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Consigli gastronomici: nomi e link per il 2017

Consigli gastronomici per il 2017, sulla base delle esperienze vissute nel 2016.

Ci siamo, finalmente anche questo blog ha deciso di raccogliere in un singolo post oltre 105 indirizzi sulla Città Metropolitana di Torino, divisi in 21 categorie.

Una menzione a parte l’ha meritata l’intero mondo brassicolo. Altri nomi di enorme interesse.

Oltre al sottoscritto, sono stati altri 4 appassionati di cibo i relatori del post: Andrea Gallino, Gabo Gallareto, Mattia Giardini, Oliviero Alotto.

I criteri di scelta per i nostri consigli gastrnomici sono semplici:

– Esperienza vissuta direttamente (tutti gli indirizzi sono stati visitati da cliente da almeno uno dei cinque “gastrofighetti”);

– Esclusione dei ristoranti stelle Michelin e delle insegne in franchising nazionali ed internazionali;

– Aderenza ad una filosofia del cibo propria di Eat Piemonte (es. sostenibilità, giusto prezzo, no low-cost).

Precisiamo che gli indirizzi di qualità su Torino e quella che una volta veniva chiamata Provincia sono molti di più. Ma per ogni categoria forniamo 5 nomi. Non si sentano feriti gli esclusi.

Il post non consegna classifiche, ma solo consigli gastronomici. L’ordine per ogni categoria è il semplice alfabeto.

Iniziamo!

consigli gastronomici

Bar

BAR ZUCCA: uno dei nomi storici della Torino “da bere” recuperato dal gruppo Damilano non lontano dalla sede originale di via Roma. Si continuano ad offrire tramezzini classici;

IL PIOLINO-VINI e CAFFE’: caffè perfetto, panini e vini a calice. Sempre di alta qualità;

ORSO Laboratorio Caffè: espressione della torrefazione Giuliano Caffè, è diventato in pochi anni il luogo per chi ama il caffè gourmet. Le sue monorigini ti portano in giro per il mondo;

PASTERELL: uno dei migliori caffè di Torino abbinata ad una eccellente pasticceria napoletana;

SODO: il piccolissimo bar emanazione dei Bordò, l’enoteca/ ristorante delle sorelle Bordonaro. Una scelta limitata nel numero ma felicissima, di che fare la gioia di tutti i gourmet che vogliano ristorarsi a tutte le ore usuali per un bar diurno.

Bistrot

BARBAGUSTO: cosa capita se una coppia di architetti, lei romana con radici sudafricane e lui mandrogno, si cimentano in un localino con una piccola cucina? Beh, essendo bravi capita che si mangi proprio bene! Chiamatelo piola, bistrot, bar a tapas ma il succo non cambia, il luogo dove si scappa quando il frigo piange;

BRACE PURA: format di carne a prezzi accessibili. Una bella novità sulla piazza di Torino;

ENOTECA RISTORO BORDO’: Chiara e Francesca Bordonaro insieme ai soci hanno trasformato il locale in uno dei punti di ritrovo per il torinese gourmand. Resiste alle mode e alla concorrenza sempre più serrata;

LA CREDENZA-FIORFOOD: ha da poco spento la prima candelina il nuovo format della Coop in Galleria San Federico. La parte di ristorazione è stata affidata al team de La Credenza (Grasso-Macchia). Il ristorante conta 26 coperti ed è affidato allo Chef Gianni Spegis;

SORIJ NOVEAU: Piero Primatesta gestisce questo luogo storico, attraverso una cucina tradizionale ma coraggiosa.

Burgherie Gourmet

LA BURGHERIA: a Torino purtroppo non raggiungiamo il livello dei burger che si trovano a Parigi e Londra, per restare in Europa, ma sicuramente quello che si avvicina di più al burger perfetto;

LA FASSONERIA: ormai il punto di riferimento per gli allevatori della Compral. Qualità ottima, un format commerciale pronto ad essere diffuso sul territorio nazionale;

M**BUN: cosa scrivere ancora di una delle prime burgherie gourmet italiane? Che non si ferma mai, introducendo continue innovazioni di prodotto;

MUURGHERIA: non son veloci, il locale non ha chissà che fascino e sul bere potrebbero migliorare ma quando prenderete un murossa o un mucrasto capirete perché consigliamo questo indirizzo;

SLOWBURGER: esperimento torinese di hamburgheria di qualità e fuori dalle solite vie del centro.

