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Cannavacciuolo Bistrot Torino fra groupie ed haters

Cannavacciuolo Bistrot Torino (via Umberto Cosmo 6, qui sito) ha aperto domenica ed è già preso d’assalto dai clienti. Rimarrà aperto ad agosto (con esclusione dei giorni di ferragosto) e tutti i giornali, magazine online e blog nazionali e locali ne hanno scritto.

Del resto basta citare Cannavacciuolo Bistrot Torino per scatenare clickbaiting e traffico sul sito, e infiniti commenti di sostenitori ed odiatori.

Ovviamente il partito degli “haters” (i famigerati odiatori che scagliano la loro morale verso ogni individuo che ha più sucesso di loro) denunciano prezzi alti, fanno appello alle osterie, preferiscono la cucina della mamma.

Il menù di degustazione esce a 70€, con prezzi più alti rispetto al locale di Novara. Mia mamma non cucina una Battuta di Fassone o un Riso come quello di Antonino Cannavacciuolo, quindi spero di essere un suo prossimo cliente. Caro, costoso, eccessivo? Non ci esprimiamo, ma il ristorante non è un obbligo sociale, si può anche non essere cliente del Cannavacciuolo Bistrot Torino.

La scelta dello Chef per il locale torinese è la commistione fra Piemonte e Sud Italia, in particolare la cucina di tradizione campana.

Il Vitello Tonnato con maionese di bottarga (22€) mi intriga. Sarà uno dei piatti che proverò.

Non ci interessa rispondere ai tanti denigratori di Antonino Cannavacciuolo, basta leggere quanto da lui scritto: “il primo incarico fu aprire le uova: romperle, separare il tuorlo dall’albume, montarle per il gelato alla vaniglia. Aprivo 800 uova al giorno, per fare 50 contenitori di gelato da mettere sulla macedonia e le fragoline di bosco. Alla fine c’era da lavare la cucina, scopare per terra, svuotare il magazzino”.

Una gavetta che ha reso lo Chef di Vico Equense un maestro di tecnica e un grande motivatore. A guidare il Cannavacciuolo Bistrot di Torino sarà un suo allievo, il campano Sommo.

 

Crediti fotografici: (Scatti di Gusto, Eat Piemonte).

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