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Castellana: l’avventura asiatica di Marco Sacco

Castellana

Il Barolo e il tartufo, ma anche la bagna cauda e il bonet alla conquista della Cina: l’alta cucina piemontese sbarca a Hong Kong.

Si chiama Castellana, è il primo ristorante piemontese di alta cucina di Hong Kong e si avvarrà della direzione dello chef Marco Sacco, già patron del ristorante due stelle Michelin Piccolo Lago di Verbania.

Il nuovo ristorante rappresenterà una vera e propria enclave piemontese a Hong Kong, metropoli unica al mondo, capitale dello shopping e da sempre crocevia di affari e culture.

Castellana – spiega Marco Saccosarà uno spazio in cui l’eccellenza culinaria italiana, e regionale in particolare, potrà essere finalmente conosciuta e apprezzata. Tutto arriverà direttamente dall’Italia, dalle materie prime per la pasta alle carni, dal tartufo ai formaggi, dalle trote dei nostri fiumi ai vini. Siamo consapevoli che quella piemontese oggi è la scena culinaria più vivace d’Italia e il nostro obiettivo è far toccare con mano questo territorio, essere in qualche modo ambasciatori del suo gusto, dei suoi profumi e della sua storia”.

Castellana

Castellana: menù e cantina

Artefice del progetto Castellana è un giovane imprenditore, piemontese anche lui, Matteo Morello.

Meno di 30 anni, gli ultimi dieci dei quali passati in giro per il mondo, tra Australia, Inghilterra ed Estremo Oriente, a farsi le ossa nel settore della ristorazione.

Il nome del ristorante – spiega Morello – è ispirato alla maschera più celebre del carnevale di Saluzzo, la mia città, la Castellana appunto.

Si tratta di una figura che rappresenta il perfetto connubio di nobiltà e giustizia e che, assieme al ricordo dei miei nonni, evoca in me il legame con la mia infanzia e le mie radici.

Non è un caso che lo slogan del Castellana è ‘Authentic Piedmont Cuisine’ a significare la voglia di far conoscere e condividere coi nostri clienti una vera Piedmont experience”.

Castellana ha sede all’interno di uno dei più bei grattacieli di Hong Kong, il centralissimo Cubus, avveniristico edificio realizzato dallo studio di architettura Woods Bagot, uno dei più attivi e importanti al mondo.

Protagonista del ristorante è senza dubbio la cucina piemontese in una veste decisamente contemporanea: tre menù, il primo che esplicitamente richiama i piatti del Ristorante Piccolo Lago (tra questi il Lingotto del Mergozzo e la celebre Carbonara au Koque), il secondo, più tradizionale, in cui spiccano vitel tonnato, ravioles della Val Varaita e bonet piemontese, il terzo legato alla stagionalità.

La lista dei vini conterà oltre 480 etichette della quale un 70% piemontese, il restante 20% proveniente dalle altre regioni italiane e un 10% di vini francesi.

Altro grande protagonista è indubbiamente il tartufo che si prenderà la scena al cocktail bar.

A dirigere la cucina nella veste di Executive chef c’è un altro giovane chef piemontese, Enrico Degani.

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