Caffè storici

BARATTI&MILANO; sontuoso esempio di caffè storico. Adatto a portare turisti che vogliono comprendere la filosofia di questi locali;

BICERIN: il più caratteristico caffè storico di Torino, merita una visita anche solo per l’ambiente oltre che per il “solo e vero” Bicerin!;

GELATERIA PEPINO: ormai una tappa fissa per chi passeggia in piazza Carignano. Il suo meglio lo esprime in primavera/estate con un dehor fronte Palazzo;

MULASSANO: uno dei pochi caffé storici dove non si respira un aria eccesivamente paludata nonostante si vantino di aver inventato il tramezzino;

PLATTI: recentemente riaperto dopo un burrascoso fallimento, è ancora oggi punto di incontro nella sala principale e nelle salette superiori. Un classico.

Consigli gastronomici

Cocktail house

AFFINI: uno dei locali di San Salvario dove sopravvive la volontà di offrire qualità e ricerca. Da citare la volontà di diffondere i vini della provincia di Torino come il Freisa di Chieri;

BAR CAVOUR: al piano superiore di Del Cambio, offre una location unica per serate discrete e più movimentate (grazie a Djset di ospiti internazionali). Si anima in occasione dei grandi eventi di Torino;

DB WINE: ottimi cocktail abbinati a piatti di respiro internazionale;

DRINK EASY: da poco in attività, ma nato dall’esperienza di bartender da oltre dieci anni sulla piazza di Torino. Cocktail di accademia e creazioni. Ottimo rapporto qualità/prezzo;

MAD DOG SOCIAL CLUB: è un locale che internazionalizza il format “speakeasy” uscendo dalle sabbie mobili di San Salvario.

Menzione speciale

OPPOSTO RESTAURANT COCKTAIL HOUSE: esperimento riuscito in una delle più belle location di Torino. Un format coraggioso premiato dal pubblico.

 

Guido Castagna

 

Cioccolaterie

CIOCCOLATERIA DEL CAPITANO ROSSO: per uscire dagli schemi di Gobino/Castagna proponiamo una cioccolateria di periferia che alla qualità abbina anche prezzi meno esosi e da qualche tempo é uscita con un prodotto – pastiglie di caffé macinato finissimo – legate da un poco di burro di cacao. Da provare;

CIOCCOLATERIA PEYRANO: un marchio rinato e legato a Torino. Una storia familiare con lieto fine;

GUIDO CASTAGNA: ormai uno dei nomi più importanti del mondo cioccolataio torinese. Pluripremiato per la sua crema +55;

GUIDO GOBINO: un marchio che è pietra miliare per il cioccolato artigianale italiano;

ODILLA CHOCOLAT: laboratorio nato nel 2004, ora anche a Milano. Un marchio in crescita.

Enoteche

ANTICA ENOTECA DEL BORGO: attività molto ben fornita e posizionata in una location strategica per i torinesi;

ENOTECA DAMARCO 1959: nel cuore di Porta Palazzo è un nome storico per vino e superalcolici di qualità. Impossibile non trovare l’etichetta giusta;

ENOTECA DEGUSTIBUS: nata nell’ottobre 2013 laddove sorgeva un negozio di Curletto. Interessante format sperimentale;

ENOTECA PAPA’ NOE: enoteca dal respiro internazionale, con piccolo servizio cucina per aperitivo. Etichette internazionali, selezioni. Cinquant’anni di attività;

ROSSO RUBINO: è un’enoteca al cui fondo trovate un’area ristoro con ottime proposte, gran qualità nel piatto e nel bicchiere con sia grandi classici che vini naturali;

