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Brunello Cucinelli e il Sogno di Solomeo

Brunello Cucinelli e il Sogno di Solomeo. Chi di voi ha mai avuto la fortuna di sentire un intervento dell’imprenditore tessile umbro?

Quando inizia a parlare di capitalismo umano e di umanesimo, il cinico che ormai è in noi pensa che sia solo fuffa.

Ma poi vince l’ottimista razionale che è in noi, e ci viene in mente che Cucinelli non è solo parole ma anche un marchio che fattura milioni di €, è conosciuto e rispettato in tutto il mondo, produce manufatti di eccellenza assoluta.

Brunello Cucinelli è infatti una casa di moda italiana, nota per la produzione di maglieria pregiata in cashmere.

Nata e sviluppatasi nel borgo medioevale di Solomeo l’azienda è oggi tra le principali realtà internazionali attive nel settore del lusso, avendo sviluppato collezioni femminili e maschili di total look e potendo contare su una rete di boutique di proprietà in tutti i continenti.

È quotata dal 2012 alla Borsa di Milano nell’indice FTSE Italia Mid Cap.

Domani, edito da Feltrinelli, uscirà la sua autobiografia – Brunello Cucinelli e il Sogno di Solomeo -. Un libro imperdibile per chiunque sia appassionato di imprenditoria.

“Oggi so cosa significa modulare profitto e dono, so quanto vale riconoscere la bellezza del lavoro e produrre senza danno per niente e nessuno. La mia esperienza di vita mi ha insegnato il valore della custodia di quanto abbiamo ereditato. Ho capito che quanto ci arriva dal passato non è un peso, ma un paio d’ali che sostiene il futuro luminoso che ci aspetta”.

Parole di ottimismo assoluto, come nello stile di Brunello Cucinelli.

Ma che cosa è il Sogno di Solomeo? Essere imprenditore nel rispetto della dignità umana, generando profitto essendo contemporaneamente custode del proprio tempo.

Solomeo è una distesa verde e un tramonto spettacolari. Cinesi, giapponesi, statunitensi, peruviani, italiani vengono in pellegrinaggio e hanno compreso il senso dell’impresa di Cucinelli.

Una società in crescita che punta alla realizzazione del progetto di bellezza.

“Sono contento di essere andato in Borsa – spiega Cucinelli – non perché avevo debiti, ma perché così ho potuto realizzare il mio sogno con più capitali. Un sogno in grado anche di dimostrare che si può restituire vita ai centri antichi e nobiltà alle periferie”.

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