Economia e analisi

Carne rossa: fa male l’allarmismo e la scarsa informazione

“La carne rossa provoca il cancro”. Questo è il messaggio che ormai circola nel passaparola della gente e quindi del consumatore.

Pubblichiamo, a caso, due articoli online de La Stampa e de il Sole24Ore. Si citano ricerche dell’International Agency for Research on Cancer (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. E il quotidiano di Confindustria non manca di citare Umberto Veronesi (ormai un brand) che parla di un 30% di maggiori probabilità di contrarre cancro al colon, al seno, pancreas, prostata, polmoni.

Parlare di cancro è delicato. E abbiamo il sospetto, dopo un post di Dario Bressanini, che si sia fatta troppa informazione superficiale su tanti mezzi di informazione.

Pubblichiamo con copia/incolla lo status di FB del chimico/blogger:

“Signori giornalisti, per cortesia, la carne rossa (che ricordo riguarda manzo, maiale e agnello) NON è stata classificata come “cancerogena”, e NON è “come il fumo”. E’ in categoria 2A, non nel gruppo 1 (lì hanno messo gli insaccati e le carni trasformate). E in generale, porca miseria, dite:

1) a QUALE tumore è correlata, altrimenti sembra che ogni sostanza causi ogni tipo di cancro: quello al colon! Forse forse a un paio di altri, ma con le centinaia di altri tipi di tumore non c’entra.

2) spiegate che anche quando un agente è classificato come “cancerogeno” (gruppo 1) allora NON significa che se lo prendo ALLORA mi viene sicuramente il cancro, come (purtroppo) non significa che se LO EVITO allora NON rischio di avere quel tumore.

E’ sempre un sottile gioco di piccole probabilità che aumentano e diminuiscono. Spiegatelo, è il vostro mestiere!”

Umberto_Veronesi

Non siamo tecnici e non siamo scienziati. Ma di comunicazione capiamo qualcosa. E sappiamo che intervistare Umberto Veronesi (qui) dopo questa notizia è equivalente a prendere una posizione netta.

Il Professor Veronesi ha una posizione pro-dieta vegetariana. E oggi dare un punto di vista vegetariano è popolare.

Il Professor Giorgio Calabrese, dalle colonne de La Stampa, è molto più moderato. Invita al consumo equilibrato (e vabbè …) e si lancia in una difesa del sistema italiano della lavorazione della carne (attaccando l’industria britannica).

Dopo questa notizia, ci sentiamo in dovere di raccogliere informazioni da diverse fonti per scrivere post sulla carne e le sue proprietà (con focus particolare sulle carni piemontesi).

Per ora concludiamo il post. Invitando però il consumatore ad informarsi e andare a visitare allevamenti e allevatori. Citiamo due realtà di eccellenza come Agrisalumeria Luiset e Agrimacelleria Ramassotto, aziende che da sempre puntano sul benessere animale e sulla salvaguardia del cliente e dell’ambiente.

L’informazione sul cancro non è una questione ideologica, è una questione di informazione scientifica. Anche se il tuo nome è Veronesi.

Il link per visionare lo studio di Lancet Oncology.

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