Enoteche con cucina

BICCHIER DIVINO: ribaltiamo la categoria in “grandi sommelier con cucina” ed é quindi facile citare il locale di via San Quintino, cucina dove si incontrano sostanza e ottima esecuzione. Troverete la compentenza di Antonio Dacomo, pluripremiato sommelier;

ENOTECA BOTZ: per l’originalità dell’idea e quindi delle selezioni;

ENOTECA PARLAPA’: uno di quei luoghi che rendono Torino la miglior città per il rapporto qualità/prezzo in cucina. Si parla di circa 900 etichette in carta, menù piemontese classico. Vale la sosta;

MAGAZZINO 52: ottima scelta di vini e cucina di ottimo livello;

VINOLENTO: bistrot di vini e cibo in via Corte d’Appello. La ricerca della qualità sopravvive anche in zona Quadrilatero.

Gastronomie-Formaggerie-Drogherie

BAUDRACCO: impresa familiare quasi davanti a Porta Nuova. Prodotti fatti nel laboratorio e chicche di gusto;

BERA: un angolo di Torino invariato da 40 anni. Chiara Bera porta avanti il locale con rara capacità di coniugare tradizione ed innovazione;

DITTA CENI: piazza della Repubblica sarebbe quasi “orfana” senza l’insegna Ceni. Attiva dal 1963 vende, fra le altre cose, trenta tipi di tisane. L’attività commerciale affonda le radici nell’Ottocento;

GASTRONOMIA GALLO: cinquant’anni di attività, uno dei punti di riferimento per il format gastronomia sull’area torinese. Fabio Gallo è anche esperto sommellier;

SAPORI D’ITALIA: Rosario Levatino ha aperto questo negozio ormai dodici anni fa, quando ancora aprire un alimentare di qualità e ricerca pareva una stranezza. Scommessa vinta.

Menzione speciale

ZABBARA: la Sicilia vi manca? Volete abbinare materie prime piemontesi e siciliane? Un vino, un frutto, un dolce vi ricordano le estati di Palermo, della Costa Iblea? Nessun problema, Angela Comandè ha portato la Trinacria a San Salvario.

Gelaterie

AGRIGELATERIA SANPE’: la prima realtà ad aver lanciato il concetto di gelato agricolo. Ora anche fattoria didattica, uno standard di eccellenza per tutti;

ALBERTO MARCHETTI: da provare il gusto “tiramisù”;

DOLCI INTUIZIONI-VACCHIERI: a Rivalta di Torino. Potremmo citarlo nelle pasticcerie o nelle cioccolaterie. Una certezza da ormai 20 anni;

GELATO AMICO: gelato innovativo, con attenzione maniacale alle materie prime, niente zucchero e niente latte;

OTTIMO: per la ricerca delle materie prime e l’originalità dei gusti;

Macellerie

BARBERIS: macelleria del quartiere Santa Rita, pressi di Corso Sebastopoli. Un negozio di vicinato faro di qualità;

CRU-MACELLERIA GIAMPAOLO: selezione di carni ma anche alcune chicce di vini, pasta e piatti pronti. Oltre al celebre CRU, il sushi in chiave piemontese;

I BINARI DEL GUSTO: tanta qualità a prezzi adeguati, l’ho scoperto fornitore di un locale il cui patron é di una pignoleria maniacale e se ha conquistato la sua fiducia é tutto dire;

MACELLERIA CRIVELLO: da poco più di quarant’anni, nel centro storico di Santena, Secondino Crivello e Caterina Alfarano vendono carni di ottima qualità. Nel piccolo mattatoio privato si macellano esclusivamente bestie piemontesi certificate, rispettando un accurato controllo della filiera e prestando soprattutto la dovuta attenzione al benessere animale;

MACELLERIA RUSCONI: sita in via Baltimora, negozio di quartiere che offre anche spedizioni a lungo raggio e presidi Slow Food.

