi Filiera della carne

Filiera della carne: nascita e svezzamento del vitello (1/4)

Quando iniziamo il processo di acquisto di un bene alimentare dovremmo farlo in modo consapevole e razionale. Iniziare a conoscere e scoprire la Filiera della carne aiuta ad orientarsi meglio e capire quali operatori lavorano per la salute del consumatore e il benessere animale e quali lavorano per il semplice profitto di breve periodo.

Il concetto a monte di tutta questa serie di post (quattro post in cui l’allevatore ed imprenditore Marco Ramassotto ci darà alcuni “consigli” e informazioni sulla filiera, ndr) è proprio questo: salute del consumatore e benessere animale sono collegati, il secondo è conditio sine qua non per la vendita sul mercato di un prodotto sicuro e sostenibile.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha compiuto, con modi burocratici, un’opera di generalizzazione che colpisce quelle aziende (e persone) che lavorano per allevamenti puliti e sostenibili.

Prima di iniziare è bene ricordare che “razza piemontese”, “allevato in Italia”, “allevato a terra” sono solo alcuni degli slogan che gli esperti di marketing ci propinano per venderci una tipologia di carne piuttosto che un’altra.

Il consumatore tende sempre e solo a focalizzare l’attenzione su pochi aspetti della filiera, importanti certo, ma che da soli non garantiscono di acquistare un prodotto sano, genuino e di qualità.

PASSO 1: LO SVEZZAMENTO DEL VITELLINO

Cercheremo di affrontare insieme ora quali sono gli aspetti da considerare per acquistare carne. La nascita e lo svezzamento del vitellino rappresentano il vero e proprio inizio della filiera.

Proprio per non tralasciare alcun aspetto, abbiamo deciso (Marco Ramassotto gestisce con la sua famiglia l’Agrimacelleria Ramassotto, ndr) anni fa di selezionare cinque o sei stalle in provincia di Cuneo (tra Bra e Pollenzo), che hanno come filosofia aziendale la “non mungitura” delle vacche.

Questo garantisce al vitellino di nutrirsi del latte materno per almeno 3/4 mesi dalla sua nascita garantendo lo sviluppo di un sistema immunitario. Tale sistema lo preserverà da tante malattie, riducendo (annullando nella maggior parte dei casi) l’utilizzo di farmaci. Addirittura abbiamo completamente azzerato i piani vaccinali.

Il primo latte materno è il “colostro” ricco di difese naturali per il vitello. Esistono due allevamenti, le bovine da carne e le bovine da latte. Le prime allevate appunto per la carne, in questo caso il vitello nasce e rimane con la madre fino a circa 4/6 mesi (produzione giornaliera è di circa al massimo 10 litri massimo).

La bovina da latte invece è stata selezionata dall’uomo perché aveva attitudine a produrre più latte (oggi a fronte di una produzione media di circa 26 litri al giorno, alcuni animali riescono a produrre anche 50 litri al giorno).

Una bovina da latte (generalmente sono le Frisone bianche-nere) partorisce il suo vitello e a questo viene dato il “colostro”. Negli allevamenti intensivi viene tolto subito e allevato con latte artificiale o latte di vacca insieme ad altri vitelli della sua età, la madre viene munta e il latte viene venduto.

Vacca e vitelli vengono allevati separatamente. La separazione è un evento doloroso.

Ovviamente per gli allevatori di fattrici che seguono la “non mungitura”, il fatto di non mungere rappresenta un mancato guadagno dalla vendita del latte. Il prezzo di acquisto del vitello svezzato sarà pertanto più alto. Ma è questo il primo importante passo verso una crescita SANA e soprattutto lontana dai farmaci dell’animale.

Razza-piemontese

Con questo post iniziamo la collaborazione amichevole con Marco Ramassotto, contadino-allevatore-imprenditore. Personaggio poliedrico ma soprattutto gran conoscitore del mondo del cibo (è anche uno degli animatori dei corsi “Amici in Pasta” e della community Lievito Madre.

Obiettivo di questi contenuti è consegnare ai lettori e ai consumatori di carne alcune informazioni sulla filiera della carne. Una serie di consigli e tecniche per fare luce sul mondo dell’allevamento e per fornire basi di conoscenza per ulteriori approfondimenti.

Il principio cardine in cui crede questo blog è che le aziende che perseguono il “benessere animale” in allevamento offrono poi al mercato un prodotto salutare. Capire e informarsi sulle condizioni degli animali in stalla è il primo biglietto da visita per un’azienda.

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