Economia e analisi

Aperture di nuovi punti vendita: il cibo traina

Saranno il food e il fashion a trainare le aperture di nuovi punti vendita in Italia nel secondo semestre dell’anno.

In base a quanto emerso dall’Osservatorio Confimprese sul 2° semestre 2018, presentato al terzo Retail Summit organizzato da Confimprese con EY e Gruppo Food, l’output per la seconda parte dell’anno prevede una chiusura in linea con le previsioni, ovvero 1.100 aperture e 10.000 posti di lavoro.

Le stime di aperture di nuovi punti vendita del periodo luglio-dicembre si attestano a 590, con un impiego di 4.020 risorse totali.

In particolare, food e ristorazione totalizzano 135 nuovi punti vendita, mentre il fashion stima 90 nuovi store. Seguono, poi, ottica, arredo casa, arredamento, entertainment, per un totale di 115 aperture.

“Il franchising non è stato influenzato dalle recenti difficoltà politico-economiche sperimentate a livello generale, e lo è stato meno rispetto all’economia nel suo complesso”, ha spiegato Mario Resca, presidente Confimprese .

“I retailer continuano a spingere su nuove aperture che aumentano il livello occupazionale, sfruttando l’onda positiva del food che sempre più si declina nello street food anche da strada. Le stime del nostro Osservatorio prevedono una crescita del 2,5% del giro d’affari che dovrebbe raggiungere i 152 miliardi di euro a perimetro costante”.

Ma per quanto corrano nell’offline, food e fashion procedono a marce ridotte nell’online.

A fine anno, infatti, il totale degli acquisti sul web in Italia arriverà a 27 miliardi€ (+17%) ma l’incidenza della moda si limiterà solo all’1%.

In questo senso, quindi, emerge la necessità di proseguire sulla strada dell’integrazione dei canali per rafforzare la centralità del consumatore, anche se, in base a quanto emerso dalle rilevazioni di EY, le potenzialità dell’omnicanale sono chiare ai retailer, ma non ancora pienamente sfruttate.

Il 40% degli intervistati ha ammesso di fare fatica a mantenere coerenza di posizionamento di brand sui diversi canali, in particolare quelli digitali.

Il 33% ritiene il canale fisico lo strumento abilitante la transazione digitale, il 29% considera il digitale come un punto di partenza di una esperienza che però si conclude in negozio, il 29% pensa che il digitale sia un supporto al canale fisico.

“Quasi il 90% del panel interpellato pensa che la sfida del retail nei prossimi 3 anni sia l’integrazione dei canali, mentre il 69% ritiene necessario rivisitare il proprio modello di business per rispondere alle nuove esigenze del consumatore”, ha commentato Donato Iacovone, AD di EY.

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