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COALVI E McITALY – MATRIMONIO DI INTERESSE PER POCHI INTIMI?

Il Consorzio COALVI (Consorzio Tutela della Razza piemontese) affianca McDonald’s nell’operazione di innalzamento della qualità percepita del marchio americano.
Dai primi di dicembre sarà onair in televisione lo spot McDonald’s per l’ingresso di Gran Piemontese Coalvi negli stores italiani dell’azienda statunitense.

 

Non facciamo apprezzamenti sullo spot nè sull’uso di stereotipi quali il “piemontese barotto” nè sul messaggio in sottofondo (McItaly aiuta la campagna e i piccoli agricoltori …).
Il nostro vuole essere un ragionamento neutrale. Già nel 2011 l’operazione Gualtiero Marchesi (QUI articolo) non era andata per il meglio e fonti di Eat Piemonte (in forza nei ristoranti della grande M nel 2011) confermano uno scarso appeal negli utenti finali.
Allora perchè insistere sottolineando i nomi Chianina (QUI le polemiche) e Coalvi per il 2013?
L’utente medio del fast food americano cerca la qualità assoluta o solo un servizio veloce? E i Consorzi perchè devono creare scontento e ansia nei loro associati (venditori all’ingrosso o al dettaglio) pur di parlare con un target che però non è interessato alla loro storia?
La linea COALVI pare chiara, visibilità nazionale in cambio del marchio garanzia di qualità. Ma i locali e i retailer che hanno puntato su COALVI sono contenti di questa strategia?
Andrea Soban su DISSAPORE parlò dell’operazione Gran Chianina, come sempre capendo la debolezza dell’operazione. Il momento di consumo da McDonald’s è incompatibile con il consumo di un prodotto italiano di alta qualità, che ha bisogno di intermediari per essere raccontato. Quindi ogni panino che esca dallo schema McDonald’s non può avere successo.La mancanza di una catena di qualità in grado di assicurare buoni numeri di consumo sui prodotti italiani è però una debolezza del sistema in cui l’azienda americana si è infilata.
Marco Ramassotto di Agrimacelleria Ramassotto è molto chiaro – “chi si occupa di Marketing dovrebbe fare un corso intensivo sul POSIZIONAMENTO DEL PRODOTTO. La trovo un operazione ASSURDA. Pensare che la carne che mettiamo sul nostro banco, frutto di tanta passione, fatica e dedizione nell’allevamento sia equiparata a quella di McDonald’s non mi piace. Non mi piace affiancare il marchio COALVI a McDonald’s”.

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