Economia e analisi

FERRERO-FARINETTI. LE NUOVE GENERAZIONI AL COMANDO

Andrea Farinetti – il più piccolo dei figli di Oscar Farinetti

 

Ferrero ed Eataly. Le due realtà dal cuore albese sono al centro di un passaggio generazionale e gestionale importante, strategico per il futuro.
Si parla di due realtà e situazioni differenti (Ferrero ha ricavi netti per 8,85 miliardi€, Eataly 300milioni€ di fatturato) ma pur sempre centrali per l’alimentare italiano. Due grandi famiglie piemontesi alla prova del passaggio generazionale.
Su Giovanni Ferrero abbiamo già speso ottimismo. Dopo la scomparsa di Michele Ferrero, la strategia di crescita pare prevedere acquisizioni esterne strategiche.
Frederic Thil (nuovo CEO per l’Italia e uomo di formazione Ferrero) e Aldo Uva (manager di formazione e provenienza esterna) sembrano essere state designate a supporto di Giovanni Ferrero per il nuovo corso.
Rumors di mercato indicano nei “candidati” ideali per un’alleanza con Ferrero sia Lindt (4,0 miliardi$ di ricavi, meno della metà del Gruppo Ferrero) sia Hershey (7,5 miliardi$ di ricavi contro i 10,9miliardi$ Ferrero) entrambi forti in Nord America.
Ferrero da “preda” tenta di trasformarsi in predatore, contando su una stabilità gestionale forte e su una liquidità accettabile.
Dopo dieci anni, invece, Oscar Farinetti decide di “rottamarsi” per lasciare spazio ai tre figli – Francesco, Nicola e Andrea.
Già centrali nella crescita di Eataly, i tre figli di Oscar gestiscono da tempo aree diverse della galassia.
Il passaggio pare indolore, data la grande preparazione dei figli già testata sul campo.
Del resto, per Eataly il momento è cruciale e devono essere spese molte energie; Expo, nuove aperture internazionali e la quotazione in Borsa nel 2017.
Grande mole di lavoro che necessità di forze fresche.

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