Economia e analisi

L’Ape-car Vergnano fermata dal Comune: tentiamo una spiegazione

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L’Ape-Car Vergnano in giro per la città aveva subito riscosso grande successi sui social. E aveva anche ottenuto un’ottima copertura mediatica.

Stamattina però, il profilo Instagram della Vergnano ha postato la notizia della sospensione del servizio per problemi autorizzativi contestati dai Vigili Urbani del Comune di Torino.

Il tam-tam è puntualmente partito sui social e la notizia è stata ripresa dai principali quotidiani della città.

Fin dall’inizio, alcuni osservatori mi aveva confessato alcuni dubbi normativi sull’operazione.

Tentiamo di spiegare (ma ovviamente siamo aperti a riportare le versioni di Vergnano e Comune di Torino) dove si sia annidato l’inghippo amministrativo che ha portato allo stop attività dell’Ape-Car Vergnano.

La vendita con un autorizzazione di tipo B (itinerante) non equivale ad una attività con posto fisso di tipo A.

Pertanto è evidente e scontato che rientri nella tentata vendita in assenza di un posteggio fisso ambulante (tipo A) e non si può configurare il delivery.

Inoltre con licenza di tipo B è vietato il commercio in zone auliche della città. Non è delivery ma tentata vendita su prenotazione.

Gli aspetti da prendere in considerazione sono 3:

1) Autorizzativo: e’ commercio ambulante come spiegato precedentemente;
2) Pericolo di assembramento: l’apertura dovrebbe essere chiusa al pubblico con accesso solo per il fattorino che risulta complesso e potenzialmente potrebbe creare una condizione di assembramento;
3) Produzione: il locale di produzione deve essere distinto e separato dal luogo di prelievo del raider/fattorino; cosa che è evidente a tutti non è fattibile su un ape-car e neppure su un autobanco (es. paninari).

 

 


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