Mondo celiaco/vegetariano

ARTICIOCC: gastronomia vegetariana con take-away e piccolo servizio catering;

CHIODI LATINI NEW FOOD: un temporary restaurant posto al piano superiore di Villa Somis. Promosso da Antonio Chiodi Latini è un luogo di ricerca, non certo un locale modaiolo che sfrutta il momento di celebrità del veganesimo;

ORYZA: risotto, risotto e ancora risotto. Se escludiamo la farinata, la pietanza della tradizione per il celiaco é il classico risotto e a Torino pare che ci si dedichi questo locale;

L’ORTO GIA’ SALSAMENTARIO: cucina vegana e crudista, in poco tempo diventato punto di riferimento del genere;

SOUL KITCHEN: per l’originalità e qualità delle materie prime.

Panetterie

FORNO DELL’ANGOLO-LUCA SCARCELLA: un professionista cresciuto molto negli ultimi anni attraverso una ricerca continua. Punta di eccellenza sono i panettoni (realmente artigianali);

PANIFICIO AVETTA: attivo dal 1959, ora gestito da Riccardo Avetta. Studio e sperimentazione lo hanno trasformato in punto di riferimento;

PANIFICIO FICINI: San Salvario ospita in via Berthollet un mini distretto del cibo. Uno degli indirizzi di riferimento per il pane artigianale a Torino;

TAGLIO Pizza perfetta: all’interno di quella che molti giudicano la miglior pizza al taglio di Torino, si include anche lo sfornare ogni giorno pane preparato sul luogo con farine poco comuni e spesso con cereali dimenticati. Da prenotare perchè spesso finisce in fretta;

VOGLIA DI PANE: panetteria cresciuta in periferia, nella popolare via Chiesa della Salute. Altro punto di riferimento per le nuove generazioni di panificatori.

Pasticcerie

DEAR WENDY: il regno del cake-design a Torino. Elena Bosca ha un solido background professionale e un’immagine contemporanea. Uno dei personaggi su cui puntare per la Torino del cibo;

FARMACIA DEL CAMBIO: ottima scelta di pasticceria mignon e dolci monoporzione. Top la torta Jessica creazione di Fabrizio Galla;

PASTICCERIA FABRIZIO GALLA: San Sebastiano Po ospita l’impresa commerciale di un professionista mondiale della pasticceria italiana. Vale il viaggio;

PASTICCERIA QUAGLIA: ai più non dirà nulla, ma la professionalità di Patrizia Quaglia è una certezza. Un negozio di quartiere (corso Tassoni 77/C) che è anche presidio contro la desertificazione commerciale;

STRATTA: la grande qualità delle materie prime.

 Pastifici

BOLOGNESE-MUZZARELLI: attivo dal 1949, attività familiare di grande esperienza nel settore ristorativo. Una certezza;

PASTIFICIO PROFETA: si dedica quotidianamente alla produzione e vendita di pasta fresca e ripiena;

PASTIFICIO REALE: pasta artigianale e senza conservanti. Capofila anche del progetto HemPasta;

PASTIFICIO VIRGILIO: è facile trovare la truck mobile in molti eventi di Torino. Un marchio in forte ascesa;

SAPORI DI TASSINARI&C: tra i migliori agnolotti classici che si possono trovare a Torino.

Pescherie/Cucina di pesce

CRURU: ci vuole coraggio ad aprire un ristorante a Torino. Ma attraverso l’esperienza di Guido Perino siamo sicuri che sarà una bella novità del 2017;

GALLINA: qualcosa da aggiungere su Beppe Gallina? Top di gamma;

MARE NOSTRUM: punto di riferimento per la cucina di pesce a Torino. Valerio Lo Russo è anche socio di Brace Pura;

OINOS: una sola parola, il sushiliano. Cucina mediterranea e sushi bar d’autore;

SIMINI: un punto di riferimento per Torino, diversi canali dal ristorante al catering.

Piole

BANCO VINI&ALIMENTI: piola o bistrot? Locale difficilmente classificabile, certamente una tappa obbligata;

BAR COCO’S: per la vera atmosfera da Piola e il rapporto qualità prezzo;

DA CIANCI PIOLA-CAFFE’: in largo IV Marzo continua a sfamare orde di studenti, professionisti, giovani promesse di tutti i settori. Il luogo dove essere figo senza essere fighetto;

OSTERIA ANTICHE SERE: difficile essere un gourmand a Torino e non esserci mai stati. Il locale attira un universo sempre più amplio di clientela. Soprattutto d’estate il pergolato è spettacolare;

RANZINI: in via Porte Palatine é una vineria con una piccola scelta di piattini e panini. Il pregio é di essere una specie di museo, sembra fermo a 50 anni fa. Da provare.

