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Il Bistrot della Nuvola Lavazza: una bella scoperta

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In via Bologna, c’è una delle aziende più torinesi che esistano: Lavazza. Il nome corrisponde alla famiglia che da sempre è sinonimo di caffè in Italia, nel bene e nel male.

Ma oggi non parliamo di caffè, ma del Bistrot della Nuvola Lavazza.

Intanto, non molti sanno che a pranzo dentro la Nuvola oltre a Condividere c’è anche il Bistrot.

A pranzo mi accoglie Gianfranco che da 25 anni segue le mense del gruppo. Ti trasmette subito quella passione per me tipica di quella sobrietà sabauda, che coniuga lavoro e passione, devozione all’azienda e voglia di soddisfare il cliente.

Sono loro i portatori di quel verbo, di chi sa che alla fine il cliente decide il mercato.

Al Bistrot della Nuovola Lavazza ogni giorno vengono serviti circa 750 pasto.

La scelta visionaria è stata quella di non fare solo una mensa aziendale, ma di aprire tenendo prezzi molto convenienti, anche grazie alla certezza di avere sempre i dipendenti a pranzo.

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Una sorta di ridistribuzione, basata sul fatto che avendo una base certa di clienti si può in questo modo avere un prezzo calmierato per tutti gli altri.

Spesso non pensiamo all’importanza sociale della ristorazione collettiva, ci concentriamo sui ristoranti, sulle nuove aperture e sul gusto dell’ultimo prodotto lanciato da qualche distributore.

Dimentichiamo che le persone mangiano tutti i giorni nelle mense di uffici, fabbriche, ospedali e scuole.

Qui si fa la differenza. La sfida del futuro è proprio andare ad intervenire dove ci sono i grandi numeri.

Non dimentichiamoci infatti che la mensa è il luogo dove si mangia ogni giorno, il dipendente deve stare bene sempre, la cena è diventato il momento più rilassante, più sociale e conviviale.

Il pranzo invece è nutrimento, deve essere pausa dal lavoro, deve essere buona, leggera e replicabile per 5 giorni alla settimana. Se il cibo è salute la mensa è indispensabile.

Ecco, qui tutto ciò è rispettato.

Ci sono delle isole di cucine dove tutto è preparato fresco, il menù varia giornalmente.

Sono stato nelle cucine e basti pensare che la frutta e la verdura vengono tagliate sempre freschissime, ho visto stendere i cannelloni e bollire la pasta di farro.

Insomma tutto molto curato nel dettaglio, in un luogo che oltretutto è bello e che sdogana così l’idea della mensa triste grigia.

La pausa pranzo è per chi lavora spesso l’unico momento per sè. Se il luogo è bello e il piatto è sano, leggero e buono quel tempo passato a tavola diventa più piacevole.

Nota indispensabile, non ancora raccontata e motivo della mia visita, è la scelta di andare verso un locale completamente plastic free.

Non ci sono bottiglie di plastica, solo acqua in caraffa.

Ho fatto un veloce calcolo con una media di 500 bottiglie da ½ litro di acqua risparmiate ogni giorno, la Lavazza ogni anno evita di buttare 3.000 kg di plastica.

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Un dato concreto e coraggioso, perché questo porta a un mancato incasso molto importante.

Sicuramente sapete che le bottigliette d’acqua sono tra le cose su cui avviene il maggior ricarico nella ristorazione, specie del pranzo.

Altra nota molto interessante, la possibilità di affittare delle salette riservate dove fare un pranzo di lavoro, seduti in un luogo molto bello, silenzioso e perfetto per fare una riunione.

Bravissimi, veniteci a pranzo! Lo scontrino medio? 8€.

Se volete saperne di più ecco il sito del Bistrot della Nuvola Lavazza.

Indirizzo: via Bologna 20/A, Torino.
Telefono: +39 011 08 91 718
Email: info@bistrotlacentrale.it

Dal Lunedì al Venerdì dalle 12.00 alle 14.30. Sabato e Domenica chiuso.

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