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EXTRA VIRGIN SUICIDE – E’ ORA DI REAGIRE

Il fatto è ormai noto a tutti quelli che si interessano di cibo. Il NY Times (a firma dell’art director Nicholas Blechman) ha pesantemente attaccato l’industria italiana dell’Olio attraverso quindici vignette.
Non bisogna essere dei guru della comunicazione per capire il danno di immagine. Si sostiene che il 69% delle bottiglie di olio extravergine presente sugli scaffali è adulterato.
Noi abbiamo contattato, per un veloce parere, Franco “Roi” Boeri, il maestro di Olio ROI: ” Devo dire che per contrastare pochi malfattori noi Italiani siamo stati bravi a distruggere la nostra immagine facendo credere che in Italia non esistono produttori onesti. Forse anche la Coldiretti a furia di urlare al ladro a spinto il mondo a credere che quelli che lavorano nell’Olio siano tutti ladri. Lo scandalo, purtroppo, fa molto più notizia del lavoro fatto bene”.
Nella sua riflessione è sottolineata la debolezza dell’intero sistema Italia. Non comunichiamo l’eccellenza, la nostra biodiversità è sconosciuta alle masse. Siamo quindi passivi di fronte ad attacchi di questa portata (e peraltro bravissimi a sparlare di noi …).
Le vignette hanno come fonte il libro di Tom MuellerExtraverginità – una feroce inchiesta sul mondo dell’Olio e le sue adulterazioni.
Ma Mueller è un innamorato dell’Italia (QUI intervista)  e il suo libro può fungere da monito. Combattere le frodi è oggi possibile, la legge “salva Olio” è stata approvata ma il sistema burocratico italiano non la applica. E, ad oggi, il Ministro dell’Agricoltura è dimissionario.
La boutade di Oliviero Toscani (“il ministero dell’Agricoltura mi dia spazio e io faccio una campagna gratis per sostenere l’Olio extravergine d’oliva italiano”) non è la soluzione.
Tutti i produttori di qualità dovrebbero fare cartello e affidare il budget di comunicazione a creativi aggressivi e bravi, non a vecchi arnesi degli anni ’80.
Il sito di Tom Mueller è un ottimo spunto di partenza…  

QUI l’intero lavoro di Blenchman.

Il sito di FoodSafetyNews.

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