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Pizzerie

AL CONTE GRASSO: il lungo percorso della pizza da alimento bistrattato e low-cost a reincarnazione del meglio del cibo italico ha in questo locale di Vinovo uno dei suoi punti fermi;

AL SARACENO: una pizzeria che è ormai nella tradizione di Torino. 30 anni di attività, pizza napoletana e cucina di pesce;

BOTTEGA BARETTI: per l’ottima qualità delle materie prime e per l’ottimo impasto;

CAMMAFA’: nelle sue varie reincarnazioni per Torino;

POMODORO&BASILICO: il regno di Patrick Ricci si definisce “Officina”. Pizzeria gourmet pluripremiata.

Ristoranti Etnici

LA RUSTICA – CUCINA PERUVIANA: ottima cucina peruviana molto casalinga, ambiente e servizio simpatico;

WASABI: cosa sarebbe il panorama della gastronomia giapponese senza questo ristorante di corso Ferrucci? Oltre al tradizionale sushi offre tempura, zuppe, noodles, tendon;

SOVIETNIKO: cucina di tradizione russo-balcanica per questa gastronomia-ristorantino di via Cibrario. Ottimo rapporto qualità/prezzo;

TAN THANH: nato più di un anno fa da una famiglia di commercianti storici vietnamiti di Porta Palazzo. Non manca la sperimentazione ma il rapporto qualità/prezzo stupisce;

ZHENG YANG: il proprietario Piero Ling collabora con Slow Food e il ristorante ha uno standard elevato. Da provare i ravioli brasati fatti a mano. Anche asporto.

 Ristoranti da occasioni

CAMILLA’S KITCHEN: in cucina Riccardo Ferrero, vecchia colonna della cucina piemontese. Un rapporto qualità/prezzo invidiabile, la certezza di avere una cena “come c’era una volta”;

LES PETITES MADELEINES: quando in albergo si mangia bene. L’investimento sulla rinascita del Turin Palace è passato anche dalla ricerca di qualità per la cucina. Chef Stefano Sforza e il suo team valgono la sosta;

PIANO 35: location, location, location. Una rivoluzione per gli standard di Torino, successo di pubblico. La culla per la crescita di Ivan Milani;

SPAZIO7: cucina sempre di alto livello e in costante crescita, ottimo servizio in sala. Da non dimenticare la buona offerta di cocktail al bar;

VILLA SOMIS: grazie alla giovane mano di Stefano Chiodi Latini, questo indirizzo emerge dall’offerta “cerimonia” per diventare uno degli indirizzi più interessanti dei giovani Chef torinesi.

Street Food/Paninerie

ACCADEMIA DEL PANINO: la passione di Luca Muolo per i propri panini, tramezzini e Club Sandwich ci ha consegnato un locale dal giusto rapporto qualità/prezzo;

LALEO: sappiamo che la categoria Street Food è tirata per il locale. La pocha è una coccola che accende la luce in ogni giornata buia;

LANGUORINI: una nuova apertura che offre panini e tapas. Qualità eccellente e un format che speriamo sia replicato in altre zone della città;

POORMANGER: recentemente rinnovato, è riuscito a italianizzare in chiave gourmet un prodotto come la Jack’s potato. I tre fondatori potrebbero fare molta strada;

SCIAMADDA: street food ligure con focacce, torte salate e fritto. Da provare la sardenaira, su prenotazione, che non fa praticamente nessuno.

Birra artigianale

 

Consigli gastronomici sul mondo brassicolo

Con entusiasmo accetto di aiutare la redazione di Eat Piemonte in questo post di consigli gastronomici. Occupandomi della Torino birraia, già coltivavo l’idea di fare una guida estesa sull’argomento; inizio col curare questa sezione in attesa di un eventuale approfondimento.

