Interviste

Carolina Vergnano: 200 locali entro il 2018

Carolina Vergnano parla ad Eat Piemonte del progetto retail dell’azienda di famiglia, Caffè Vergnano-Coffee  Shop 1882.

Una catena di locali in franchising che rappresentano un biglietto da visita anche per il Piemonte.

Vergnano è ormai una realtà globalizzata e multicanale, con mercati esteri in espansione come Francia, Germania, Grecia e Polonia.

Nei giorni scorsi abbiamo letto dell’inaugurazione dell’ennesimo Caffè Vergnano 1882 all’Aeroporto di Roma. A quanti siamo? E prossime aperture?

Le nostre caffetterie sono arrivate a quota 120, una grande soddisfazione per un progetto partito quasi in sordina agli inizi del 2000.

Per la fine del 2017 puntiamo ad arrivare a 150. Le prossime in calendario sono Cipro, Amsterdam, Los Angeles, Bruxelles (il terzo), Monaco (il sesto nella città).

Anche in Italia, il progetto è in crescita. Tra le prossime aperture, Bra, Novara, Casoria e un altro a Roma (Trastevere).

Essere un produttore ed essere un retailer sono due mestieri differenti. Come conciliate in azienda questi due know-how?

Per lo sviluppo del progetto retail, in azienda abbiamo creato negli ultimi anni una divisione “Design” che è interamente dedicata al progetto Caffè Vergnano 1882 e che segue direttamente la parte di progettazione e allestimento dei locali.

Questo è importante perché ci permette di offrire un servizio personalizzato per ogni cliente che sceglie di aprire un locale con noi e di progettare locali che siano perfettamente integrati con il contesto urbano in cui sono collocati e, allo stesso tempo, di creare un concept coerente in tutto il mondo.

Una volta realizzato i progetto, però, è fondamentale la formazione di chi gestirà il locale. Qui il mestiere di retailer, incontra quello di produttore e entra in gioco lo staff dell’Accademia Vergnano. Un team di professionisti che segue il barista con corsi altamente professionalizzanti dedicati non solo al mondo del caffè (espresso perfetto, cappuccino, nuove tecniche di estrazione), ma anche relative all’offerta food in senso più ampio.

In base a quali parametri monitorate le performance dei singoli pdv? E su quale mercato vi state esprimendo meglio?

Di certo il paramentro più importante resta quello dei chili di caffè. In questo momento funzionano bene i mercati asiatici (es. Corea) ma anche quelli Europei, come ad esempio la Germania.

Su quali basi procede la partnership con Eataly?

Ottime basi, direi. Abbiamo con loro un piano di aperture internazionali che confermano la formula vincente della nostra partnership.

Lo sbarco di Starbucks con il suo progetto “Reserve Roastery” è vicino. Lo vivete con preoccupazione oppure come opportunità? Quali sono a suo parere i vostri punti di forza?

L’arrivo di Starbucks non ci preoccupa, per cui direi che per noi è di certo più opportunità che preoccupazione. Credo che si rivolga ad un pubblico differente rispetto al nostro e, per questo motivo, non lo viviamo in modo negativo. Anzi, è di certo uno stimolo a fare sempre meglio.Sono certa che chi ama il nostro espresso, continuerà a entrare nei nostri Caffè Vergnano 1882.

Secondo una ricerca inglese (Uk Coffe Report-Allegra Group) la ricerca di personale nelle caffetterie inglesi non potrà sostenere i ritmi di crescita delle aperture. Il vostro personale come viene selezionato e formato?

La selezione è a cura del gestore. Per quanto riguarda la formazione, i nostri trainer supportano lo staff con una formazione in affiancamento prima dell’apertura.

In aggiunta, la nostra Accademia organizza corsi durante tutto l’anno in modo da garantire ai nostri baristi una formazione sempre continua e aggiornata.

Quali sono gli obiettivi a medio periodo del progetto Coffee Shop 1882?

Puntiamo a 150 locali nel 2017 e 200 nel 2018.

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