Mi sono limitato a tre categorie – Beershop, Pub che servano birra artigianale e Brewpub ovvero locali che servano birra prodotta sotto la medesima proprietà.

Ho deciso di non includere i tanti locali che stanno inserendo birra seria insieme alle proposte originarie (pizzerie, streetfood, ristoranti).

Gabriele “Gabo” Gallareto – degustatore ADB e FermentoMagazine.

Beershop

Bici&Birra: una nuova apertura su Torino, piccolo ma fornito beershop che si concentra sulle produzioni italiane, negli spazi attigui é una ciclofficina. Hanno anche tre vie di mescita e una piccola cucina di piatti freddi, per poter fare una pausa pranzo o da pomeriggio a notte inoltrata;

Blackbarrels: una barricaia dove Renzo affina la birra che si fa produrre altrove con sue ricette o offre la possibilità di sperimentare a birrifici che non vogliono mettersi botti (e flora relativa) in casa. Oltre alle sue creazioni ha un paio di scaffali di bottiglie della più disparata provenienza, selezione ecclettica quasi quanto il proprietario;

Lo Sfuso: un negozio dove il patron Fabio offre sia una attenta selezione italiana sia una scelta di birre americane e dei paesi nordici, da non perdere se volete provare la newwave internazionale della birra;

Semplicemente Birra: un beershop di recente apertura, la selezione rispecchia la gamma del distributore collegato. Troviamo alcune buone etichette italiane oltre che classici dal resto del mondo, speriamo allarghi ulteriormente l’offerta.

Tripleb: é la creazione di tre coppie italobelghe che si occupano sia di importazione, di distribuzione che di vendita al dettaglio. Si focalizzano sulla produzione belga mescolando autentiche rarità con prodotti di più facile reperimento, spesso organizzano serate coi birrai o di abbinamenti sia in sede che nei pub loro clienti;

Menzione speciale

Bir&Flut: Anna, Alberto e Carla gestiscono probabilmente il beershop più vecchio in attività nel Torinese. Ma l’età è pari al dinamismo nel cercar di proporre sempre prodotti interessanti oltre a far cultura del prodotto tramite degustazioni e altri eventi. I più forniti per chi si cimenta con l’homebrewing

Pub

Ex Officine: una facile scelta se state tornando sulla Piacenza-Torino, vale anche una visita. La scelta é limitata ma trovate spesso le birre di Birrificio Italiano, potrete bere una delle migliori pils dello stivale! Nel locale attiguo vi è la pizzeria gestita dal fratello della titolare. Un difetto? Potrebbero osare di più e far scelte più radicali sulla selezione;

La Cantina del Convento: da poco spostatisi in nuova sede senza che abbia potuto verificarne i cambiamenti, é un bar bistrot dove la cura per il prodotto la fa da padrone. Ottime scelte anche per riempirsi lo stomaco. Una scelta non vastissima ma interessante di birre in bottiglia, ha il pregio di essere il locale più legato a Loverbeer, il grandissimo produttore di birre barricate di Marentino;

Open Baladin: nell’edificio che fu casa Canada troviamo il pub con maggior numero di spine di Torino, una quarantina di vie rappresentative del panorama italiano. Cucina da pub ma molto soddisfacente. Un difetto? Nei momenti di punta é più affolato dell’area di servizio di Fiorenzuola Nord. Il marchio Baladin é presente anche col Petit Baladin, dove le spine sono una manciata e dedicate esclusivamente alle proprie produzioni;

Oro Birra: è un locale ormai storico della scena birraia torinese, solo sei spine ma totalmente dedicate alle artigianali ed un frigo con alcune chicche veramente difficili da trovare altrove. Una cucina che pur non avendo pretese soddisfa egregiamente. Un difetto? Un paio di spine in più potrebbero far la gioia dei bevitori;

Piper Pub: un locale davvero storico che precede il riaffermarsi della birra artigianale in Italia. Tanti frighi colmi e una carta di qualche centinaio di birre. Purtroppo tanta scelta non é presentata in maniera organica e le difficoltà logistiche portano a trovare bottiglie non proprio all’apice della maturazione. Vi consiglio quindi di concentrarvi su birre che sopportino anche l’invecchiamento, ovvero di 8 o più gradi alcolici o le classiche acide dal Belgio.

Menzione speciale

Vecchio2Pub: classico pub sulla strada di Collegno, oggi Birrificio Leumann. Punto di incontro per tante generazioni di torinesi e piemontesi.

Brewpub

Aleghe/Gambrinus: sebbene gli impianti di produzione siano a qualche chilometro di distanza la presenza di Enzo Canarelli sia in sala cottura del birrificio Aleghe che dietro alle spine del Gambrinus contribuiscono a farlo percepire quasi come un brewpub più che una taproom. Enzo sta dietro al bancone da ben più di qualche lustro e con sapienza propone le sue birre oltre a qualche birrificio ospite. La cucina si avvale di buoni prodotti del territorio;

Birrificio San Paolo: mi sbilancio, se questo elenco fosse una classifica avrebbe il primo posto. Sono bravi tanto da esser fra i pochi italiani a vincere concorsi internazionali seri. Il marchio che li distingue é un ottimo lavoro sull’attenuazione, quindi l’unico che potrebbe rimaner deluso é chi voglia una birra corposa, maltata e di non immediata beva. Da San Paolo invece é sin troppo facile scolare una media dopo l’altra che faccia 4% o 8% poco importa. Cucina di ottime materie prime e buona mano. Un solo consiglio, essendo piccolo si riempe facilmente, capitateci a inizio serata o quando già iniziano a liberarsi dei tavoli. Apre solo le sere dal mercoledì al sabato;

Birrificio Torino: cronologicamente il primo brewpub torinese, nonostante le buone dimensioni é facile trovarlo pieno, buona cucina e birre di ispirazione perlopiù tedesca. Apprezzo in particolar modo la scura Blanche e l’inusuale Witbier speziata. L’impianto a vista fa bella mostra di sé proprio nel locale, decisamente scenografico;

Gradoplato: altro locale ormai storico nel suo ambito, troverete le creazioni di Sergio Ormea. Purtroppo talvolta le spine non hanno reso giustizia alla vivace varietà della produzione del birrificio ma la stagionalità e scarsa reperibilità sono uno scotto quasi dovuto. In cucina gran protagonista la lumaca;

La Piazza: all’interno dell’iniziativa scolastica “Piazza dei Mestieri” ove si formano futuri cioccolatai, birrai, personale di sala e di cucina. il Birrificio ha visto l’avvicendarsi di diversi birrai; l’attuale, Riccardo Miscioscia, sta facendo un lavoro eccellente nel migliorare le birre esistenti e nell’offrirne di nuove. É davvero un piacere attingere alle spine, piacere che ci é concesso anche in pausa pranzo;

Laval: per uno scherzo del destino nei vecchi locali che ospitavano il Gambrinus ora si trova la taproom officiale del Birrificio Laval che a sua volta é collocato a pochi minuti di viaggio. Dodici spine per le proprie birre ed alcuni ospiti, una cucina che riscuote gran successo di pubblico. Per gli amanti delle birre assertive, sono fra i pochi ad avere con costanza una Imperial Stout, alcol e corpo in evidenza ma con ottimo equilibrio.

Per motivi di spazio, lontananza o opportunità rimangono fuori da questa piccola selezione di consigli gastronomici legati al mondo birraio:

  • Castagnero con la sua cucina itinerante;
  • Gorilla la unofficial taproom di Gilac in quel di Chieri;
  • San Michele Brewpub a Sant’Ambrogio di Susa;
  • Parsifal Brewpub a San Raffaele Cimena;
  • Birrificio delle Officine Ferroviare sul cavalcavia di corso sommeiler.

Per informazioni e consulenze: gallareto@gmail.com

Crediti: (La Stampa, Gruppo fotografico La Mole).

Post aggiornato al 12 dicembre 2016.

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